“MI DICHIARO PRIGIONIERO POLITICO” – MARIO ADINOLFI, AGLI ARRESTI DOMICILIARI PER TRUFFA AGGRAVATA, ACCUSA LA GIUSTIZIA ITALIANA DI DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO ALLA VICENDA DEL “CANTANTE” TRAPPER TONY BOY E DI NEGARGLI IL DIRITTO DI RECARSI A MESSA LA DOMENICA - "DICONO CHE DEVO AVERE FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA. FOSSI RANUCCI, NE AVREI MOTIVO. MA IO RICONOSCO ORMAI SOLO QUELLA DI DIO..”
Dal profilo Facebook di Mario Adinolfi
IL PRIGIONIERO POLITICO MARIO ADINOLFI
Il “cantante” trapper Tony Boy ha subito come me una perquisizione approfondita dell’appartamento, l’ha filmata in diretta social provocando e insultando quelli che lui chiama “gli sbirri”, riprendendo i loro volti e le loro azioni.
Alla fine della perquisizione da me hanno preso due foglietti di carta e un bancomat, da lui hanno trovato stupefacenti di varia natura, un bilancino di precisione in uso agli spacciatori, una pistola con matricola abrasa, di quelle che servono a fare omicidi e rapine, ovviamente illegalmente detenuta.
È stato arrestato con una valanga di accuse conseguenti, scarcerato dopo poche ore e mandato ai domiciliari a casa di mamma e papà “senza braccialetto elettronico”.
La pm ha messo per iscritto che è “un soggetto dalla elevatissima pericolosità in contatto con ambienti criminali di spessore”, la gip però non ha voluto mandarlo a San Vittore assicurando anzi che i suoi “impegni lavorativi”, cioè i concerti, potrà tenerli chiedendo l’autorizzazione volta per volta nelle prossime settimane. Io da due mesi chiedo solo di potermi andare a confessare in parrocchia a meno di 500 metri da casa mia e vorrei un’ora la domenica fuori di casa per la messa.
Mi hanno negato ogni autorizzazione ledendo un diritto costituzionale, privandomi di un bisogno che per me equivale a respirare ma questo credo renda chiara la natura persecutoria degli atti compiuti verso la mia persona e forse anche alcune delle ragioni per cui sono stati compiuti.
Se rinasco, mi metto a cantare in rima, mi drogo e compro pistole illegali su Telegram da brandire in contesti criminali “di spessore” così un arresto diventa marketing per vendere più biglietti ai concerti. Dicono che devo avere fiducia nella giustizia italiana. Fossi Ranucci, ne avrei motivo. Ma io riconosco ormai solo quella di Dio. Dopo un’estate così con decine di casi di gente con reati (persino omicidi) infinitamente più gravi di quelli che contestano a me che restano liberi in attesa di giudizio, io mi dichiaro prigioniero politico.
MARIO ADINOLFI
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