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“ORA PIANGIAMO NOI, PRESTO PIANGERANNO GLI ITALIANI” - LA CRONACA DELLA FOLLE NOTTE A PALAZZO MADAMA TRA LACRIME, BATTUTE E LITI TRA CARROCCIO E M5S- UN SENATORE PENTASTELLATO PROVOCA LA BERNINI CON UNO SCOIATTOLO DI PELUCHE...

senato manovra

Monica Guerzoni e Alessandro Trocino per il Corriere della Sera

 

Nel bel mezzo del caos Matteo Renzi provoca Gianluigi Paragone: «I matti li hai, ti manca solo la gabbia». E il giornalista 5 Stelle, con un sorriso che gronda imbarazzo: «L' unica cosa che conta è chiudere in tempo per vedere Roma-Juve. Tu ce l' hai l' apparecchio per la diretta?».

 

senato manovra

Ma quando salta la diretta da Palazzo Madama, perché la maggioranza «si vergogna di metterci la faccia davanti agli italiani», nemmeno i dem hanno più voglia di scherzare. La situazione precipita. Urla, spintoni, riunioni dei capigruppo e l' annuncio che, se tutto va bene, il maxiemendamento più volte cambiato dal governo verrà votato nella notte.

 

Dietro i velluti e gli arazzi di Palazzo Madama, leghisti e 5 Stelle litigano su tutto. Ogni emendamento è il pretesto per un braccio di ferro. Una manina furtiva introduce soldi per gli inceneritori e i senatori del M5S fanno saltare la modifica.

 

senato manovra

I leghisti si battono per il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali e gli alleati protestano, finché Renzi dà voce ai sospetti: «È fatta apposta per il padre di Luigi Di Maio». Ma il sottosegretario leghista Armando Siri smentisce condoni e favori: «Cosa c' entra Di Maio? Il saldo e stralcio è roba mia, i 5 Stelle non la volevano e ho dovuto sdraiarmi per terra per farla passare». Si combatte anche sugli ecoincentivi, sui fondi per Taranto, sulle pensioni d' oro diventate di platino... E sul comma che ostacolava gli Ncc e che la Lega fa saltare, spostando la mina su un decreto ad hoc che atterra, in notturna, sul tavolo del Consiglio dei ministri.

 

senato manovra

Tra le sorprese di una giornata mai vista prima ci sarebbe la riduzione della platea del reddito di cittadinanza fino a 700 mila persone in meno: nonostante il rinvio dell' entrata in vigore, i soldi non bastano.

 

Problemi anche per Quota 100, bandiera del Carroccio, che rischia di slittare all' autunno, anche se Palazzo Chigi nega che sotto l' albero di Natale gli italiani troveranno tagli agli investimenti.

 

Fra i due partiti alleati è battaglia anche sul Tesoro. Nel Movimento danno tutta la colpa dei ritardi e degli errori al ministro delle Finanze e ai «suoi» tecnici, mentre la Lega li difende. «Stanno lavorando come matti», assicura Matteo Salvini. I 5 Stelle sono di tutt' altro avviso e, dopo aver fatto saltare il capo di Gabinetto del Mef Roberto Garofoli, parlano di boicottaggio e mettono sotto accusa anche Gerardo Mastrandrea, capo del legislativo.

 

Sospetti e veleni. Ma da Palazzo Chigi filtra una spiegazione molto più banale: «È solo imperizia politica».

senato manovra

 

La fragilità della maggioranza si dimostra anche con le lacrime di alcuni peones del Movimento. «Decidono tutto loro, non ci dicono niente», si sfoga una senatrice. E Gregorio De Falco, con il faldone in mano, si chiede cosa ci abbiano scritto dentro: «Ora piangiamo noi, presto piangeranno gli italiani». Ma i vertici tirano dritto. Il ministro Riccardo Fraccaro si infila nella sala del governo, seguito dal suo staff, applausi e pacche sulle spalle: «Bravo!». Ma nel salone Garibaldi la tensione è alta.

 

Elio Lannutti, di solito loquace, si cuce la bocca con il dito.

La ministra leghista Erika Stefani tuffa il cucchiaio nella zuppa di farro: «Adesso vorrei mangiare, parlo solo di autonomia regionale».

gregorio de falco paola nugnes

Di Maio e Salvini si tengono coperti. Il loro obiettivo è lanciarsi al più presto nella campagna elettorale delle Europee. Il leghista punta tutto sulla legittima difesa, il capo politico del M5S confida nel reddito di cittadinanza e spera che Alessandro Di Battista si impegni per la vittoria.

L' opposizione è furente. Vasco Errani di Leu prova a lanciare l' Aventino: «Se le opposizioni compatte non votano, danno un grande segnale». Due passi più in là Renzi lo smentisce: «Ma quale Aventino, si combatte fino a notte fonda». Gli echi della rivolta, scoppiata in Commissione nel pomeriggio, ancora non si spengono. Governo chiuso dentro e minoranze scatenate: «Lo state riscrivendo, alla faccia della trasparenza». Di nuovo in Aula, un senatore 5 Stelle tira fuori uno scoiattolo di peluche per sfottere l' azzurra Anna Maria Bernini, ironizzando sulla presunta compravendita berlusconiana. Di rimando, la capogruppo di Forza Italia prende in giro Di Maio: i suoi senatori estraggono un cartello con su scritto «Più povertà per tutti: fatto».

ELISABETTA CASELLATI - ANNAMARIA BERNINIberlusconi al quirinale con bernini e gelmini

 

Piovono foglietti e insulti.

«Dilettanti», «ridicoli», «pericolosi», scandiscono gli azzurri. Il dem Andrea Marcucci grida fino a scoppiare, accusa il governo di «prevaricazione» e «violenza».

Il Pd occupa i banchi, grida «vergogna!», bolla gli emendamenti come «marchette», si appella al capo dello Stato.

Chiede che il testo rimaneggiato torni dal Ragioniere dello Stato e se la prende con la presidente Casellati per aver «avallato un grave vulnus costituzionale».

bagarre senato

Quanto è lunga, la notte. Alla buvette sono rimasti i fichi d' india e poco altro.

 

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