fulvio abbate

NESSUNO TOCCHI BOLDRINI - IL MARCHESE FULVIO ABBATE: ‘LA CONSIDERO UNO ‘ZAMPIRONE’ PER LA SINISTRA, UNA SCACCIA-CONSENSI MIRACOLATA E PARACADUTATA COL MANUALE CENCELLI SULLO SCRANNO DI MONTECITORIO. MA LA RIBUTTANTE SOSTANZA DA SUBCULTURA FASCIO-MASCHILISTA CHE SI SCARICA SU DI LEI, NON LA POSSO TOLLERARE, E PER QUESTO DEVO DIFENDERLA’

Fulvio Abbate per www.linkiesta.it 

 

fulvio abbatefulvio abbate

Nessuno tocchi Boldrini. L'orribile tiro al bersaglio che in molti riservano alla attuale presidente della Camera, credo meriti una riflessione sull'attitudine all'insulto radicata nella subcultura reazionaria nazionale, anzi, nella Vandea nostrana. Senza sconti, sia, appunto, per i suoi più mediocri detrattori sia per la stessa diretta interessata, sebbene parte lesa. Una considerazione posta magari sotto il manto di Rita da Cascia, santa dei miracoli e delle difese impossibili, la stessa cui Yves Klein, artista del monocromo blu, fece dono di un ex- voto contenente pigmenti puri e foglie d'oro.

 

LAURA BOLDRINILAURA BOLDRINI

Assodato che "la Boldrini" (così come comunemente, come fosse la Tordella, viene chiamata) si configura obiettivo privilegiato di chi detesta certo materiale umano di sinistra, forse il medesimo che, personalmente, abbiamo riferito al mondo delle zuppe di farro, del tacco basso, di una proterva sobrietà, ciò che i semplici qualunquisti riferiscono al poster del "radical chic", comitive degne di reportage su "Vanity Fair", tra Chiarone Scalo e Ansedonia.

 

    Nell'Affaire Boldrini, fin dall'inizio, si evidenzia però un plusvalore di astio, che rasenta ora il razzismo ora la misoginia da casermaggio, sala-corse, casino, sala da barba con gli indimenticati "Il Tromba" e "Sukia" lì sul tavolino basso a favore della clientela. Un certo retro-pensiero bestiale presente in ciò che l'abate Stoppani, colui che da sempre ci guarda dalla stagnola a custodia di una nota caciotta, chiamava "Bel Paese".

 

SERGIO MATTARELLA E LAURA BOLDRINISERGIO MATTARELLA E LAURA BOLDRINI

    Per onestà intellettuale occorrerà però dire che la Presidente, poco o nulla ha finora concesso per evitare che certo sentimento da "pogrom" rabbioso contro la "terrazza" di sinistra (lo stesso che portava un settimanale neofascista degli anni Settanta, "Il Borghese", a mostrare la foto di Giangiacomo Feltrinelli in pelliccia di astrakan per "Uomo Vogue", corredata dalla didascalia: "Il comunista miliardario!") si esaurisse in se stesso. Magari neutralizzando in partenza con l'ironia la percentuale misogina presente perfino nel mondo femminile più ordinario.

 

LAURA BOLDRINI ALLA CERIMONIA DEL VENTAGLIO A MONTECITORIO LAURA BOLDRINI ALLA CERIMONIA DEL VENTAGLIO A MONTECITORIO

    Ma sarà bene cominciare da una premessa, lampante: Laura Boldrini dà al mondo la sensazione d'essere, sia detto nel modo più prosaico, una "miracolata". Non dalla patrona di Cascia, semmai dal cosiddetto "manuale Cencelli", lo stesso che stabilisce le quote nella spartizione della cosa parlamentare e ministeriale, strumenti propri dei gruppi dirigenti dei partiti, per i loro cooptati. Un'aggravante, agli occhi dei suoi detrattori e anche dei "haters", che sia stato un Vendola, già leader di un partito-beautycase del PD, a offrirle Montecitorio, mostrandola come scelta "virtuosa", dati i trascorsi nell'Alto commissariato Onu per i rifugiati.

MUSSOLINI GRASSO BOLDRINI IL DIAVOLO VESTE PRODI MUSSOLINI GRASSO BOLDRINI IL DIAVOLO VESTE PRODI

 

    Il ruolo di terza carica dello Stato, per definizione, avrebbe insomma preteso zero sussiego da ipotetiche buone letture, e non, per cominciare, dopo i primi insulti, sebbene inaccettabili, piovuti sui social, una quasi personalistica campagna poliziesca per ridurre i margini di libertà della rete, che le ha subito attirato antipatie perfino tra la comunità giovanile "di sinistra" o comunque non proprio conformista. 

 

    L'elemento caratteriale sembra avere determinato il resto, nel senso che il naso arricciato di Boldrini appare incapace di empatia con il pubblico ordinario del quotidiano politico. Ora per le sue puntualizzazioni lessicali sulle differenze di genere, ora sembrando, sì, Tordella da vacanza a Talamone, ma anche Regina Grimilde, l'antagonista di Biancaneve, per giunta nella variante para-femminista; lo "specchio delle mie brame..." sempre lì, come arredo quasi ideologico.

laura boldrini laura boldrini

 

    Estranei a ogni soffio d'ironia perfino gli auguri da lei porti alla deputata in maternità: "Un saluto molto sentito alla nostra collega che ha fatto una bambina che si chiama Bianca e che sta bene: un saluto a mamma e bimba". A chi faceva notare che, forse, anche babbo meritasse un accenno, Boldrini ha replicato: "Come dice? Il papà e non è parte in causa in questo caso. Scusate, la bambina è stata fatta da Celeste Costantino, è nostra collega e noi ci rivolgiamo a lei, essenzialmente a lei".

 

BOLDRINI e VendolaBOLDRINI e Vendola

     Toni che rischiano di far passare in cavalleria il video dove il poliziotto di una volante commentava la presenza di un immigrato in bici sull'autostrada: "Risorse della Boldrini, come finirà l'Italia, voi che amate la Boldrini, voi che avete voluto questa gente di merda in Italia". In breve, così facendo, sembra essere diventata l'unica responsabile morale dell'"orda" minacciosa dei migranti, e, per estensione, che la destra innalza come spettro per il consenso, e dunque di tutta la sinistra, compresa quella che si smarca da lei con un "Boldrini? No, grazie!".  

 

BOLDRINIBOLDRINI

    Nel sentire comune reazionario, storia nota, dimora un simile sentimento di antipatia verso i principi della tolleranza, ma nel caso della presidente della Camera questo sembra superare gli standard abituali, e, al di là dei molti limiti se non dell'inadeguatezza caratteriale, dunque politica, del personaggio, tutto ciò risulta eticamente inaccettabile, costringendoci dunque a una doverosa sua difesa. Che, va da sé, non sarà "d'ufficio" per senso del limite.

 

Quella, semmai, la lasciamo volentieri ai Nanni Moretti e a chi afferma che si debba tacere l'inadeguatezza della Boldrini per non legittimare i "barbari". Laura B., insomma, percepita come una diga "civile". Se non come una perfetta coinquilina da attichetto in Trastevere.

BOLDRINIBOLDRINI

 

Quanto invece alla richiesta maldestra, sempre da parte sua, di epurare i "monumenti fascisti", beh, in quel caso al di là dell'evidente volontà di equivocarne le parole da parte di certuni, va notato che c'è qualcosa di ambiguo nelle sue dichiarazioni, ossia:

 

 "Ci sono persone che si sentono infatti colpite da questo stato di cose, dicendo che altrettanto non accade in Germania, dove i simboli del nazismo non ci sono più. Però non possiamo nemmeno sottovalutare il fatto che ci sono alcune persone che hanno dedicato la loro giovinezza a liberare il nostro Paese che si sentano poco a loro agio quando passano sotto certi monumenti”.

 

Qualcuno dei suoi collaboratori avrebbe dovuto compassionevolmente spiegarle che molti monumenti, definiti impropriamente "fascisti", sono capisaldi d'architettura, ma qui il discorso entra nella complessità estetica, cui la discussione su Boldrini sembra invece sfuggire. Insieme alla Presidente stessa.

 

    Perdonate l'ignobile citazione narcisistica, ma chi scrive, oltre dieci anni fa, ha pubblicato un pamphlet sul "conformismo di sinistra" (eccolo: è scaricabile gratuitamente dalla rete: http://www.gaffi.it/document/upload/pamphlet/ABBATE.pdf ) dove avrebbe di sicuro inserito anche Laura Boldrini, se solo la nostra fosse già allora apparsa sul piano inclinato della politica, accanto, temo, alle girotondine che vedevano in Carla Bruni (non ancora coniugata Sarkozy) o in Veronica Lario, rispettivamente "una compagna" e una "quinta colonna comunista ad Arcore" (sic), e qui si dovrebbe innalzare una domanda capitale: da quale trousse interiore, la sinistra trae la capacità, come ha detto blandamente qualcuno di rendersi "antipatica", se non, e questo lo diciamo noi che, da scrittori, non abbiamo paura del linguaggio, di "stare decisamente sul cazzo" (sic), assodato il brodo di coltura dell'intera nostra riflessione?  

BOLDRINI E GLI AGNELLIBOLDRINI E GLI AGNELLI

 

    In passato ho detto che Laura Boldrini è un autentico "zampirone" capace di tenere lontane le masse popolari da ogni reale progetto di nuova aggregazione a sinistra, nel senso che la sua "antipatia", e non c'è altro termine, la rende inidonea alla costruzione di ogni possibile consenso per una forza che voglia presentarsi in nome della giustizia e dell'uguaglianza e della libertà e perfino dell'eros gioioso e liberato mostrando la bandiera di ciò che il poeta indicava come "il sogno di una cosa".     

 

La sinistra, ammesso che nel paese ancora ne esista un presidio, non deve farsi carico delle ambizioni personali di nessuno, tantomeno di chi, da "garantita" e inadeguata, sembra avere ricevuto già troppi doni dalla sorte politica. Ma i limiti oggettivi di Boldrini, non possono cancellare la ributtante sostanza da subcultura fascio-maschilista che si scarica su di lei, per questa ragione non resta che difenderne il rispetto umano.

laura boldrini monica maggioni laura boldrini monica maggioni

 

Invitandola magari, ogni volta che fa ritorno allo specchio delle sue brame, ossia delle ambizioni ulteriori, che non potranno mai essere anche le nostre. L'ho detto, o no, che certa prossemica da Capalbio Scalo è nociva come zampirone per le idee di progresso e di liberazione?  

il video in macchina con laura boldriniil video in macchina con laura boldrinibeppe grillo sulla boldrinibeppe grillo sulla boldrinilaura boldrinilaura boldrini

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