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CONVENTION FATTA A MAGLIE - MENTRE BILL CLINTON SONNECCHIAVA, HILLARY HA FATTO L’UNICO DISCORSO CHE ERA IN GRADO DI FARE: MESSO BENE IN FILA E PIENO DELLE CONTRADDIZIONI E DELLE BUGIE GRANDI E PICCOLE CHE SERVONO PER CHIUDERE UNA CONVENTION NEL DISCORSO DI ACCETTAZIONE

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTIONDISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION

Era un colpo di sonno, magari da noia,forse da sciagurata dieta vegana, quello in cui è stato immortalato lo sventurato Bill Clinton durante il discorso di sua moglie? Certo, la testa era china sul petto, l’occhio serrato.

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 7DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 7

Se è per questo, un po' di sonnolenza l'aveva già procurata il discorso della figlia Chelsea, che il dono della brillantezza non ce l'ha un po' come mamma, e che  ci ha propinato per l'ennesima volta la storia peraltro avventurosa è molto americana di come si incontrarono due studenti brillanti, uno povero l'altra benestante, e di come lei con sorpresa di tutti gli amici  segui lui nello sperduto Arkansas per cominciare un percorso  da predestinati che gli americani conoscono a memoria, e di cui forse si sono stufati, almeno stando ai sondaggi, forse alla fine sceglieranno di nuovo come un usato sicuro.

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION - BILL DORME 2DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION - BILL DORME 2

Certo è che a Philadelphia il gran merchandising legato alle elezioni non si vende, Hllary in effige scultorea di azzurro vestita non tira, se non tra gli entusiasti giornalisti slurp slurp che tra una tempesta e l'altra occupano ed evacuano i tendoni della convention.

Da oggi si sbaracca e si prepara il rush di settembre ottobre, che per ora parte con un balzo in avanti del grande nemico Donal Trump. Mai nemmeno Bush è stato tanto evocato e vituperato in una convention, a dimostrazione evidente che fa paura.  Sembrava il Pd ai tempi del Cav al governo.

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION - BILL E CHELSEADISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION - BILL E CHELSEA

Hillary Clinton, tutta di bianco vestita, che a Camille Paglia, scrittrice  femminista che l’ha in odio, sarà sembrato l'ennesimo insulto all'anca larga, ha seguito a modo suo, da secchiona povera di emozioni ma forte nei contenuti, il copione della chiamata a conservatori e indipendenti inaugurato la Barack Obama mercoledì.

 

Al solito inviato entusiasta, cui si è unita la Boldrini, la Boschi, e perfino la giulivissima Laura Comi, parlamentare europea di Forza Italia ma tutta contenta di farsi immortalare con Nancy Pelosi, una che più di sinistra in Usa non ce n’è,  in questi giorni premeva sottolineare che  a Philadelphia campeggiava l'ottimismo contro la visione di paura e pessimismo dei repubblicani Made in Trump;  deve essere sfuggito che richiami alla paura li ha  abbondantemente usati anche la candidata democratica.  Solo che era la paura dell’uomo nero Trump. 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 2DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 2

 

“Forze potenti minacciano di dividerci, solidi legami di fiducia e rispetto  si stanno  sfaldando, come per i nostri fondatori, non ci sono garanzie.Dipende solo da noi. Non credete a chi vi dice solo io posso risolvere il problema”.

 

Poi, tra deboli ma costanti contestazioni che costringevano i fans a rispondere chiamandola in continuazione e dando così al discorso una scansione un po' surreale, Hillary Clinton ha fatto la patriota contro colui che minaccia l'unità della nazione; in quel momento tutti hanno pensato alla forza evocativa anche se povera politicamente del discorso di Michelle Obama  lunedì, perché proprio a quello avrebbe dovuto ispirarsi la Clinton per conquistare cuori riluttanti a considerarla diversamente da una strega senza pietà negli occhi di ghiaccio.

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 3DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 3

Ma non sarebbe stata lei, che è una donna intelligente e razionale, coraggiosa e determinata, fredda come un condizionatore. Ha fatto l'unico discorso che era in grado di fare: messo bene in fila, in modo  preciso e ordinato, sia pur pieno delle contraddizioni e delle bugie grandi e piccole che servono per chiudere una convention nel discorso di accettazione. Per capirci, non puoi ammiccare a Bernie Sanders, dicendo ai suoi seguaci che ti ritengono una fascista: la vostra causa e la mia causa. Infatti l'hanno contestata.

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 4DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 4

E non puoi neanche nello stesso discorso, cambiando rapidamente maschera, dopo aver fatto promesse su salario minimo, lotta alle disuguaglianze, università pubblica gratuita, ovvero tutto il campionario progressista, passare all'altro tipo di audience promettendo genericamente misure di buon senso per controllare la diffusione delle armi senza però toccare il secondo emendamento che sancisce il diritto ad armarsi, che non significa niente; lotta senza quartiere all'Isis senza spiegare come la farai, anzi senza nominare il terrorismo come islamico o islamista e nemmeno jihaidista.

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 5DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 5

Né, ancora una volta in un cambio di maschera, puoi sostenere che sarai presidente per i democratici per i repubblicani e per gli indipendenti. Però si fa, perché il progetto era quello di presentarsi come una che unisce in tempi di divisione, un leader brevettato per un mondo in crisi.

 

L'idea dietro il discorso prevede  che a casa davanti alle televisioni ci siano milioni e milioni di persone che di un discorso di accettazione colgono la parte che interessa loro, e che in questo caso sono in grado di apprezzare un candidato che sarà anche  per la prima volta donna ma che porta il peso dell'esperienza di essere stata first lady, senatore e segretario di Stato, che forte di questo invita a non credere alle promesse di un outsider inesperto e guascone come Donald Trump.

 

DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 6DISCORSO HILLARY ALLA CONVENTION 6

Lo sforzo di sembrare moderata, perché tutto si gioca su un milione di indecisi che stanno al centro, tenendo però in piedi la relazione con liberal alla  Sanders che non hanno mai smesso di contestare la convention di Philadelphia e la scelta di Hillary Clinton, perché pure quei voti sono indispensabili e tutt'altro che certi, ha reso alla fine dell’ascolto il  discorso pesante e gli ha tolto credibilità. Ad un certo punto quelli di Sanders strillavano” no more war no more war”, i suoi, molti di più naturalmente, strillavano Usa  e Hillary, e non si capiva niente.

 

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Tutto sta nel convincere gli americani che  Donald Trump è unfit, inadatto al il compito di presidente degli Stati Uniti, a maneggiare la famosa valigetta, a decidere delle armi nucleari. La Clinton deve anche convincerli che il piano di fare entrare un milione e mezzo ancora di stranieri del Medio Oriente concedendo loro la residenza non sia pericoloso e distruttivo per la sicurezza degli americani, non peggiori ulteriormente una situazione economica che viene percepita come stagnante. Quello che Donald Trump, in campagna in Iowa, ha definito “una visione del mondo senza confini in cui lavoratori non hanno potere,non hanno lavoro, non hanno sicurezza”.

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