umberto rapetto attacco hacker ospedale sacco milano

SACCO SOTTO SCACCO - ORMAI NON PASSA GIORNO SENZA UN ATTACCO HACKER A QUALCHE SERVER PUBBLICO: OGGI TOCCA AGLI OSPEDALI MILANESI SACCO E FATEBENEFRATELLI. DA IERI SERA I SITI WEB DELLE DUE STRUTTURE SONO IRRAGGIUNGIBILI, CON EFFETTI SULLA GESTIONE DEI PAZIENTI IN PRONTO SOCCORSO - IL GENERALE RAPETTO: “CHI HA RESPONSABILITÀ DI GOVERNO HA LEGITTIMAMENTE ALTRE PRIORITÀ, MA FORSE ANCHE QUELLA CIBERNETICA DOVREBBE RIENTRARE TRA LE TEMATICHE DA NON RINVIARE OLTRE…”

Umberto Rapetto per www.infosec.news

 

UMBERTO RAPETTO

Tutto comincia con un “Vespone” le cui ruote si incastrano nelle rotaie del tram e con il conducente che – con forti dolori alla cassa toracica e un grande ematoma all’anca – comunica ai parenti di essere da ore in barella al Pronto Soccorso.

 

Il ritardo non è dovuto agli ordinari problemi della tanto lamentata “malasanità” ma sarebbero la riverberazione di un incidente informatico, uno dei tanti cui nemmeno ci si fa più caso se non si prova il brivido di pagarne personalmente il prezzo.

 

ATTACCO HACKER AL SITO DELL OSPEDALE SACCO

La vicenda riguarda due delle più importanti strutture ospedaliere del capoluogo lombardo, il “Luigi Sacco” e il “Fatebenefratelli”, realtà probabilmente chiamate ad affrontare un virus che nulla ha a che vedere con il Covid-19 (quest’ultimo, infatti, fortunatamente debellato con l’emanazione del provvedimento legislativo “liberatutti”).

 

MILANO CAPITALE EUROPEA DELLA CYBERSECURITY

C’è chi racconta di pazienti con “urgenze” trasbordati al Policlinico del capoluogo lombardo ed ad ogni buon conto il sito web dell’Azienda Sanitaria è irraggiungibile da ieri sera.

 

Stiamo parlando di Milano, della efficientissima città della Madonnina (e chissà quante ne stanno “staccando” in queste ore gli assistiti…), di quella che due anni fa il Corriere della Sera definiva la “capitale europea della cybersecurity” solo perché una azienda l’aveva scelta per farci un museo tecnologico…

 

VITTORIO COLAO FRANCO GABRIELLI

Stiamo parlando mentre i soloni istituzionali e quelli delle grandi società di consulenza continuano candidamente a ripetere “ghe pensi mi” e annunciano future strategie per una guerra che non solo è iniziata da tempo ma dove ce le stanno suonando di santa ragione.

 

Chi ha responsabilità di Governo ha legittimamente altre priorità, ma forse anche quella cibernetica dovrebbe rientrare tra le tematiche da non rinviare oltre. Si è perso (e se ne perde ancora) troppo tempo nonostante Gabrielli e Colao parlino di un banale 95 per cento dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione non protetti.

ATTACCO HACKER ALL AZIENDA SANITARIA DI MESSINA

 

E’ la vecchia storia dei tre porcellini alle prese con il lupo cattivo. Fino a poco tempo fa dominava la scena quello che ha costruito la sua casa con la paglia. Adesso ci vogliono far credere che grazie alla casa di legno (l’Agenzia Cyber) non si correrà il rischio di veder spazzate via le più robuste pareti protettive.

FRANCO GABRIELLI

 

Chi, come me, è rimasto bambino ricorda però il seguito della fiaba e pretende che la situazione venga gestita dal porcellino che edifica utilizzando calce e mattoni…

Forse hanno ragione quelli che pontificano e non quelli che guardano con preoccupazione un orizzonte oggettivamente poco rassicurante. Sicuramente c’è molto da fare. Sicuramente, però, bisogna farlo magari evitando trionfalistici annunci di esser pronti alla sfida.

 

comunicato abi comunicato con cui confessa di essere sotto attacco hacker da mesi.

Non si è in un’aula universitaria in cui dalla cattedra ci si può permettere di dissertare del nulla e affrescare l’immaginazione dei presenti con “guidelines” e “best practices”. Soprattutto non siamo nell’aula dove è Indiana Jones a far lezione e le studentesse incantate sbattono freneticamente le ciglia o scrivono “I love you” sulle palpebre…

 

Se si hanno dubbi sullo stato di precarietà nazionale si sappia che – giusto per rimanere in tema di sistemi informatici sanitari – da qualche giorno i pirati informatici del famigerato gruppo Lockbit 2.0 (lo stesso che ha devastato la ULSS 6 di Padova) hanno messo in vendita i dati che hanno rubato all’Azienda Sanitaria di Messina…

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…