LA MONTAGNA HA PARTORITO UNA “MANOVRINA” - LA LEGGE DI BILANCIO DA 26 MILIARDI DI EURO, VOLUTA DA GIORGETTI E MELONI, È STATA SCRITTA PER NON SCONTENTARE NESSUNO (DENTRO LA MAGGIORANZA, CI MANCHEREBBE) E CON UN BEL PO’ DI INTERVENTI SPOT, CON VISTA SULLE PROSSIME POLITICHE - IL "MENU'" DELLE “MANCETTE ELETTORALI”: DAL “SALVADANAIO” PER I NUOVI NATI ALL’INTERVENTO PASTICCIATO SUL TAGLIO DELL’IRPEF PER IL CETO MEDIO, PASSANDO PER L’ABOLIZIONE DEL BOLLO AUTO - IL FONDO SANITARIO NAZIONALE AUMENTERÀ DI 3,4 MILIARDI DI EURO (LE REGIONI, MOLTE DELLE QUALI GOVERNATE DAL CENTRODESTRA, NE CHIEDEVANO ALMENO 6) - LA DUCETTA HA PAURA DELL’ASSALTO ALLA DILIGENZA DEI PARTITI ALLA MANOVRA: “ABBIAMO ACCONTENTATO TUTTI, ORA NIENTE ERRORI IN PARLAMENTO”
POCHI SOLDI, TANTI PROVVEDIMENTI SPOT: GIORGIA MELONI HA PRESENTATO UNA “MANOVRINA” – LE UNICHE MISURE DEGNE DI NOTA SONO L’INNALZAMENTO DELLA SOGLIA DEL SECONDO SCAGLIONE IRPEF (33%) FINO A 55MILA EURO DI REDDITO (COSTERÀ 1,2 MILIARDI) E L’INNALZAMENTO DEL LIMITE PER IL REGIME DI FLAT TAX PER GLI AUTONOMI – L’ABOLIZIONE DEL BOLLO AUTO PER LE AUTO PICCOLE E MEDIE DIVENTA STRUTTURALE – PER I GIOVANI SARANNO DETASSATI ALL’1% I PREMI DEI DATORI DI LAVORO FINO A 2500 EURO, E LA CEDOLARE SECCA SCENDE ALL’1% PER CHI AFFITTA AGLI UNDER 35 - LE COPERTURE? "5 MILIARDI E PIU' VENGONO DAL SETTORE FINANZIARIO, DALLE BANCHE E DALLE ASSICURAZIONI", HA DETTO GIORGIA MELONI – RINVIATO IL DECRETO BOLLETTE
1 - MANOVRA DA 26 MILIARDI TORNA IL TAGLIO DELL’IRPEF “NON È CONTRO LE BANCHE”
Estratto dall’articolo di Giuseppe Colombo,Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
ANTONIO TAJANI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - FOTO LAPRESSE
Ventisei miliardi spalmati su cinque titoli: famiglia, natalità, imprese, potere d'acquisto e sanità. Un po' qua e un po' là, per provare a non scontentare nessuno. Ecco la quinta manovra del governo Meloni.
Quando la presenta nella sala stampa di palazzo Chigi, dopo il via libera del Consiglio dei ministri, la premier tenta di condire i titoli con un po' di enfasi ma anche realismo. Rivendica la continuità con le leggi di bilancio precedenti: l'ultima – annota – è «un altro tassello di una strategia di medio lungo-termine, che ha quindi una logica di legislatura». [...]
[...] «Non è una manovra contro qualcuno, ma in un momento complesso – insiste la premier – abbiamo chiesto di dare una mano a chi ha meno problemi». Parole che provano ad arginare preventivamente i possibili ricorsi degli istituti di credito: «Spero non ci siano, che si cerchi di lavorare insieme per dare una mano», Ma allo stesso tempo Meloni deve riconoscere che il menù della legge di bilancio «non risolve tutto». I numeri parlano da soli.
Tolta la stampella della flessibilità Ue per l'energia e la difesa da 12 miliardi, la manovra identitaria si riduce a 14 miliardi. [...] Alla fine la Finanziaria diventa un collage di mini interventi. Effetti limitati, platee ridotte.
ANTONIO TAJANI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - FOTO LAPRESSE
All'ultimo minuto utile entra il taglio dell'Irpef per il ceto medio, anche se l'estensione dell'aliquota del 33% sale fino a 55mila euro, dagli attuali 50mila, perdendo per strada la promessa dei 60mila. Il Fondo sanitario nazionale aumenterà di appena 3,4 miliardi (tra l'altro uno era stato già previsto dalla scorsa manovra). Il totale è di molto inferiore ai 5-6 chiesti dalle Regioni.
Nella lista finiscono invece le misure volute da tutti gli alleati, dal salvadanaio previdenziale per i nuovi nati (l'idea è del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti) all'estensione del congedo parentale, passando per il premio fiscale ai lavoratori under 30. E ci sono anche le norme elettorali, come l'abolizione strutturale del bollo per le auto fino a 80kw.
Ci sono, ancora, gli interventi che provano a frenare gli appetiti dei partiti della coalizione. Se FdI può mettere l'etichetta sul pacchetto famiglia e welfare, la Lega può festeggiare l'estensione della flat tax a 100mila euro e un fondo per le pensioni anticipate. Forza Italia, invece, strappa il taglio dell'Irpef, oltre a un voucher per le spese sanitarie – dalle dentiere alle protesi – degli over 75 a basso reddito. [...]
2 - LA PREMIER AVVISA GLI ALLEATI “NIENTE ERRORI IN PARLAMENTO” ULTIME SCINTILLE SULLE TASSE
Estratto dall’articolo di Giuseppe Colombo, Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
«Abbiamo accontentato tutti, ora niente errori in Parlamento». Giorgia Meloni chiude così tre mesi di discussione tribolatissima sulla legge di bilancio, l'ultima prima del voto.
[...] Nel chiuso di Palazzo Chigi, i toni non sono troppo distesi. Anzi. Restano le ruggini accumulate nelle ultime settimane. Quando Giancarlo Giorgetti si presenta in Cdm con le slide della manovra — senza ancora il testo finale — fa capire subito che per finanziare la sforbiciata dell'Irpef per il ceto medio non ci sono scorciatoie: tocca «aumentare» il contributo delle banche.
Un boccone indigesto per Antonio Tajani, che aveva già ceduto a malincuore sul punto, in cambio di un'esenzione sugli istituti di credito più piccoli.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
E che di certo non avrebbe voluto ulteriormente alzare la posta: «Ancora con le banche?», la lamentela. Anche Marina Berlusconi ha sempre criticato questo tipo di misure. Ma pur di incassare una norma bandiera di FI, il taglio all'Irpef promesso dall'inizio dell'estate, il vicepremier azzurro evita di mettere il veto.
Chiede chiarimenti, nel frattempo, su una proposta cruciale per la Lega, l'aumento della flat tax per le partite iva fino a 100mila euro. Tajani fa le pulci alla misura, si rivolge a Giorgetti, chiede come sia possibile arrivare al varo, se ancora si attende una risposta dalla Commissione europea, che vieta l'esenzione dell'Iva sopra gli 85 mila euro.
ORAZIO SCHILLACI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
[...] La flat tax, del resto, era un cavallo di battaglia del Carroccio dalle Politiche, il progetto è del suo fidato consigliere Armando Siri. Insomma, dice Salvini, «non possiamo tirarci indietro». Si trova un compromesso: intanto si porta la flat tax a 100mila euro, poi per il regime di esenzione Iva, si tratterà entro un anno con Bruxelles.
[...] È davvero, come dice la premier, una manovra che «accontenta tutti»? Qualche muso lungo s'intravede. Sull'uscio di Palazzo Chigi, Orazio Schillaci si sfoga con i collaboratori: «Com'è andata? Mettiamo in legge di bilancio risorse che non abbiamo ancora incassato». Il ministero della Sanità è uno di quelli che non ha strappato soldi extra.
Giorgetti invece ha l'aria di chi ha superato la buriana. In un capannello con la premier, subito dopo il Cdm, quasi ammette che per il governo è stato meglio non uscire dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo: «Così si è evitato l'assalto alla diligenza...».
PAGARE LE TASSE IN ITALIA
fisco
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
GIANCARLO GIORGETTI E ORAZIO SCHILLACI
GIORGIA MELONI -ANTONIO TAJANI - MATTEO SALVINI - FOTO LAPRESSE
