renzi conte mattarella grillo di maio zingaretti

MATTARELLA, PD E GRILLO CONTRO IL CONTE CASALINO CHE, ALL'OSCURO DI TUTTI E NEL MEZZO DELLA TRATTATIVA CON RENZI, HA SFANCULATO ITALIA VIVA DA UN NUOVO GOVERNO - MATTARELLA, AL GOVERNO-TAXI (RENZI SCENDE E MASTELLA SALE), NON PUÒ IMPORRE A CONTE UNA CRISI FORMALE CON DIMISSIONI. PUÒ, COME GARANTE DELLA COSTITUZIONE, INTERVENIRE POST INDICANDO DIFETTI DI COSTITUZIONALITÀ NELL’OPERAZIONE “RESPONSABILI” - PRESSIONI DEL PD E DI MATTARELLA E DI GRILLO PER RIPRENDERE UNA TRATTATIVA CON ITALIA VIVA MA CONTE DOVREBBE AMMETTERE L’ERRORE DELLA VELINA “MAI PIÙ CON RENZI”. LO FARÀ? - COMUNQUE VADA, CONTE NON AVRÀ PIÙ I PIENI POTERI CHE HA CARPITO NEGLI ULTIMI 10 MESI

DAGOREPORT

Roccobello Conte Casalino

Intorno alle 15 di oggi Conte è andato a consigliarsi al Quirinale dove è stato accolto da un pugno di ferro in guanto di velluto: massima aderenza alla Costituzione, ha sillabato livido Mattarella. Ancora indispettito (eufemismo) per la velina di ieri sparata alle 11.50 da Ta-Rocco Casalino: “Se il leader di Iv Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di Governo in piena pandemia, per il presidente Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva. E’ quanto trapela da Palazzo Chigi” (Adnkronos).

 

A ruota ha ripetuto l’ultimatum il reggitore del 5Stelle Crimi, ormai passato sotto l’ala della triade Conte-Casalino-Travaglio. E quell’anima in pena di Di Maio, a quel punto, si è accodato.

 

sergio mattarella parla con dario franceschini e nicola zingaretti

La domanda del Quirinale e del Pd (tutti incazzatissimi: da Orlando a Zinga), che erano all’oscuro dell’intimazione a Italia Viva, è stata: ma c’era bisogno di far “filtrare” tale diktat quando i pontieri del Pd capitanati da Franceschini erano impegnati in una trattativa con Renzi per riappiccicare i cocci del governo per lanciare un Conte ter? Naturalmente, dopo la velina, è scesa una pietra tombale sui colloqui.

 

travaglio conte

La strategia di Palazzo Chigi è stata poi ieri sera ripetuta dallo stratega del Conte Casalino, Marco Travaglio, alla trasmissione di Floris: Conte va alla conta in aula e sostituisce il partito di Renzi con una nuova formazione di cosiddetti “responsabili” capitanati da Lady Mastella. Ovviamente non si tratta di Scilipoti a libro paga di Berlusconi, ha sottolineato Travaglio, perché lo farebbero gratis, per Conte, per la Patria.

 

nicola zingaretti dario franceschini

E stamattina, tanto per fargli capire l’antifona, è sceso in campo Mastella che rudemente ha fatto capire che in politica non esistono pasti gratis: ‘’Conte deve capirlo, i responsabili sono come l’amante. A un certo punto devi dare loro dignità, portarli allo scoperto, riconoscerne il valore. Altrimenti ti dicono addio e sul più bello non potrai contare su di loro". Amorale della fava: pagare moneta, vedere cammello.

 

beppe grillo luigi di maio

Questa mattina, davanti allo scenario di un governo Conte-Mastella, risbuca Grillo con un post che rispecchia il pensiero di Mattarella in tre punti: Conte ha tirato troppo la corda, questa maggioranza va salvata, no al voto anticipato. Poco dopo, tanto per aumentare la confusione, arriva un post scriptum al post: “E’ sottinteso che il governo è di Conte”.

 

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

Da parte di Di Maio nessun commento: Grillo vuole che diventi il capo politico del movimento e se apre la bocca, l’ex bibitaro del San Paolo rischia di spaccare i 5Stelle. E l’uscita di Mastella ha fatto ricordare a molti grillini il monito di Di Battista: “Finiremo come l’Udeur”.

 

Alle 17 e 30 di oggi è attesa la conferenza stampa di Renzi per annunciare che Italia Viva toglie il disturbo al governo Conte per i tanti motivi che la Bellanova ha elencato nei giorni scorsi: dalla mancanza del Mes sanitario dal Recovery Plan (per stanare i dem che sono sempre stati favorevoli a prendere i 37 milioni) alla insufficienza dei fondi per la sanità.

renzi mejo dello sciamano di washington

 

Ma il tema centrale del discorso di Renzi sarà l’inadeguatezza della compagine governativa (dalla scuola alla sanità ai trasporti), compreso un atto di accuso al ministro dell’Economia Gualtieri: tutte le emergenze, dall’Alitalia ad Autostrade, da Mps alla Rete Unica, sono ancora aperte.

 

Una volta Renzi fuori dalle balle, sostituito al volo con i voti dei Mastella-boys, Conte va in aula e chiede la fiducia. Mattarella, a tale governo-taxi, uno scende e l’altro sale, avrebbe preferito una crisi formale con le dimissioni di Conte. Ma per il premier senza partito dimettersi è il massimo dell’infamia. Anche se, quando la Lega uscì dal governo, si dimise per poi formare il Conte bis.

RENZI CONTE

 

Da parte sua Mattarella non può imporre una crisi formale con dimissioni di Conte. Può, come garante del dettato costituzionale, intervenire post indicando, ad esempio, che ci sono difetti di costituzionalità nell’operazione “responsabili”. Visto che i renziani nelle commissioni parlamentari non ci pensano proprio a dimettersi e la squadra del governo è sold-out, Conte non può lasciare a bocca asciutta i portatori di sangue di Lady Mastella sostituendo le due ministre renziane con due del Pd.

 

alessandra locatelli con sergio mattarella e giuseppe conte

A quel punto, se Conte fosse costretto, per salvare la poltrona, a dare un posto nel governo ai responsabili, la nuova formazione dovrebbe rispondere al programma di governo, quindi Mattarella può intervenire indicando che ci sono difetti di costituzionalità e Conte sarebbe obbligato a dimettersi e tornare poi in Parlamento per ottenere la fiducia del nuovo governo. Con tutti i rischi del caos.

 

Certo, non mancano le pressioni del Pd e di Mattarella e di Grillo per riprendere una trattativa con Italia Viva ma la triade Conte-Casalino-Travaglio dovrebbe ammettere l’errore della velina “mai più con Renzi”. Lo farà? Comunque vada, Conte non avrà più il potere assoluto che ha carpito negli ultimi dieci mesi.

 

Post Scriptum

Bettini e Zingaretti

Per capire l’aria che tira al Nazareno. Ieri alla notizia del diktat anti-renziano del Conte Casalino si è svolta via Zoom una riunione dei maggiori esponenti del Pd che ha visto in azione Zinga, Marcucci, Franceschini, Delrio, Orlando. Brillava l’assenza dell’ideologo Goffredo Bettini per la semplice ragione che nessuno dei partecipanti, Zinga a parte, lo ha voluto tra i piedi.

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