OCCHIO: PUTIN HA MESSO L’EUROPA NEL MIRINO – L’AMBASCIATORE ETTORE SEQUI: “LA RUSSIA È ABBASTANZA FORTE PER CONTINUARE LA GUERRA, MA NON PER CHIUDERLA ALLE PROPRIE CONDIZIONI. UNA COMBINAZIONE PERICOLOSA: UN PUTIN SOTTO PRESSIONE POTREBBE ESSERE PIÙ DISPOSTO AD ALZARE IL RISCHIO E A FAR PAGARE AGLI EUROPEI IL LORO SOSTEGNO ALL'UCRAINA. È IL SENSO DELLE MINACCE RUSSE AL REGNO UNITO, DOPO LA DECISIONE DI LONDRA DI TRASFERIRE A KIEV LA TECNOLOGIA PER PRODURRE MISSILI A LUNGO RAGGIO – CYBERATTACCHI, SABOTAGGI, DANNI A INFRASTRUTTURE, INTERFERENZE POLITICHE: LA GUERRA IBRIDA DELLA RUSSIA COLPISCE LE OPINIONI PUBBLICHE, ANCHE IN VISTA DEL CICLO ELETTORALE DEL 2027 IN EUROPA…”
Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per "La Stampa"
Trump ha rassicurato: Putin non attaccherà la Nato, e la missione di Ratcliffe sarebbe stata un normale contatto tra intelligence. Ma proprio questa normalità è significativa: tra potenze nucleari, i canali dell'intelligence servono anche a stabilire dove passa la soglia che nessuno vuole oltrepassare.
[...] La guerra in Ucraina è in una fase critica. Mosca deve sostenere costi crescenti senza riuscire a trasformare la propria superiorità militare e di massa in successo sul campo.
La Russia è abbastanza forte per continuare la guerra, ma non per chiuderla alle proprie condizioni. Questa è una combinazione pericolosa: un Putin sotto pressione potrebbe essere più disposto ad alzare il rischio e a far pagare agli europei il loro sostegno all'Ucraina.
È il senso delle minacce russe al Regno Unito, dopo la decisione di Londra di trasferire a Kiev la tecnologia per produrre missili a lungo raggio. Non si tratta più solo di fornire armi, ma capacità industriale. Un missile consegnato è uno stock; una tecnologia trasferita è una capacità futura di attacco in profondità. [...]
andy burmham - volodymyr zelensky - foto lapresse
Da qui la pressione contro i Paesi europei: cyberattacchi, sabotaggi, danni a infrastrutture, provocazioni, interferenze politiche. La guerra ibrida colpisce le opinioni pubbliche, anche in vista del ciclo elettorale del 2027 in Europa: mira a rendere più costoso per i governi sostenere Kiev.
Ma la vera domanda è cosa farà Putin se la campagna militare non produrrà i risultati che cerca. In diplomazia c'è una regola: se un attore si sente senza vie d'uscita, può restargli una sola carta. Rovesciare il tavolo.
VLADIMIR PUTIN - PROPAGANDA E DISINFORMAZIONE RUSSA
Qui si apre il rischio Nato. Non una guerra, ma azioni limitate, ibride e ambigue per testare la soglia di risposta dell'Alleanza e la reale credibilità dell'Articolo 5. Se Putin si vedesse all'angolo, i rischi sarebbero due, distinti: testare la Nato oppure, di fronte a un grave insuccesso in Ucraina, ricorrere anche alla minaccia o all'uso di un'arma nucleare tattica per cambiare il corso della guerra. Mosca ha capito che non deve necessariamente usare il nucleare: le basta parlarne nel momento giusto.
È in questo contesto che va letto il viaggio di Ratcliffe a Mosca. Il direttore della Cia è andato a tentare di capire quali siano le linee rosse di Putin e quanto egli sia pronto a rischiare. Ma anche ad ammonirlo: capire fin dove Putin è disposto ad arrivare e ricordargli fin dove Washington gli permetterà di arrivare. Il vantaggio del canale dell'intelligence è proprio questo: può trasmettere una proposta e una minaccia nella stessa occasione.
Andy Burnham a Kiev incontra Volodymyr Zelensky - foto lapresse
Per Trump, infatti, il problema è la saturazione strategica americana. Ha bisogno di risultati prima delle Midterm; deve arrivare all'incontro con Xi, il 24 settembre, senza incrinare il rapporto con la Cina ed è in piena crisi iraniana. Soprattutto, non ha bisogno di una nuova escalation in Ucraina.
Russia, Iran e Cina assorbono contemporaneamente la potenza americana: l'Iran consuma risorse; la Cina è il rivale strategico; l'Ucraina drena capitale politico. E qui l'Iran può entrare nel calcolo russo-americano. Mosca è avversaria degli Usa in Europa ma conserva leve su Teheran. Washington può quindi avere interesse a verificare se la Russia sia disposta, almeno, a non alimentare la crisi mediorientale. N[...]
Più Mosca teme di non ottenere sul campo ciò che vuole, più è tentata di alzare il rischio.
L'Europa è dentro questa equazione. Deve sostenere Kiev e rafforzare la deterrenza, ma anche prepararsi al negoziato, poiché la fine della guerra non coinciderà necessariamente con la fine della rivalità Russia-Occidente.
Da Putin è quindi realistico aspettarsi un doppio binario: pressione militare e ibrida, minacce, forse provocazioni, e apertura tattica al negoziato. La partita non è soltanto fermare la guerra in Ucraina o evitare una ulteriore escalation. È impedire che Putin, sotto pressione, trasformi la crisi in un test della deterrenza occidentale. Ed è precisamente per questo che Ratcliffe è andato a Mosca.
volodymyr zelensky e donald trump alla casa bianca
VOLODYMYR ZELENSKY CON I PREMIER E I PRESIDENTI DI LETTONIA, FINLANDIA, ESTONIA, LITUANIA E NORVEGIA


