CHE PARTITA STA GIOCANDO D’ALEMA? DOPO AVER PRESENTATO IL LIBRO A GENOVA CON SILVIA SALIS, CARTA DI RISERVA DI RENZI PER LA LEADERSHIP DEL CENTROSINISTRA, "BAFFINO" OSA L’INOSABILE: PER LA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO A FIRENZE, IL 2 DICEMBRE, CHIAMA L’ARCINEMICO MATTEONZO! - I DUE SI SONO SEMPRE CORDIALMENTE DETESTATI E, 10 ANNI FA, SI SCONTRARONO FRONTALMENTE IN OCCASIONE DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE – SUL PALCO DEL TEATRO DI FIESOLE CI SARA’ CON LORO ANCHE IL SINISTRELLO FRATOIANNI (VERRA’ IN TESLA?) - D’ALEMA IERI SERA, OSPITE A "OTTO E MEZZO", ALLA DOMANDA DI LILLI GRUBER SULLE PRIMARIE, HA SCANDITO: “MI AVVALGO DELLE FACOLTA’ DI NON RISPONDERE”. E’ ARCINOTA L’AVVERSIONE AI GAZEBO DEL "LIDER MASSIMO" CHE STA TESSENDO LA SUA TELA ANCHE CON I CENTRISTI: PENSA DI CALARE UN ASSO CHE SPARIGLI I GIOCHI NEL CENTROSINISTRA? – VIDEO
Ernesto Ferrara per repubblica.it - Estratti
C’eravamo rottamati, si potrebbe dire. Nel senso che innegabilmente i due negli anni se ne sono detti e fatti di tutti i colori. Eppure, ora che il campo largo chiama, dieci anni dopo il referendum costituzionale che li vide al massimo di uno scontro degno di almeno un paio di capitoli di storia, eccoli pronti non solo a riparlare ma addirittura a duettare, ragionare, costruire. Persino ad allargare.
Chi l’avrebbe mai detta questa. Massimo D’Alema e Matteo Renzi su un palco insieme, e accanto a loro pure Nicola Fratoianni. Il “rottamato”, cioè l’ex presidente del Consiglio D’Alema, che nella tappa fiorentina per presentare il suo nuovo libro “Eravamo comunisti” (Feltrinelli) chiama accanto a sé l’ex rottamatore (e anche lui ex presidente del Consiglio) e il co leader di Avs e capo di Sinistra Italiana.
Campo largo formato “Conte Max”, certamente. Perché D’Alema è sempre D’Alema, le trame sono ancora il suo forte. Già a Genova nelle scorse settimane, cominciando la tourneè italiana di presentazioni nei teatri e nelle librerie, aveva voluto accanto a sé la sindaca astro nascente del centrosinistra Silvia Salis e l’ex ministro e capobastone della sinistra del Pd Andrea Orlando. Stavolta però il vecchio presidente dei Ds si supera.
Accanto a sé, il prossimo 2 dicembre, sul palco del teatro di Fiesole (ore 17), vuole Renzi e Fratoianni. Il vecchio arcinemico e l’alleato del centrosinistra. Di certo un escamotage perché la cosa farà un pochino di clamore e magari il teatro di Fiesole si riempirà. Ma c’è anche quella voglia di stare nei giochi che contano, per D’Alema. Centrale e addirittura capace di tessere tele e intese nel centrosinistra che va verso le elezioni e chissà, forse prima pure a quelle primarie che lui non vorrebbe, anzi ritiene proprio un errore.
È la storia di un lungo duello, quella del rapporto tra D'Alema e Renzi. Un duello che cominciò a 270 chilometri di distanza, nell'autunno del 2008, quando l'allora trentatreenne Matteo puntò la poltrona di sindaco di Firenze.
E non solo sfidava il candidato del partito, il dalemiano Michele Ventura, ma contestava "i leader tristi del Pd", una generazione politica da “rottamare senza incentivi”. E faceva pure la lista dei nomi: il primo era Massimo D'Alema per l’appunto.
I giornali vi lessero una ribellione generazionale - quando Renzi nacque, nel 1975, D'Alema era già segretario nazionale dei giovani comunisti - ma l'interessato non la prese affatto bene: "È sufficiente che un giovanotto dica che vuole cacciarci a calci in culo, che subito gli vengono concesse paginate sui giornali", commentò.
massimo d'alema regala la maglietta di totti a renzi 1
Finì che Renzi vinse la corsa per Palazzo Vecchio e diventò per tutti il Rottamatore, il giovane sindaco che non aveva paura di sparare sul quartier generale e che poi sarebbe arrivato a Palazzo Chigi. D’Alema certo non si arrese. E pochi anni dopo, dicembre 2016, seppe prendersi la sua vendetta diventando uno dei più influenti leader del fronte del no al referendum costituzionale voluto da Renzi.
Tutto condonato, giura ora chi li conosce entrambi bene. Anzi è stato D’Alema a volere tanto il leader di Italia Viva quanto Fratoianni racconta Massimo Gramigni, il patron dell’Obihall e del Mandela Forum, amicissimo di entrambi e organizzatore dell’evento. Va detto che ancora non è una cosa ufficiale, ma è vero che le segreterie di Renzi e Fratoianni stanno provando a incastrare la loro presenza a Firenze per il 2 dicembre pomeriggio. E forse anche sera.
MASSIMO D'ALEMA IN CAMPIDOGLIO
Perché in questo gioco di coincidenze e amarcord ci sarà tempo pure per un ricordo toccante, per la politica fiorentina e non solo. Il 2 saranno anche 20 anni esatti dalla morte di Manuele “Meme” Auzzi, compianto segretario e allora potente capogruppo dei Ds in Consiglio comunale, legatissimo per ragioni diverse tanto a D’Alema quanto a Renzi.




