LA NASCITA DELLA “NATO ISLAMICA” È UNA PESSIMA NOTIZIA NON SOLO PER L’IRAN, MA ANCHE PER TRUMP – ALLA MECCA ARABIA SAUDITA, TURCHIA E PAKISTAN HANNO FIRMATO UN PATTO DI MUTUA DIFESA. L'INTESA, IN STILE ALLEANZA ATLANTICA, CONSIDERA QUALSIASI ATTACCO CONTRO UNO DEI TRE FIRMATARI UN'AGGRESSIONE CONTRO TUTTI – IL TESTO NON NOMINA TEHERAN MA IL MESSAGGIO È CHIARO: UNISCE LA POTENZA ECONOMICA SAUDITA, IL SECONDO ESERCITO DELLA NATO DI ANKARA E IL DETERRENTE NUCLEARE PAKISTANO, L'UNICO NEL MONDO ISLAMICO – PER WASHINGTON È UNA VARIABILE SCOMODA: UN BLOCCO SUNNITA CAPACE DI MUOVERSI CON MARGINI PROPRI, MENTRE GLI USA SI RITIRANO LENTAMENTE DALL'AREA...
Estratto dell’articolo di Nello Del Gatto per “La Stampa”
Recep Tayyip Erdogan - Mohammed bin Salman - Shehbaz Sharif - patto della mecca
Un vertice alla Mecca ridisegna gli equilibri del Golfo con la nascita di una "Nato islamica" o "sunnita". Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato il Mecca Joint Defence Agreement, patto di mutua difesa in stile Nato che considera un attacco contro uno dei tre firmatari un'aggressione contro tutti.
A siglarlo, nella città santa dell'Islam, sono stati il principe ereditario Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier pakistano Shehbaz Sharif. [...]
Il testo non nomina Teheran ma il messaggio è chiaro: unisce la potenza economica saudita, il secondo esercito della Nato di Ankara e il deterrente nucleare pakistano, l'unico nel mondo islamico.
Recep Tayyip Erdogan - Mohammed bin Salman - Shehbaz Sharif - patto della mecca
Per Washington si apre una variabile scomoda, quella di un blocco sunnita capace di muoversi con margini propri, mentre gli Stati Uniti si ritirano lentamente dall'area, svuotando le basi costruite in quattro guerre dal 1991. Israele non ha commentato. Da Nuova Delhi si segue «con attenzione» un asse che tocca i rapporti con Islamabad.
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La replica di Teheran non si è fatta attendere. Un membro della commissione sicurezza del Majlis, Ebrahim Rezaei, ha liquidato l'accordo come «un pezzo di carta» incapace di garantire sicurezza a Riad, invitando i sauditi a correggere le proprie politiche invece di mendicare protezione.
donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8
Toni ancora più duri dal pulpito di Qom, dove l'imam della preghiera del venerdì ha avvertito che la sicurezza comprata dagli Stati Uniti non salverà i governi regionali. Segno che il patto viene letto a Teheran non come difesa, ma come contenimento. L'irritazione iraniana cresce mentre gli Houthi colpivano ancora il territorio saudita.
Missili e droni hanno raggiunto ieri la provincia di Najran, ferendo undici civili, tra cui una bambina di quattro anni. Nello stesso giorno, in una delle giornate più sanguinose del conflitto yemenita, i ribelli hanno rivendicato la morte di decine di soldati governativi a Marib e Hadramawt.
Recep Tayyip Erdogan - Mohammed bin Salman - Shehbaz Sharif - patto della mecca
Riad attende ora attacchi coordinati da Houthi e milizie irachene, secondo intelligence condivisa con Washington, anche se la Resistenza islamica in Iraq ha rinunciato, per ora, a un'offensiva pianificata contro il regno.
Sullo Stretto di Hormuz la partita resta apertissima, mentre si attende da un momento all'altro la firma dell'intesa tra Iran e Oman, con approvazione definitiva da parte del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano. Bessent ipotizza un accordo «nelle prossime ore» con Teheran, insistendo che l'obiettivo americano è la libera navigazione, non un pedaggio all'Iran.
Donald Trump e Recep Tayyip Erdogan al vertice NATO ad Ankara - foto lapresse
Ma la trattativa rischia di restare lettera morta anche se firmata: armatori e assicuratori avvertono che le sanzioni statunitensi rendono rischioso versare somme a un'autorità del Golfo legata ai Pasdaran, mentre una clausola introdotta a luglio dal Lloyd's Market Association annulla la copertura di guerra per le navi che paghino un pedaggio di transito. Teheran chiede tra il 5 e il 7% del valore del carico, Muscat media al 3%, Washington non vuole cedere un centesimo: un cortocircuito che lascia le petroliere in stallo.
Il presidente Usa, Donald Trump sostiene, in un'intervista a Punchbowl News, che i funzionari iraniani vogliono raggiungere un accordo e «non vogliono essere colpiti». [...]
donald trump recep tayyip erdogan vertice nato ankara foto lapresse 4
donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 7