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PER ANNI GIUSEPPE DEL DEO È STATO LO SNODO CRUCIALE TRA APPARATI E POLITICA, TRA INTELLIGENCE E AFFARI - ERA LUI, IL VICE DIRETTORE DELL’AISI, CHE GESTIVA LE INTERCETTAZIONI PREVENTIVE PER LA SICUREZZA NAZIONALE (ANCHE IN ASSENZA DI REATI) - CARO ALLA SEGRETARIA-OMBRA DELLA PREMIER, PATRIZIA SCURTI, E AL DI LEI MARITO, AGENTE AISI DISTACCATO A FARE IL CAPOSCORTA DI GIORGIA, DEL DEO ERA UNO DEI POCHI A NON DOVER BUSSARE PER ENTRARE NELLE STANZE DI MELONI, QUANDO ARRIVAVA A PALAZZO CHIGI -  IL RAPPORTO SI ROMPE CON IL CASO DELLA PORSCHE “TRAFFICATA” NOTTETEMPO DELL’EX COMPAGNO ANDREA GIAMBRUNO E CON LA SCOPERTA CHE L’AISI INTERCETTAVA IL CAPOGABINETTO DEL GOVERNO, GAETANO CAPUTI – PER RIMOVUOVERE L'ORMAI INGOMBRANTE SPIONE, SI INVENTANO L’INEDITO DECRETO DI MANDARLO IN PENSIONE ANTICIPATA A 51 ANNI (CON 10MILA EURO AL MESE) E L’IMMEDIATO COLLOCAMENTO ALLA CERVED, LA SOCIETÀ DEL “MAGO DELLA FINANZA” ANDREA PIGNATARO CHE ERA FINITO SOTTO LA LENTE DELLA FINANZA E DI DEL DEO...

Articolo di Lirio Abbate per www.repubblica.it - ESTRATTO

GIUSEPPE DEL DEO

 

(….)

 

Dentro l’Aisi prima, al Dis poi, Giuseppe Del Deo non è stato solo un dirigente. È stato un terminale. Uno snodo in cui passavano informazioni, relazioni, interessi, anche economici. L’uomo che teneva insieme i pezzi. Lo ha fatto grazie a una rete solida. Anche politica.

 

(…….) Non stupisce che poco tempo fa fosse considerato da molti esponenti della politica il candidato naturale alla guida dell’Aisi. Un’ascesa lineare, costruita dentro e fuori l’apparato.

patrizia scurti e giorgia meloni al vinitaly foto lapresse

 

Poi qualcosa si rompe e accade la notte dell’auto di Andrea Giambruno quando due uomini armeggiano attorno alla Porsche del compagno della premier. Si qualificano come agenti dei servizi. Chi li manda e perché?

 

Da lì inizia una gestione opaca: versioni che cambiano, piste che si sovrappongono, una verità ufficiale che non regge fino in fondo. E soprattutto un sospetto mai dissipato: un depistaggio interno.

 

In quella gestione Del Deo c’è. Non marginalmente, è dentro il circuito decisionale: intercettazioni preventive, controllo del comparto economico-finanziario dell’Aisi, rapporti con i vertici della polizia.

andrea giambruno a bordo della sua porsche foto di gente

 

Un uomo che si muove d’intesa con chi indaga e con chi dovrebbe essere indagato. E quel metodo non si ferma lì. Nel 2023 i servizi intercettano il capo di gabinetto della premier, Gaetano Caputi. Più volte, nel pieno della gestione Del Deo. Un fatto che apre una frattura con Palazzo Chigi: significa che l’intelligence ascolta il cuore del governo.

 

Poi emergono i rapporti con la “Squadra Fiore”, che per i pm è un gruppo clandestino capace di violare banche dati, accumulare dossier, costruire materiale utile a ricattare o esercitare pressione.

giambruno meloni

 

Non una struttura ufficiale, ma un sistema parallelo che, secondo gli inquirenti, aveva contatti con apparati dell’intelligence proprio durante la gestione Del Deo.

 

Un ponte. Non dichiarato, ma reale. È una rete e quando questa diventa troppo visibile, la politica interviene. Così ha fatto Palazzo Chigi cambiando i vertici dell’intelligence, spostando uomini, allontanando Del Deo.

 

Un’uscita gestita, accompagnata con un prepensionamento a 51 anni creato su misura. Una soluzione rapida per chiudere una stagione. Con l’ex numero due dell’Aisi saltano altri equilibri, altri uomini, altri rapporti. E qualcuno parla di “bonifica”. Ma resta la domanda: chi controllava cosa?

 

gaetano caputi

Perché il caso Giambruno, le intercettazioni su Caputi, i rapporti con strutture parallele, gli appalti nella cybersicurezza non sono episodi isolati. Sono segmenti dello stesso sistema. Un sistema in cui apparati, politica e interessi privati si sono sovrapposti fino a confondersi.

 

Del Deo non era ai margini, ma al centro, e la sua caduta non è solo la fine di una carriera. È il segnale che quel sistema, a un certo punto, è diventato troppo rischioso anche per chi lo aveva tollerato. Non è una deviazione. È un metodo che per anni è rimasto in piedi.

GIUSEPPE DEL DEO

 

CHI È GIUSEPPE DEL DEO, L’UOMO DELL’INTELLIGENCE INDAGATO PER PECULATO

Articolo di Giuliano Foschini per www.repubblica.it - Estratti

 

(….)

Ufficiale dell’esercito, formazione classica, Del Deo entra nell’intelligence e ci resta per oltre trent’anni. (….) È all’interno dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna che consolida il suo profilo: analista, dirigente, fino ai vertici operativi.

 

Fabrizio Alfano (Portavoce di Palazzo Chigi) - Giorgia Meloni - Giuseppe Napoli (capo scorta e marito di Patrizia Scurti)

 

Ma soprattutto conoscitore dei segreti più delicati del Paese: il suo comparto, quello dell’analisi finanziaria, studia per anni – e dunque ne conosce tutti i dettagli – il mondo della finanza. Banche, grandi industrie, difesa: non c’è angolo che Del Deo non conosca.

 

Nel 2023 arriva la nomina a vicedirettore dell’Aisi. La sua sembra una carriera già scritta. Piaceva al centrosinistra, o almeno a pezzi. Piace al centrodestra, o almeno a pezzi. Di lui raccontano che fosse uno dei pochi a non dover bussare per entrare nelle stanze di Giorgia Meloni, quando arriva a Palazzo Chigi.

elisabetta belloni alfredo mantovano giorgia meloni lorenzo guerini copasir

 

Vicino a Guido Crosetto, la premier lo stima per i suoi anni di lavoro. Piace meno alla Lega e anche al sottosegretario Alfredo Mantovano, che mantiene una certa distanza. Fin quando scoppia il caso della macchina di Andrea Giambruno, allora compagno della premier, controllato chissà da chi e chissà perché proprio mentre era sotto casa della presidente del Consiglio.

 

È lì che cambia lo scenario. Ancora non è chiaro cosa è effettivamente successo. Ma da quel momento si rompe il rapporto di fiducia tra l’uomo dell’intelligence e Chigi. Del Deo lascia l’Aisi e viene chiamato al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, la struttura di coordinamento che tiene insieme le diverse anime dei servizi.

andrea pignataro

 

Sembra una promozione. Ma non lo è. È una maniera per allontanarlo dai luoghi che contano, dagli incarichi operativi. E così, nel giro di pochi mesi, nel 2025, Del Deo esce di scena. Pensionamento anticipato, poco più che cinquantenne: una decisione che sorprende dentro e fuori gli apparati.

 

Le motivazioni ufficiali restano sullo sfondo, come spesso accade in questo mondo. Ma è chiaro che non si tratta di un’uscita ordinaria, anche perché non sono ordinarie le cifre, molto elevate, del pensionamento.

la sede di cerved

 

(….) Del Deo non fatica, chiaramente, a trovare un nuovo lavoro. Va a lavorare per un uomo che conosce bene, e su cui inevitabilmente ha anche lavorato ai tempi del Dis, quando vigilava sull’economia italiana: Andrea Pignataro, l’uomo più ricco d’Italia, il matematico che fa soldi a valanga con la finanza senza però voler mai apparire.

 

È lui che lo vuole accanto a sé in Cerved (né Pignataro né Cerved sono coinvolti nell’inchiesta), società che valuta l’affidabilità delle imprese, tra credit scoring e informazioni commerciali......

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