IL MURO DI BERLINO – DALLA GERMANIA ARRIVA UN ALTRO SCHIAFFONE ALL’ITALIA: “SIAMO SORPRESI DALL’AGITAZIONE SULLA QUESTIONE DEI RIMPATRI”. IL RITORNO DELLA SOMALA ABDIRISAQ WARSAME SARÀ IL PRIMO DI TANTI, COME “PREVEDONO GLI ACCORDI BILATERALI”. LA QUESTIONE È QUANTI MIGRANTI SARANNO ESPULSI DA BERLINO IN DIREZIONE ITALIA. AL MOMENTO LE REGOLE SARANNO APPLICATE "PRINCIPALMENTE" A CHI È ARRIVATO IN GERMANIA PASSANDO PER L'ITALIA DOPO L'ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO PATTO UE, DUNQUE DOPO IL 12 GIUGNO. MA SECONDO IL GOVERNO MERZ, CHE DEVE FRONTEGGIARE L’AVANZATA DELL’ESTREMA DESTRA DI AFD, E DUNQUE STRINGE SUL DOSSIER IMMIGRAZIONE, LA RIFORMA ANDREBBE APPLICATA DA GENNAIO…
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”
GIORGIA MELONI METTE FREDRIKSEN
Il caso Ceuta e il timore di una nuova emergenza migranti a Ferragosto agita ancora l'Europa. Ieri la premier danese Mette Frederiksen ha annunciato di essere pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, «in ultima istanza», anche a chiuderle completamente nel caso di una nuova crisi nell'exclave spagnola in Marocco.
Durante un'audizione al Folketing, al Parlamento di Copenaghen, la premier socialdemocratica ha confermato la linea dura: «Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l'Europa». Frederiksen ha ribadito le sue critiche al premier spagnolo Pedro Sánchez e ha definito «inquietanti» le immagini provenienti dal Marocco.
Insieme alla Germania, all'Austria, ai Paesi Bassi e la Grecia, la Danimarca sta conducendo anche trattative avanzate per la creazione di un centro per i rimpatri Uganda, un cosiddetto hub extraeuropeo.
[…] Intanto, sul fronte della querelle sui "dublinanti", la Germania insiste. «Siamo un po' sorpresi dell'agitazione sulla questione e delle divergenze» con Roma sul caso di Abdirisaq Warsame, cioè sulla prima cosiddetta "dublinante" che dovrà essere trasferita in Italia in base alla Riforma dell'asilo europeo.
Perché per Berlino dovrà essere la prima di tanti: «Nell'autunno 2025 abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia, stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall'entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo, a giugno 2026».
La precisazione è arrivata ieri da un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, che ha aggiunto che «ciò significa che le espulsioni di Dublino saranno eseguite anche verso l'Italia».
La questione vera è quanti "dublinanti" saranno espulsi. E su questo il dicastero guidato da Alexander Dobrindt ammette quanto emerso nei giorni scorsi. Al momento le regole saranno applicate "principalmente" a chi è arrivato in Germania passando per l'Italia dopo l'entrata in vigore del nuovo Patto Ue, dunque dopo il 12 giugno.
Ma il caso Warsame — giunta in Germania il 31 marzo — è la prova che ad oggi Berlino pensava che la Riforma andasse applicata da gennaio di quest'anno, dunque dopo la moratoria concordata tra Dobrindt e il suo omologo italiano Matteo Piantedosi.
[…]
La verità, come ha scritto ieri Repubblica, è che Piantedosi e Dobrindt stanno trattando. Stanno cercando una via d'uscita da un'impasse che imbarazza entrambi i governi, impegnati a mostrare la faccia feroce sui migranti per ragioni elettorali e finora stretti in una ostentata alleanza su questo tema.
Ieri intanto gli avvocati di Abdirisaq Warsame hanno deciso che cercheranno di scongiurare il trasferimento della "dublinante" somala puntando sulla tesi italiana: l'espulsione va annullata perché l'arrivo della migrante è precedente all'entrata in vigore del Patto Ue.




