benjamin netanyahu gaza striscia di israele hamas

NETANYAHU SI ARROCCA MA GLI ISRAELIANI LO VOGLIONO CACCIARE – IL PREMIER DELLO STATO EBRAICO SI CHIUDE NELLA SUA FORTEZZA A TEL AVIV, E SI COCCOLA GLI ESTREMISTI DI DESTRA, CHE NON VOGLIONO FARE CONCESSIONI ALL’AUTORITÀ NAZIONALE PALESTINESE. MA I PARENTI DELLE VITTIME DEL POGROM DEL 7 OTTOBRE PROTESTANO CONTRO IL GOVERNO E CHIEDONO LE DIMISSIONI – L’INTERVISTA A “ABC”: “ASSUMEREMO LA RESPONSABILITÀ DELLA SICUREZZA A GAZA PER UN PERIODO INDEFINITO. UNA TREGUA? NESSUN CESSATE IL FUOCO SENZA IL RILASCIO DEGLI OSTAGGI” - VIDEO

 

BENJAMIN NETANYAHU INTERVISTATO DA ABC NEWS

NETANYAHU, ASSUMEREMO RESPONSABILITÀ SICUREZZA A GAZA

(ANSA) - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato su Abc News che il suo Paese avrà "la responsabilità generale della sicurezza" della Striscia di Gaza "per un periodo indefinito" una volta terminata la guerra con Hamas. "Perché abbiamo visto cosa succede quando non ce l'abbiamo. Quando non abbiamo questa responsabilità in materia di sicurezza, vediamo l'esplosione del terrore di Hamas su una scala che non potevamo immaginare", ha spiegato.

 

BENJAMIN NETANYAHU

NETANYAHU RIBADISCE, NIENTE TREGUA SENZA RILASCIO OSTAGGI

(ANSA) - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto ancora una volta l'idea di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza senza il rilascio degli ostaggi rapiti da Hamas. "Non ci sarà alcun cessate il fuoco, nessun cessate il fuoco generale, a Gaza senza il rilascio dei nostri ostaggi", ha detto in un'intervista ad Abc News. "Per quanto riguarda le piccole pause - un'ora qui, un'ora là - le abbiamo già avute", ha aggiunto Netanyahu.

 

benjamin netanyahu itamar ben gvir

NETANYAHU TREMA: ASSEDIATO DALLA PIAZZA, SI TRINCERA NEL FORTINO

OSTAGGIO DEGLI ULTRÀ

Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

Le tende sono tornate e questa volta a far tremare Benjamin Netanyahu non è la rimostranza economica della classe media […]. […] È questione di vita, di chi la rischia e di chi vuole che gli amati non la perdano.

 

bombardamenti israeliani su gaza 2

Le tende sono tornate, questa volta sul marmo bianco del piazzale davanti al museo di Tel Aviv, lo spazio più ampio dove allestire un dolore permanente — è stata soprannominata piazza dei Dispersi — per dimostrare a colpo d’occhio «quanti siamo» ai vertici politici e militari riuniti al dodicesimo piano della Kirya, poco lontano.

 

Per far capire che qui non ci sono solo i famigliari degli ostaggi. Nel 2011 migliaia di israeliani si erano trasferiti sotto le jacarande su viale Rothschild perché a casa non tornavano più i conti. Adesso si tratta di chiedere conto: al primo ministro che più di tutti è rimasto al potere nella Storia del Paese, quasi sedici anni in totale, quattordici consecutivi dal 2009, con un’interruzione di 563 giorni.

 

ambulanze palestinesi distrutte da israele 2

Una settimana dopo essere stato costretto a cancellare il messaggio via social media in cui addossava ai generali e all’intelligence tutta la responsabilità dei massacri perpetrati dai terroristi di Hamas il 7 ottobre, Netanyahu è tornato alle stesse tattiche prendendosela con i riservisti e il loro rifiuto di presentarsi in caserma durante i 10 mesi di proteste contro il piano giustizia anti-democratico portato avanti dal governo. Sarebbero stati questi annunci di «diserzione» a convincere Yahia Sinwar, il capo fondamentalista nella Striscia, della debolezza di Israele, a spingerlo a ordinare l’invasione.

 

netanyahu biden

Ancora una volta è toccato a Benny Gantz, che ha lasciato l’opposizione per partecipare al consiglio di guerra ristretto, rintuzzare gli attacchi del premier: «Rifiutare le proprie responsabilità mentre stiamo combattendo danneggia il Paese». Metà degli israeliani, secondo i sondaggi, lo vorrebbe già al posto di Bibi.

 

Che si tiene stretto gli ultrà messianici portati da lui per la prima volta al potere. Gli garantiscono la tenuta della coalizione, deve accettarne i veti: Itamar Ben-Gvir, ministro per la Sicurezza nazionale, gli ha impedito di cacciare Amichai Eliyahu, suo collega di partito, dopo l’uscita sull’atomica a Gaza.

 

blinken netanyahu

In più le frasi riportate dai giornali israeliani e attribuite a «una fonte di alto profilo» — quindi Netanyahu o un consigliere autorizzato da lui a parlare — riflettono i piani già espressi da Bezalel Smotrich e Ben-Gvir, capi dei coloni: il conflitto contro Hamas non può portare a un ritorno dell’Autorità di Abu Mazen nella Striscia, a una riunificazione politica dei territori palestinesi, a una riapertura dei negoziati di pace verso uno Stato. In pieno contrasto con gli obiettivi e la strategia degli americani per il dopo Hamas.

 

Se Netanyahu resta il Bibi di sempre, gli oppositori stanno preparando altre contestazioni. I creatori del gruppo Fratelli e Sorelle in armi […] sono convinti che i nuovi leader del movimento debbano essere i parenti delle 1.400 persone ammazzate nei villaggi e nei kibbutz attorno a Gaza […]. «Hanno l’autorità morale per pretendere che se ne vada — dicono al quotidiano Haaretz — e le masse li seguiranno». Lo slogan non sarà più: «Ti devi dimettere». Ma: «Cacciatelo adesso»

yoav gallant benjamin netanyahu i tunnel di hamas sotto gaza 12ambulanze palestinesi distrutte da israele 3netanyahu gaza palestina

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…