ORBAN E PUTIN TENTANO IL DELITTO PERFETTO – IL CREMLINO SI FIONDA SUL PRESUNTO SABOTAGGIO AL GASDOTTO TURKSTREAM TRA SERBIA E UCRAINA: “PROBABILE RUOLO DI KIEV” – PER IL PREMIER UNGHERESE, VIKTOR ORBAN, L’INCIDENTE È UN TENTATIVO DISPERATO PER RISOLLEVARE LE SORTI NELLE ELEZIONI DELLA PROSSIMA SETTIMANA, CHE RISCHIA DI PERDERE. CON LA SCUSA DELLA SICUREZZA E DEGLI UCRAINI SABOTATORI, POTREBBE DECIDERE DI NON TENERE IL VOTO? – UN EX 007 SERBO: “LA RICOSTRUZIONE SUL PRESUNTO SABOTAGGIO È ILLOGICA E SOSPETTA”
CREMLINO, 'PROBABILE RUOLO DI KIEV NEL TENTATO SABOTAGGIO AL GASDOTTO IN SERBIA'
(ANSA) – “Con grande probabilità" c'è una responsabilità di Kiev nel tentativo di sabotaggio al gasdotto in Serbia che trasporta gas russo anche verso l'Ungheria, denunciato ieri dal presidente serbo Aleksandar Vucic. Lo ha affermato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
"Sappiamo che al momento non ci sono prove concrete di chi potrebbe essere dietro i tentativi di attacco su territorio europeo a questa importante arteria energetica, che sta attualmente funzionando in un regime molto teso", ha detto ai giornalisti Peskov. Tuttavia, il portavoce del presidente Vladimir Putin ha osservato che "in precedenza, come sappiamo, il regime di Kiev è stato direttamente coinvolto in tali atti di sabotaggio contro infrastrutture energetiche critiche".
il presunto sabotaggio al gasdotto turkstream in ungheria
"Con una grande probabilità, si può supporre che anche questa volta verranno scoperti alcuni segni di interferenza del regime di Kiev", ha concluso Peskov. Vucic aveva dichiarato ieri che nel nord della Serbia erano stati rinvenuti due zaini contenenti esplosivi con detonatori vicino a un tratto del Balkan Stream, un'estensione del gasdotto TurkStream, che trasporta gas russo verso Serbia e Ungheria.
EX 007 SERBO, 'ILLOGICA RICOSTRUZIONE DI BELGRADO SU TURKSTREAM'
(ANSA) - La ricostruzione delle autorità serbe e poi ungheresi del presunto tentativo di sabotaggio del gasdotto TurkStream presenta delle "illogicità" sospette, secondo il gen. in pensione Momir Stojanovic, ex capo dell'agenzia di intelligence militare serba Vba, la stessa che sta indagando sull'episodio.
Interpellato dall'emittente indipendente serba N1, Stojanovic spiega che, "ad esempio, ieri mattina il presidente (Aleksandar Vucic) ha parlato, informandoci che era in corso la ricerca di esplosivi collocati a poche centinaia di metri dal gasdotto e ha immediatamente mobilitato unità speciali dell'esercito e della polizia militare, anche se non rientrava nelle loro competenze.
Successivamente, è intervenuto il direttore del Vba, precisando che il servizio era in possesso di informazioni secondo cui una persona appartenente a un gruppo di migranti stava pianificando di piazzare quegli esplosivi vicino al gasdotto, e che ne aveva informato il Presidente della Repubblica.
Questo è sorprendente, perché se il servizio di sicurezza militare era in possesso di tali informazioni, e afferma di aver monitorato quella persona per lungo tempo, allora sarebbe stato tenuto a informare i suoi superiori, il Ministro della Difesa, il Primo Ministro e il Presidente", e non viceversa.
"Che legame ha il direttore del Vbs con il Presidente della Repubblica? Secondo la legge, nessuno", afferma Stojanovic su N1, che aggiunge che c'è un secondo elemento illogico: "Se i servizi di sicurezza militari avevano veramente informazioni sul fatto che questa persona avrebbe piazzato gli esplosivi, (...) non sarebbe stato logico monitorare costui 24 ore su 24, mettere in sicurezzail sito, sorvegliare il luogo e poi aspettare che qualcuno si presentasse per piazzare gli esplosivi?", tendendogli una trappola, per poi intervenire, bloccando il sabotaggio e arrestando l'artefice? Invece gli esplosivi sono stati trovati ma nessuno è stato trovato e arrestato: "Potremmo non trovare mai questa persona", afferma Stojanovic.
N1 ha interpellato anche il giornalista ungherese Gabor Bodis, il quale ha dichiarato: "È interessante osservare come si è evoluta la situazione da quando è stata pubblicata la notizia. (...) Se dovesse emergere un qualche collegamento tra gli ucraini e questi avvenimenti, Orbán avrà probabilmente un motivo per dichiarare lo stato di emergenza, e dichiarare lo stato di emergenza a sei giorni dalle fatidissime elezioni può significare molte cose. Per quanto riguarda la posizione di Orbán, potrebbe ridurre il vantaggio dell'opposizione, o addirittura comportare il rinvio delle elezioni", afferma Bodis.



