giuseppe conte gennaro vecchione paola pisano

“LA SCELTA È STATA FATTA DIRETTAMENTE DAL DIS” – LA MINISTRA PISANO IN AUDIZIONE AL COPASIR DICE CHE A SCEGLIERE “IMMUNI” È STATO VECCHIONE, CHE PERÒ AVEVA DETTO IL CONTRARIO. CHI È CHE DICE CAZZATE? – I MEMBRI DEL COMITATO DI CONTROLLO SUI SERVIZI SONO RIMASTI A BOCCA APERTA, TANTO CHE IL PRESIDENTE VOLPI HA DECISO DI CONVOCARE NUOVAMENTE IL CAPO DEL DIS, AMICO PERSONALE DI GIUSEPPE CONTE – LA QUOTA CINESE, LA FONDAZIONE SVIZZERA E TUTTE LE OMBRE SU “IMMUNI”: QUANDO SI DIMETTE LA MINISTRA DELL’INNOVAZIONE?

 

 

PAOLA PISANO LUIGI DI MAIO

1 – “IMMUNI” AI SERVIZI? – LE BUGIE DEL MINISTRO GRILLINO PAOLA PISANO - SCRIVE AL “FOGLIO” E VIENE INFOGLIATA DA LUCIANO CAPONE: “PIÙ CHE UNA SMENTITA, È UNA CONFESSIONE. LA PISANO CI CONFERMA CHE LA SCELTA NON SI È BASATA SOLO SULLE INDICAZIONI DELLA TASK FORCE, COME FINORA HA SOSTENUTO, MA ANCHE SULLE VALUTAZIONI DI ALTRI ORGANISMI COME L’INTELLIGENCE. MANCA, PERÒ, ANCORA UNA VOLTA IL SOGGETTO: CHI HA SCELTO IMMUNI? LA PISANO O IL DIS? DI SICURO NON LA TASK FORCE" - E IL COPASIR VUOLE RISENTIRE IL CAPO DEL DIS VECCHIONE - (CONTE HA SCELTO SOLO DUE PERSONE, VECCHIONE E ARCURI, DUE DISASTRI)

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ldquo-immuni-rdquo-servizi-ndash-bugie-ministro-grillino-235758.htm

 

paola pisano

2– “LA APP IMMUNI SCELTA DALLA NOSTRA INTELLIGENCE”. AUDIZIONE SHOCK AL COPASIR DELLA MINISTRA PISANO. NUOVA MINA PER CONTE

Claudia Fusani per https://notizie.tiscali.it/

 

RAFFAELE VOLPI

“La  App Immuni? La task force ha svolto la scrematura. La scelta è stata fatta direttamente dal Dis. Io ho seguito le loro indicazioni”. Con tranquillità disarmante, come se dicesse la più grande delle ovvietà, la ministra per l’Innovazione Paola Pisano ha raccontato ieri davanti al Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti la vera storia della App Immuni. Una storia inedita, che ha lasciato a bocca aperta il presidente del Copasir, il deputato leghista Raffaele Volpi, e i sei membri del comitato. Sapere che stiamo per consegnare i nostri dati più privati ad una società indicata dalla nostra intelligence potrebbe cambiare la narrazione sin qui salvifica della App che dovrà tracciare il virus tra 60 milioni italiani e quindi isolarlo.

 

Audizione shock

gennaro vecchione raffaele volpi

Doveva essere quella di ieri l’ultima audizione prima di scrivere la relazione finale da consegnare al Parlamento. Relazione chiave per approvare il decreto legge (dl Giustizia) approdato ieri al Senato che contiene tra le altre cose anche il via libera alla App che è uno dei pilastri della Fase 2, quella della convivenza con il virus, e anche una nuova sfida per nostra privacy. Tanto che il Garante della privacy da una parte e il Parlamento dall’altra hanno puntato i piedi perché sia il Parlamento a definire il perimetro delle funzioni e la gestione dei dati della App con due paletti imprescindibili: trasparenza e temporaneità dee conservazione dei big data.

 

paola pisano 1

L’audizione del ministro è durata due ore e mezzo. Poi è stato deciso all’unanimità di non procedere con la relazione e di convocare nuovamente giovedì Giuseppe Vecchione, il capo del Dis nonché amico personale del premier Conte. “Il punto è - racconta una fonte del Comitato a TiscaliNews - che il Direttore del Dis è già stato audito e ha raccontato di aver proceduto alla valutazione della App solo alle fine dell’iter svolto dalla task force e del ministro”. A valle, quindi. Pisano dice, invece, “a monte”. C’è qualcosa che non torna. Anche qui, come già è successo nel caso Di Matteo-Bonafede.

gennaro vecchione

 

La scrivania del premier

Un altro siluro atterra quindi sulla scrivania del premier Conte. Il dossier App è in buona compagnia: c’è il caso Di Matteo-Bonafede che nonostante gli sforzi di tenerlo basso, provoca continui imbarazzi visto che si parla di uno noto pm antimafia ora membro togato del Csm e del ministro della Giustizia sospettato di non aver scelto Di Matteo alla guida del Dap per il timore dei boss; c’è il decreto Covid 19 rinviato nuovamente a domani, dopo i rinvii della scorsa settimana,  per mancanza del parere della Commissione Bilancio.

 

giuseppe conte gennaro vecchione

Il decreto liquidità, quello del famoso bazooka da 400 miliardi, è arrivato alla Camera  ed è stato sommerso da 2500 emendamenti di cui 400 presentati dal Pd, 300 da M5s, 500 da Forza Italia e altri 500 dalla Lega. L’unità nazionale si realizza al momento solo attraverso gli emendamenti che le forze parlamentari di maggioranza ed opposizione presentano al decreto che avrebbe dovuto finanziare le imprese ma in un mese di applicazione ha fatto poco. Per non parlare poi, a proposito di dossier che scottano, del decretone Maggio, ex Aprile, su cui si sta creando un inedito asse Pd-Italia Viva. Una parte del Pd. Non quella di Zingaretti.

 

Tre ore di audizione

luca ferrari bending spoons

L’audizione della ministra Pisano è stata preceduta da quelle, la scorsa settimana, di Vecchione, capo del Dis, del suo vice Baldoni e del ministro della Sanità Speranza. E da un’inchiesta, pubblicata ieri mattina su Il Foglio, da cui risulta che la task force della ministra Pisano aveva indicato due società titolari del progetto digitale di contact tracing, la Immuni della Bending spoons e la Covid-app. La task force aveva indicato di testarle entrambe per avere sempre pronto una specie di piano B. Invece il 7 aprile il ministro Pisano porta avanti una sola candidata, la Bending spoons, perché il progetto era in fase più avanzata. Da quel momento di Covid app si perdono le tracce.

 

paola pisano luigi di maio

Il commissario Arcuri ha spiegato ieri sera in Commissione Trasporti di “non aver avuto alcun ruolo nella selezione”. Prima di Arcuri aveva parlato davanti al Copasir la ministra Pisano spiegando, aiutata dal suo capo di gabinetto, che in realtà il suo ufficio non ha scelto proprio nulla.

 

E che la decisione è arrivata direttamente da palazzo Chigi e dal generale Vecchione, direttore del Dis, l’agenzia che coordina la nostra intelligence e di cui il premier Conte ha mantenuto la delega.

 

“Un colpo di scena - spiega una fonte del Copasir - perchè Vecchione a noi aveva raccontato il contrario una settimana prima. E’ chiaro che qualcuno non dice la verità”. O che, forse, c’è stato “un malinteso”. Come è successo 36 ore prima tra il pm Di Matteo e il ministro Bonafede. Due ministri chiave della squadra 5 Stelle finiscono così nel tritacarne dei malintesi. E per la tenuta del Movimento non è una bella notizia. Neppure per la tenuta del governo Conte. Un uno-due micidiale. Solo una coincidenza?

giuseppe conte raffaele volpi

 

I due filoni

app coronavirus

Dai verbali dell’audizione Pisano incrociati con quelli delle audizioni precedenti emergono così due filoni che allungano ombre sulla App che ci dovrà “tutelare” dal virus. Il primo filone ha a che fare con la Cina. 

 

Si sa che Benging Spoons è una start up con capitali misti ma tutti con pedigree. Ha aperto lo scorso luglio, il suo capitale a tre family office: la H14 presieduta da Luigi Berlusconi (che controlla Fininvest per il 21,4%), la Nuo Capital, holding di investimenti della famiglia Pao/Cheng di Hong Kong, e StarTip, veicolo di Tamburi Investments. L’80% è in mano ai quattro fondatori di Bending Spoons Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli e Luca Querella mentre un 10-12% fa capo ai collaboratori.

virginia raggi paola pisano

 

Non è noto al momento come sia avvenuto l’ingresso delle 3 family office. Le domande che sono state fatte durante la riunione del Copasir, riguardano soprattutto il gruppo della Nuo Capital: il fatto che Steven Chen (Nuo) è nipote di Sir Y.K. Pao, uno degli uomini più ricchi della Cina; come sono regolati gli aumenti di capitali; che rischio c’è che, qualora il signor Chen voglia fare un aumento di capitale, diventi proprietario di una app così strategica visto che avrebbe raccolto i dati più sensibili della popolazione italiana. E cosa succede qualora il governo cinese avesse a pretendere informazioni più dettagliate.

paola pisanoluca ferrari bending spoons

 

C’è poi il filone “svizzero”…

Accanto a quello cinese c’è il filone svizzero. La App Bending spoons fa parte di un consorzio Ue specializzato in contact tracing. Riceve ogni anno 5 milioni euro per lo sviluppo del progetto da parte della Fondazione Botnar (Nissan) e dall’Ecole politecniche di Losanna. Il Comitato si chiede se sia sicuro che la app che dovrà tracciare 60 milioni di italiani abbia a che fare con capitale cinese e una fondazione che non è in un paese dell’Unione europea.

 

A completare un quadro pieno di ombre anche il fatto che non è ancora pronto “il progetto esecutivo”. Chi gestirà i codici sorgenti e i dati per utilizzo statistico.

giuseppe conte alfonso bonafede

 

Bocche cucite tra i membri del Comitato. Evitato anche il comunicato finale. Enrico Borghi (Pd) concede solo che “l’audizione del ministro impone l’esigenza di ulteriori approfondimenti senza i quali non è possibile una valutazione completa”.

 

Il decretone

Atteso al Consiglio dei ministri di oggi, slitta certamente a domani e forse a venerdì. Anche alla prossima settimana se necessario “perché dobbiamo valutare anche le virgole per non fare errori ed essere sicuri che fili tutto liscio”. Con il decreto ex Aprile e ora Maggio, quello da 55 miliardi, è vietato sbagliare. E’ l’ultima apertura di credito che aziende, famiglie e partite Iva, un po’ scottate dai primi due provvedimenti anti-Covid, fanno al governo.

app coronavirus 3

 

Far sì, quindi, che tutto fili liscio nell’erogazione dei soldi dal punto di vista burocratico. “Un buon lavoro” lo ha definito Maurizio Landini, segretario della Cgil, dopo l’incontro a Chigi con il premier Conte e il ministro Gualtieri.  Ieri sera restavano ancora tanti i nodi da sciogliere e il premier è impegnato in una lunga opera di mediazione.

 

Ok ai permessi per l’agricoltura

bending spoons

La ministra Bellanova e Lamorgese dovrebbero averla spuntata sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri per impiegarli nei lavori agricoli stagionali. Si tratta di un permesso di soggiorno di sei mesi rinnovabili. I 5 Stelle, contrari, alla fine dovrebbero concederlo per 400 persone. 

bonafede di maio conte

 

Ancora indietro la parte relativa alle norme per la ricapitalizzazione delle imprese. Le riserve di Italia Viva che chiede soldi a fondo perduto e le sollecitazioni di Bonomi, presidente di Confindustria, per fare arrivare soldi “presto e direttamente alle aziende” perché solo da qui può ripartire il lavoro e l’occupazione sono tutte all’attenzione di Conte. Passi avanti sul Rem: Pd e Iv sono disponibili “solo ad un sussidio una tantum” che certamente non è quella misura strutturale simile al reddito di cittadinanza invocato dai 5 Stelle. “L’Europa ci tiene in osservazione anche sulla qualità delle riforme che devono essere non solo assistenzialistiche ma anche di rilancio” dicono Pd e Iv. Quindi nulla a che vedere con il Reddito di cittadinanza, come vorrebbero i 5 Stelle.

 

Si parla di misura temporanea, erogata già da maggio per 2/3 mesi, e sotto la supervisione dell'Inps (battaglia M5s) mentre Iv vorrebbe che siano i comuni ad occuparsi del Rem (Pd e Iv preferirebbero “contributo di emergenza”). Per la medicina territoriale e gli ospedali Covid, lo stanziamento dovrebbe salire oltre i 3 miliardi. Al tavolo con i sindacati, e poi in serata dopo cena con le cooperative, il premier ha assicurato che in parallelo a questo decreto è “in lavorazione un decreto che andrà a semplificare e sburocratizzare il sistema degli appalti e del paese”. Tra le misure anche l’ipotesi del taglio e delle modifiche dell’orario di lavoro senza conseguenze per la busta basta. Come ha chiesto Confindustria che oggi sarà al tavolo con il premier.

uffici di bending spoons

 

Le brutte notizie dalla Germania

BELLANOVA E RENZI IN SENATO

Una lavoro di limature e correzioni che richiede tempo ma su cui ci sono buoni auspici anche da parte dei sindacati. Certo, non fanno bene le notizie che arrivano dalla Germania dove a Corte Costituzionale, pur rigettando i ricorsi presentati contro il Qe, rischia di delimitare i margini di azione della Banca centrale. Spingendo così l'Italia ad utilizzare il Meccanismo del fondo Salva Stati e  considerando che la discussione sui recovery bond è slittata più avanti.

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