
PAPA LEONE RICEVE TUTTI. MA PROPRIO TUTTI – IERI È STATO IL TURNO DI MATTEO SALVINI, CHE NON ERA MAI RIUSCITO A IMBUCARSI IN VATICANO AI TEMPI DI BERGOGLIO. E TE CREDO: CON IL PAPA ARGENTINO, DAL CARATTERE RUVIDO E FUMANTINO, SALVINI AVEVA BACCAGLIATO SU TUTTO, ARRIVANDO A INDOSSARE UNA MAGLIETTA CON SCRITTO “IL MIO PAPA È BENEDETTO” – PREVOST, CHE VUOLE RIAPPACIFICARE LA CHIESA E ESSERE “IL PAPA DELL’UNITÀ”, HA UN CARATTERE OPPOSTO A BERGOGLIO, E HA RIALLACCIATO UN DIALOGO PROFICUO ANCHE CON CHI LA PENSA MOLTO DIVERSAMENTE DA LUI…
@matteosalviniufficiale Con grande emozione e commozione ho incontrato Papa Leone XIV: le sue parole di pace sono una esortazione che tutti i leader mondiali devono ascoltare e perseguire. Per quanto mi compete, farò di tutto per offrire il mio contributo affinché prevalga il dialogo sulle armi.
? suono originale - Matteo Salvini
Estratto dell’articolo di Francesco Peloso per “Domani”
papa leone xiv riceve in udienza matteo salvini
Dopo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, anche Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti è stato ricevuto da papa Leone XIV, in Vaticano.
Con lui la figlia Mirta, Alberto Di Rubba, promosso tesoriere della Lega dopo la condanna per la vicenda della Lombardia Film Commission (a gennaio la Cassazione ha disposto un appello bis ma solo per il ricalcolo della pena), e Daniele Bertana, dello staff del vicepremier a palazzo Chigi.
Si tratta di una novità di non poco conto: Salvini non era mai stato ricevuto da papa Francesco. D’altronde, fra la chiesa e i leader leghisti in generale, i rapporti sono stati spesso difficili. Così, se formalmente il mancato incontro con Bergoglio non era attribuito dallo stesso pontefice argentino a un’assenza di volontà quanto piuttosto al fatto che non fosse mai arrivata una richiesta ufficiale in tal senso, ieri, si è chiusa una lunga fase di gelo fra la Santa sede e Salvini.
Il vicepremier non ha nascosto la sua soddisfazione per l’incontro: «Con grande emozione e commozione ho incontrato papa Leone XIV: le sue parole di pace sono una esortazione che tutti i leader mondiali devono ascoltare e sostenere. Per quanto mi compete, farò di tutto per offrire il mio contributo affinché prevalga il dialogo sulle armi».
meme sulla visita di salvini in vaticano by 50 sfumature di cattiveria
[…] Durante il colloquio, hanno poi riferito fonti leghiste citate dall’Ansa, Salvini «ha anche parlato di opere pubbliche, trasporti e infrastrutture con particolare riferimento al Giubileo». E forse è qui che va ricercata almeno in parte la disponibilità vaticana a cambiare registro nei suoi confronti.
Basta tornare con la memoria al 23 dicembre 2024, quando, alla vigilia dell’inizio dell’anno santo, è stata inaugurata a tempo di record la nuova piazza Pia, con il relativo sottopasso per il traffico automobilistico, rendendo di fatto un’unica isola pedonale tutto il tratto che va da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro.
Quel giorno, per l’inaugurazione del nuovo assetto stradale, erano presenti, oltre al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e alla premier Meloni, il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che per ovvi motivi si occupa del dialogo tra governo e Vaticano, e l’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per la Nuova evangelizzazione, incaricato da papa Francesco dell’organizzazione dell’anno santo, ma anche ex cappellano di Montecitorio con rapporti solidi di amicizia nel centrodestra.
Non poteva mancare, ovviamente, Salvini, ministro delle Infrastrutture […]
lo sguardo di papa leone xiv mentre parla matteo salvini
Di certo, per quanto l’intenzione di Leone XIV sia quella di ricostruire un clima sereno di collaborazione dentro e fuori la chiesa, è difficile pensare che l’incontro con il leader della Lega sia avvenuto senza il consenso e il consiglio dei vertici vaticani. Ed è una novità significativa visto che la Cei, in passato, non ha certo lesinato giudizi critici nei confronti di Salvini.
Il 21 dicembre del 2024, ad esempio, commentando la sentenza di assoluzione del vicepremier nel processo Open Arms, Avvenire, quotidiano dei vescovi, scriveva: «La Patria si difende da un invasore in armi, come sta facendo il popolo ucraino contro Vladimir Putin, autocrate fino a poco tempo fa ammirato incondizionatamente dallo stesso Salvini.
Non si difende da bambini, donne e uomini senza armi e senza niente, che rischiano la vita per disperazione, attraversando un mare che può ucciderli (e che troppe volte li uccide, è successo anche nelle ultime ore in acque greche e marocchine) perché scappano da guerre, miseria, catastrofi, persecuzioni...lasciarli in mare per giorni non dovrebbe essere mai un’opzione, in uno stato di diritto. Men che meno dovrebbe essere motivo di vanto».
[…] Difficile dimenticare anche i tempi in cui il leader della Lega, in aperta polemica con Francesco, indossava orgoglioso una maglietta su cui era scritto «Il mio papa è Benedetto».
Peraltro Salvini è stato interprete privilegiato di una fede brandita letteralmente come arma ideologica identitaria, a suon di crocefissi e madonne ostentati durante i comizi, un modello che si rifaceva al trumpismo evangelico, al cattolicesimo nazionalista del leader ungherese Viktor Orbán e a certe derive della destra europea.
Come se non bastasse, da sempre i vescovi (i «vescovoni», come li chiamava Umberto Bossi), si oppongono a ogni progetto secessionista – ai tempi della Lega nord – e di autonomia differenziata così come promossa dal ministro leghista, Roberto Calderoli.
federico mirta e matteo salvini con papa leone xiv
Con queste premesse era ovvio che Francesco, pontefice sicuramente più incline alla battaglia dialogica con i suoi avversari ed estimatori, ma anche molto attento a rompere qualsiasi schematismo attorno ai suoi posizionamenti politici, non abbia offerto sponde a Salvini (e si sia avvicinato a Meloni solo per la capacità della premier di costruire un rapporto con lui).
Diversa è la posizione di Leone che, proprio perché indicato come il “papa dell’unità”, ma anche perché caratterialmente all’opposto del suo predecessore, ha riallacciato un dialogo proficuo con il governo e ha aperto le porte del Vaticano anche al vicepremier leghista. […]
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