OCCHIO, L’IRAN TI SPIA - SPARSI AI QUATTRO ANGOLI DEL MONDO TRENTAMILA 007 DI TEHERAN - OPERAZIONI DIRETTE DALLA GUIDA SUPREMA KHAMENEI, BASI DI ASCOLTO NEL MEDITERRANEO E ASSASSINII A CATENA DEI DISSIDENTI - UN RAPPORTO DEL PENTAGONO SPIATTELLA TRAME E BRAME DELL’INTELLIGENCE DEGLI AYATOLLAH, PRESENTE ANCHE NEGLI STATI UNITI - DOPO IL MITO DELLA CIA, SI GIRERANNO FILM ANCHE SULLE SPIE DEL MOIS?...

Fiamma Nirenstein per "il Giornale"

L'intelligence iraniana è qua, è là, è ovunque. Ed è molto bene armata e preparata. Lo riporta il Washington Free Beacon traendolo da un rapporto del Pentagono di 66 pagine. Abbiamo a lungo coltivato il mito della Cia, della sua determinazione e della sua onnipresenza, fino a toccare con mano pesantemente, nel caso di Bengasi, quanto i tempi siano cambiati. Adesso per realizzare trame davvero thrilling possiamo girare non pochi film sulle spie iraniane.

Intanto, è bene sapere che esse sono un esercito, trentamila persone. Le spie si muovono sotto attività coperte e clande¬stine impegnandosi poi in attività differenziate; possono essere semplici spie come tecnici addetti al furto di tecnologie, oppure si occupano di compiere attentati terroristici con esplosivi, o di assassinare singoli nemici, compatrioti e stranieri. Il Pentagono rivela nelle conclusioni del suo rapporto una certa ammirazione per il Ministero degli Esteri e della Sicurezza iraniano, il Mois, definendolo «una delle più dinamiche e più grandi agenzie di intelligence del Medio Oriente».

Chiamiamola pure intelligence, ma si va molto oltre. Il mini¬stero ha utilizzato i fanatici Corpi della Guardia Rivoluzionaria Islamica, Irgc, in attentati terroristici dall'Argentina al Libano, fornisce supporto finanziario, materiale tecnologico e altri servizi vari a Hamas, agli hezbollah e ad Al Qaida in Iraq, tutte organizzazioni categorizzate come terroriste dagli Stati Uniti secondo l'«executive order 13224».

Al Mois interessano sopratTutto le aree in cui l'Iran ha interessi diretti, dall'Afghanistan all'Austria, dal Kuwait e il Libano all'Asia Centrale alla Germania, la Francia, la Turchia, l'Inghilterra, l'Azerbaigian, la Croa¬zia, e le Americhe, inclusi gli Stati Uniti, ma con un intensa recente espansione in Argentina, Bolivia, Brasile, Venezuela, Ecuador. Nel Sud America, gli uomini dell'agenzia sono soprattutto gli Hezbollah stessi, che l'Iran nutre e alleva anche a casa loro, il Libano, con la più diretta fra le azioni di assistenza, dal training alle armi al denaro alla vita sociale. Gli Hezbollah sono i cocchi dell'intelligence iraniana, lo strumento più efficiente.

A dirigere le operazioni di intelligence, c'è nientemento che l'ayatollah Khamenei in persona, e per diventare dirigenti della sezione intelligence bisogna farsi clerici. Ma il reclutamento è invece largo, audace e vario, tanto che persino alcuno ebrei sono nel servizio e fra questi si conta anche il viceministro del Mois, Said Emami.

Le operazioni mediorientali sono in fase di espansione anche nel Mediterraneo: sono state installate molte basi di ascolto, la tecnologia elettronica è ampiamente utilizzata, le ultime due stazioni sono state costruite nel nord della Siria e sulle alture del Golan e come si capisce servono direttamente gli hezbollah.

L'Iran dispone anche di un cybercomando per contrapporsi alle operazioni di disturbo tecnologico nella costruzione della bomba atomica, come la famosa operazione Stuxnet del 2010. Ci dice il Washington free beacon che negli anni Novanta le spie dell' agenzia hanno compiuto una quantità di assassinii chiamati appunto «gli assassinii a catena » che divennero uno scandalo internazionale.

La Russia è stata ed è un partner molto attivo, seguendo la tradizione del Kgb nell'addestrare centinaia di operativi del Mois. L'alleanza fra forze tanto diverse nasce dal comune interesse antiamericano, e per questo non solo si sono addestrate le spie iraniane, ma sono stati piazzati nelle centrali di Teheran agenti russi con le loro attrezzature e i loro codici. I servizi iraniani collaborano anche con Al Qaida: dopo il settembre del 2001 parecchi terroristi si rifugiarono dall'Afghanistan in Iran, c'è chi dice che persino Bin Laden lo fece.

Il rapporto americano parla anche degli assassinii dei dissidenti iraniani in patria e all'este¬ro. Si ricorda che fra il dicembre del '79 e il maggio '96 furono assassinati dal Mois 17 ira¬niani, compreso l'addetto stampa negli Usa al tempo delLo Scià, Ali Tabatabei. Fra il no¬vembre ' 88 e il dicembre '98 sono noti gli omicidi di 22 dissidenti, e le attività attuali conti¬nuano: in genere gli agenti si infiltrano nelle comunità degli esuli fingendo di far parte di gruppi di sostegno.

Le informazioni sul Mois si sono infittite quando il generale Ali Reza Asgari decise di defezionare, e fu lui stesso a provvedere Israele delle informazioni necessarie a bombardare nel 2007 il reattore nucleare che per fortuna ora non si erge più, dopo che Israele lo distrusse. Anche gli Stati Uniti sono riusciti a danneggiare via cyberspace, e forse non solo, il programma di arricchimento dell'uranio perché qualcuno li ha provvisti delle informazioni necessarie. Le spie, si sa, a volte si girano dall'alta parTe, anche quelle iraniane.

 

 

l'ayatollah Khamenei tra i tulipanpentagono satUSA IRAN IRANIRAN REATTORE NUCLEARE Ali Khameneiamadinejad

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