striscia di gaza donald trump benjamin netanyahu

NETANYAHU E HAMAS NON VEDEVANO L’ORA DI FAR SALTARE UNA TREGUA CHE NON HANNO MAI VOLUTO – L’AMBASCIATORE STEFANINI: “IL CESSATE IL FUOCO ERA IL RISULTATO DI UNA COMPLESSA OPERAZIONE DIPLOMATICA AMERICANO-ARABA-TURCA, CAPOFILA E GARANTE TRUMP, CHE HAMAS E ISRAELE HANNO SUBITO. NESSUNO DEI DUE VUOLE VERAMENTE FARLA FINITA CON LA GUERRA, SEMPLICEMENTE RINVIARLA ALLA PROSSIMA PUNTATA. OGGI LA DIPLOMAZIA AMERICANA E ARABA SI MOBILITERÀ PER RIANNODARE IL TENUE FILO DELLA TREGUA A GAZA…”

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “la Stampa”

 

hamas

Credevano di essere usciti dall'incubo. Stamane, i gazawi si sono svegliati dopo aver passato, di nuovo, una notte di guerra. Benjamin Netanyahu aveva ordinato una ripresa di raid pesanti ("forceful strikes") e l'Idf ha prontamente eseguito.

 

La tregua è dunque infranta. Fattore scatenante: Hamas aveva restituito i resti di una salma che non appartengono a nessuno dei 13 ostaggi mancanti; si sarebbero aggiunti, secondo fonti israeliane, attacchi di milizie del Movimento a Rafah.

 

Causa vera: la fragilità del cessate il fuoco. Con avversari che lo vogliono far fallire. La tregua è il risultato di una complessa operazione diplomatica americano-araba-turca, capofila e garante Donald Trump. Le due parti l'hanno subita più che voluta.

 

STEFANO STEFANINI

Hamas sotto le pressioni arabe e turche, specie dei due grandi appartenenti alla stessa famiglia politica, la Fratellanza Musulmana, Qatar e Turchia. Israele sotto quelle americane esercitate anche brutalmente da Trump – vedi telefonata di scuse all'Emiro del Qatar alla quale Netanyahu si è visto costretto nell'Ufficio Ovale. [...]

 

Ma nessuno dei due vuole veramente farla finita con la guerra, semplicemente rinviarla alla prossima puntata. Tenerli sotto forte e continua pressione internazionale si è subito rivelato indispensabile, vedi spedizione Witkoff-Rubio-Vance a Gerusalemme. Rara, se non unica, mobilitazione, insieme, di Vicepresidente, Segretario di Stato e negoziatore di fiducia del Presidente.

 

la messinscena di hamas sulla salma che ha fatto infuriare israele

Ma non basta. Non basta perché la fragilità dipende anche dalla situazione sul terreno. Il cessate il fuoco separa un esercito regolare da una milizia, o più milizie, tutt'altro che disarmate. Su un versante Hamas, con la cultura del kalashnikov, vuole mantenere il potere nella Striscia e rinviare sine die il passaggio di mano a una "tecnocratica" amministrazione palestinese sotto supervisione internazionale, con controllo del territorio affidato ad una forza di stabilizzazione nelle cui mani si dovrebbe disarmare.

 

Condizionale d'obbligo: senza Ak47 che fine farebbero i miliziani di Hamas, che hanno trucidato a sangue freddo altri palestinesi?

Se Hamas ha molto da perdere dal consolidamento della tregua, in Israele c'è l'ala estremista del governo che l'ha subita recalcitrante e vorrebbe disfarsene alla prima occasione.

 

benjamin netanyahu donald trump

I Ben Gvir e Smotrich sono andati a nozze con Hamas che violava gli impegni e la ripresa dei raid. Non chiedevano di meglio. Il loro obiettivo, in realtà, è di insabbiare il piano di pace e di affossare la prospettiva, ivi prevista, di statualità palestinese per ritornare all'annessione della Cisgiordania, o meglio Giudea e Samaria nel loro linguaggio.

 

E Netanyahu? Da supremo opportunista il Primo Ministro israeliano non sembra farsi troppo un problema su che parte stare a condizione di rimanere al potere. […]

 

raid israeliani su gaza

Una settimana fa, incassando le lodi di Trump in una Knesset osannante, era diventato il leader che ridava la pace alla nazione. Ma pronto a riprendere subito la guerra.

L'anno prossimo Israele va alle urne. In che veste si presenterà all'elettorato?

 

Qui Netanyahu deve fare i conti con Donald Trump. Il quale lo vuole dalla parte del "suo" piano di pace. Il Presidente americano si è spinto a dire "io deciderò cos'è la cosa giusta da fare" per Israele e Palestina. […]

 

Trump gli chiede non solo di piegarsi al cessate il fuoco ma di accettare un intero piano che, in teoria, potrebbe portare allo Stato palestinese. Su assist di Hamas, Bibi riprende l'iniziativa e rompe il cessate il fuoco facendo esattamente il contrario di quello che la triade Usa in missione a Gerusalemme gli aveva appena chiesto. Il cessate il fuoco viene così nell'incrocio di bracci di ferro Israele-Hamas e Netanyahu-Trump.

 

hamas miliziani

Ieri il tenue filo della tregua a Gaza si è spezzato sulle salme non restituite da Hamas. Oggi la diplomazia americana e araba si mobiliterà per riannodarlo. Ci può riuscire. Una tregua violata può essere ristabilita - tanto può essere di nuovo violata.

 

Il Medio Oriente è uso a guerre riprese e interrotte. Non è uso alla pace. Neppure il piano di Trump sfugge a questa tragica ferrea regola. E siamo solo alle battute iniziali di una strada in salita.

donald trump benjamin netanyahu foto lapresse.

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