IL DISGELO DELLA MUMMIA SICULA – MATTARELLA TELEFONA A BERLUSCONI E LO INVITA PER DOMANI ALLA CERIMONIA DEL COLLE – LA MANO TESA DI CHI VUOLE ESSERE IL “PRESIDENTE DI TUTTI”. ANCHE DEL BANANA

Massimiliano Scafi per “il Giornale”

BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS

 

«Sarei felice di incontrarla». Dopo due giorni passati a mangiare panini e abbozzare il discorso, Sergio Mattarella decide che è il caso di lasciare il bunker della Consulta e di farsi vedere un po' in giro.

 

Ma prima di uscire ha una cosa da fare, chiamare Silvio Berlusconi e invitarlo alla cerimonia di insediamento. Il capo dello Stato, che sarebbe dunque «molto felice» di avere il Cavaliere tra i suoi ospiti domani al Quirinale, compie così il primo gesto politico del suo mandato. I rapporti tra i due sono buoni. Nei giorni scorsi il Cavaliere ha spiegato al neo presidente che non ha nulla di personale contro di lui, che lo stima, che la scheda bianca era un segno di rispetto, e Mattarella ha fatto sapere di voler essere il garante di tutti, l'arbitro. Ora, la telefonata, un passo per ricomporre la frattura politica. E nell'intervento alle Camere, dove ci sarà un appello all'unità, ne è previsto un altro.

MATTARELLAMATTARELLA

 

Domenica ecologica, ha stabilito il sindaco Marino, tutti a piedi. Pure il presidente della Repubblica, che lascia la Panda grigia e si fa due passi fino alla chiesa dei Santi Apostoli. Dopo la messa, un selfie con un gruppo di suore e la richiesta di mettere una buona parola lassù. «Pregate per me, affinché io sia uno strumento per il bene del Paese». Poi si mette in posa con Giuseppina, che lavora in un bar vicino al Vaticano e che ha già deciso come capitalizzare la foto. «Lancerò il panino del presidente».

 

Mattarella saluta e inizia la risalita verso la Corte Costituzionale. Muto, un po' incurvato, le mani allacciate dietro la schiena, vagamente imbarazzato, inutilmente inseguito da una muta di giornalisti e telecamere: sembra di essere tornati ai tempi di Enrico Cuccia, che non parlava nemmeno sotto tortura.

CIAMPI SCALFARO COSSIGA E NAPOLITANO CIAMPI SCALFARO COSSIGA E NAPOLITANO

 

Raggiunto l'ufficio, il capo dello Stato ha un «lungo e affettuoso» colloquio telefonico con Carlo Azeglio Ciampi. «Sono grato - dice - per tutto quello che hai fatto per il Paese. Tu puoi capire bene quali siano le prime preoccupazioni». Nel pomeriggio, sempre braccato dalla stampa, la seconda passeggiatina, fino a casa Napolitano. Stavolta dalla Consulta a vicolo dei Serpenti sono solo duecento metri. «Ho ringraziato il presidente Napoltano per quello che ha fatto per l'Italia e lui mi ha fatto gli auguri per il mio mandato. Abbiamo pure scambiato qualche opinione».

 

MATTARELLA fosse ardeatineMATTARELLA fosse ardeatine

Ma nonostante le preghiere delle suore, le «preoccupazioni» espresse a Ciampi e i consigli forniti da Re Giorgio, Sergio Mattarella sembra avere l'ansia della prestazione. «È tranquillo e sereno», lo dipingono quelli che gli stanno accanto in questi giorni.

 

«Consapevole dell'importanza dell'incarico e concentrato e determinato», raccontano alcuni vecchi amici di Palermo. E così, finite le passeggiate e le visite di rito, il dodicesimo capo dello Stato si ribarrica nel suo ufficio. C'è del lavoro per la Consulta da fare, che non vuole lasciare in sospeso. Certo non farà in tempo a terminare i procedimenti di cui è relatore, un ricorso della regione Campania contro il governo su materie ambientali e un'ordinanza del tribunale di La Spezia sui compensi dei difensori d'ufficio. Ma alcuni atti interni vanno completati.

 

renzi berlusconirenzi berlusconi

E poi c'è il discorso da scrivere. Dodici-quindici persone chiuse in una stanza, provvisti di un solo computer, che vanno avanti a supplì e tramezzini: in attesa di formalizzare la settimana prossima gli incarichi a palazzo, ecco la squadra di Sergiuzzu , da due giorni impegnata con il presidente sulla stesura del testo. A grandi linee è già tutto deciso, Mattarella parlerà di riforme e di Costituzione, di economia e di crisi. Sarà un intervento asciutto, basato alcuni concetti chiave. Primo, le «difficoltà» dell'Italia di oggi. Secondo, le «speranze» dei cittadini. Terzo, «l'«unità», condizione necessaria per uscire dal pantano.

 

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?