SANITÀ AHI AHI - OBAMA COSTRETTO AL MEA CULPA SULL’ATTIVAZIONE DELLA RIFORMA SANITARIA: “ABBIAMO SBAGLIATO” - LA SUA POPOLARITÀ È CROLLATA AL 41%

Maurizio Molinari per "la Stampa"

"Abbiamo sbagliato sull'attivazione della riforma della Sanità, forse è stato il nostro errore più grande". Barack Obama cede alla pressione dei reporter e nell'ultima conferenza stampa dell'anno alla Casa Bianca ammette che "sulla riforma abbiamo fatto le cose male".

La voce è bassa, gli occhi guardano all'ingiù e il presidente si passa più volte la mano sul volto. E' l'immagine di un leader con la popolarità crollata al 41 per cento - lo stesso livello che aveva il predecessore George W. Bush a questo punto della presidenza - obbligato a confrontarsi con i reporter che gli chiedono incessantemente se "questo è stato il suo anno peggiore".

Nel tentativo di vantare risultati positivi Obama fa riferimento alla ritrovata crescita dell'economia - 4,1 per cento nel terzo trimestre - ai milioni posti di lavoro creati, alla riforma della Sanità "che resta un buon prodotto" ed anche al negoziato con l'Iran "che crea le condizioni per poter risolvere il negoziato sul nucleare". Ma Obama resta sulla difensiva. Deve comunque ammettere che "per milioni di americani le difficoltà restano", che "il ceto medio soffre" e che "la riforma dell'immigrazione deve ancora essere fatta".

Esita anche su Edward Snowden, la gola profonda della "Nsa" perché da un lato sottolinea che "ha danneggiato l'America" ma dall'altro rimette la decisione sull'amnistia "nelle mani del ministro della Giustizia". Con il saluto finale di "buon anno" agli americani si ritira nella Hawaii, dove è nato, per dieci giorni di isolamento e riunioni con i consiglieri alla fine di pianificare il riscatto politico nel 2014 che, promette, "può essere l'anno della svolta sull'economia".

 

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