"NESSUNO MI PRENDERÀ VIVO, MI TROVERANNO MENTRE COMBATTO" - IL 94ENNE RAUL CASTRO, SORDO E CLAUDICANTE, AFFILA LA DENTIERA E MANDA UN MESSAGGIO A TRUMP, CHE MINACCIA DI ATTACCARE CUBA. NEI GIORNI SCORSI, IL FRATELLO DI FIDEL È STATO INCRIMINATO DAL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA USA - ANCHE SE I NEGOZIATI VANNO AVANTI, GLI STATES NON INTENDONO ASPETTARE CHE IL REGIME NORMALIZZI LE RELAZIONI DIPLOMATICHE: TRUMP SCHIERA MINACCIOSAMENTE LA PORTAEREI USS NIMITZ NEL MAR DEI CARAIBI - LE INDISCREZIONI SULLA PRESENZA A CUBA DI CENTRI DI ASCOLTO CINESI E RUSSI, USATI PER MONITORARE LE COMUNICAZIONI E LE INSTALLAZIONI MILITARI AMERICANE...
Estratto dell'articolo di Luisa Foti per "la Stampa"
Non è ancora guerra, ma non è più soltanto embargo. Per Cuba è una fase instabile di pressione in cui diplomazia, giustizia federale americana, deterrenza militare e collasso economico si intrecciano in modo sempre meno separabile. Il segretario di Stato Marco Rubio considera «non alta» la probabilità di un accordo negoziato con l’attuale leadership cubana, pur ribadendo la preferenza formale per una soluzione diplomatica.
Rubio ha inoltre riferito che Cuba avrebbe accettato 100 milioni di dollari di aiuti umanitari americani, lasciando però aperto un nodo cruciale: chi li gestirebbe e con quali garanzie politiche.
Ma la pressione non è solo verbale. Diversi segnali indicano un rafforzamento della postura militare e di intelligence nel Caribe. Uss Nimitz è stata segnalata nell’area, mentre voli di sorveglianza americani si sarebbero intensificati vicino all’isola. L’Avana risponde con piazza, retorica antimperialista e mobilitazione politica.
«Nessuno mi prenderà vivo, mi troveranno mentre combatto». Anche se non era presente alla manifestazione organizzata in suo favore il 22 maggio sul Malecón dell’Avana, Raúl Castro ci ha tenuto a mandare un messaggio agli States e lo ha fatto tramite sua figlia Mariela.
L’ex presidente – che ha fatto la Revolución, ha resistito a 64 anni di embargo, vari tentativi di rovesciare il regime, complotti della Cia per uccidere suo fratello Fidel, l’invasione della Baia dei Porci, e una quasi terza guerra mondiale per la crisi dei missili – non intende mollare, anche se il 3 giugno compirà 95 anni, ha quasi perso l’udito ed è claudicante.
PORTAEREI AMERICANA USS NIMITZ
[...] L’incriminazione contro Castro per l’abbattimento di due Cessna nel Mar dei Caraibi in cui morirono quattro persone nel 1996 – solo un’indiscrezione fino a qualche giorno fa – è stata ufficializzata il 20 maggio scorso, giorno assai simbolico per i cubani di Miami che ricordano l’indipendenza dal colonialismo spagnolo. Ma il 20 maggio, per i cubani sull’isola, ha un altro sapore e non viene festeggiato, anzi: è l’emblema dell’imperialismo americano. [...]
Anche se formalmente i negoziati vanno avanti, gli States non intendono aspettare che il regime si decida a ottemperare alle richieste avanzate per normalizzare le relazioni diplomatiche; così, all’improvviso, la portaerei Uss Nimitz è stata schierata nel Mar dei Caraibi: sembra la trama di un film già visto in Venezuela. Ma Cuba, come dicono in molti, non è il Venezuela e la leadership potrebbe sopravvivere all’uscita di scena di Raúl Castro. [...]
Intanto, a Cuba la situazione resta critica, soprattutto per il blocco energetico imposto dagli Usa ormai da fine gennaio: il petrolio è finito da un pezzo e non sono stati consegnati nuovi rifornimenti; dal Messico è arrivato qualche aiuto umanitario ma niente che possa far risollevare la popolazione dal dramma che sta vivendo.
Trump continua ad alternare aperture diplomatiche e pressione militare. Accanto ai negoziati, ci sono i voli di ricognizione, le nuove sanzioni contro esponenti del Partito comunista e il gruppo Gaesa, le accuse circa trecento droni da utilizzare contro gli States, e il dispiegamento della Uss Nimitz nei Caraibi: tutto per rafforzare la tesi della minaccia alla sicurezza nazionale.
A ciò si aggiungono le indiscrezioni di una fonte di Washington sulla presenza di centri di ascolto cinesi e russi sull’isola, usati per monitorare le comunicazioni e le installazioni militari americane, compresa la base del Centcom in Florida. Al di là delle accuse, Trump sembra avere un unico obiettivo: prendere Cuba, con le buone o con le cattive, e farlo, nel suo stile: la diplomazia, da una parte; la minaccia e la prepotenza dall’altra, come ha già fatto in Venezuela.





