netanyahu doha qatar trump

MA PERCHÉ TRUMP È DISPOSTO A SACRIFICARE LE ALLEANZE CON I PAESI ARABI PER VOTARSI ALLA CAUSA ISRAELIANA? TROPPI PUNTI NON TORNANO NELL’ATTENTATO DI DOHA: LA CASA BIANCA FA FILTRARE LA NOTIZIA DI UNA TELEFONATA DI FUOCO TRA “THE DONALD” E NETANYAHU IN CUI È STATA ESPRESSA “FRUSTRAZIONE PER L’ATTACCO CHE LO HA COLTO DI SORPRESA” - SECONDO IL “WALL STREET JOURNAL”, IL PRESIDENTE AMERICANO HA APPRESO DELL’ATTACCO DALL’ESERCITO STATUNITENSE E NON HA POTUTO FAR ALTRO CHE SPIFFERARE LA NOTIZIA ALL’EMIRO DEL QATAR, TAMIR AL-THANI - AL MOMENTO L’ATTACCO PARE SIA STATO UN FLOP, MA CON UN DOPPIO EFFETTO: SEPPELLIRE GLI ACCORDI ABRAMO E SPINGERE I PAESI DEL GOLFO TRA LE BRACCIA DI CINA E RUSSIA… - DAGOREPORT

WSJ, TRUMP HA AVUTO UNA TELEFONATA ACCESA CON NETANYAHU SU QATAR

 

donald trump benjamin netanyahu

(ANSA) - Donald Trump ha avuto una telefonata accesa con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, esprimendo profonda frustrazione per essere stato colto di sorpresa dall'attacco israeliano contro i dirigenti di Hamas in Qatar: lo scrive il Wall Street Journal citando alti funzionari dell'amministrazione statunitense.

 

Secondo il quotidiano, Trump ha detto a Netanyahu che la decisione di colpire i leader politici di Hamas a Doha, la capitale del Qatar, non è stata saggia.

 

ATTACCO ISRAELIANO A DOHA

Ed era arrabbiato per aver appreso dell'attacco in corso dall'esercito statunitense, anziché da Israele, e perchè era stato colpito il territorio di un altro alleato degli Stati Uniti che stava mediando i negoziati per porre fine alla guerra di Gaza.

 

Netanyahu ha risposto di avere una breve finestra temporale per lanciare gli attacchi e di aver colto l'occasione.

ATTACCO ISRAELIANO A DOHA

 

 

 

 

Una seconda telefonata è stata cordiale, hanno riferito le fonti, quando Trump ha chiesto a Netanyahu se l'attacco avesse avuto successo. Il premier israeliano ha risposto di non saperlo.

 

Un alto funzionario dell'amministrazione ha affermato che Trump, un convinto sostenitore di Israele, è sempre più frustrato da Netanyahu, che lo mette continuamente alle strette con mosse aggressive intraprese senza il contributo degli Stati Uniti, e che contrastano con gli obiettivi mediorientali dello stesso Trump.

DONALD TRUMP E BENJAMIN NETANYAHU ALLA CASA BIANCA

 

1 - DOHA: ARRESTATE NETANYAHU E INTANTO ISRAELE LANCIA UN NUOVO BLITZ IN YEMEN

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”

 

[…] dopo il dubbio successo dell'operazione "Summit of Fire" in Qatar per decapitare la leadership di Hamas a Doha, il premier israeliano posa la prima pietra di un nuovo lungomare a Bat Yam, la Donald Trump Promenade: non certo Miami, ma una modesta cittadina satellite a Sud di Tel Aviv, nota per la presenza di un'ampia comunità russofona.

 

[…] Mentre crescono le probabilità di un fallimento a Doha, preferisce invece commentare il nuovo attacco in Yemen: «Continueremo a colpire. Raggiungeremo chiunque ci attacchi».

donald trump e l'emiro sheikh tamim bin hamad al thani 5

 

È la dottrina di sicurezza di Israele, che prevede di «agire contro i nemici ovunque». E sempre più lontano. Dopo aver colpito il Qatar a 1800 chilometri da Gerusalemme, ieri lo Stato Maggiore ha diretto i suoi caccia in Yemen – a Sanaa e Al Jawf – a più di 2.350 chilometri dalla base. È stato il volo più lungo mai effettuato dall'inizio della guerra.

 

In mancanza di risultati da celebrare per l'impresa di Doha, il portavoce militare mette in luce quelli contro gli Houthi: «più di 30 munizioni contro 15 obiettivi» tra cui «campi militari in cui sono stati identificati agenti del regime terroristico» e il «quartier generale delle relazioni pubbliche militari» a cui l'esercitò attribuisce la responsabilità «della distribuzione e della diffusione di messaggi di propaganda sui media».

DONALD TRUMP CON MOHAMMED BIN SALMAN

 

Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree replica che il raid israeliano ha colpito solo siti civili, causando – secondo il ministero della Salute del gruppo – almeno 35 morti e oltre 130 feriti.

 

Solo in serata Netanyahu decide di commentare – e difendere – l'attacco compiuto a Doha. Lo fa paragonandolo alle operazioni statunitensi dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre, di cui oggi ricorre il ventiquattresimo anniversario: «Abbiamo fatto esattamente quello che ha fatto l'America quando ha inseguito i terroristi di al-Qaeda in Afghanistan uccidendo Osama bin Laden in Pakistan».

donald trump e benjamin netanyahu a washington

 

E poi lancia un nuovo avvertimento al Qatar e a tutti i Paesi «che offrono rifugio ai terroristi: o li espellete o li consegnate alla giustizia. Se non lo fate, lo faremo noi». Ma di annunci ufficiali sull'esito della missione, nemmeno l'eco.

 

donald trump MOHAMMED BIN SALMAN gianni infantino

Si moltiplicano, invece, le indiscrezioni che mettono sempre più in dubbio la riuscita dell'attacco […] «L'ottimismo sta svanendo». Il sito di notizie Ynet ha raccolto segni di «pessimismo riguardo alla letalità dell'attacco sulla maggior parte degli obiettivi, e forse su tutti» i massimi dirigenti del gruppo, dal leader di Hamas a Gaza, Khalil al-Hayya, a quello responsabile della Cisgiordania, Zaher Jabarin. Né Muhammad Darwish, il capo del Consiglio della Shura, né Khaled Mashal, il vertice di Hamas all'estero.

 

[…]. Altri media internazionali avanzano l'ipotesi che il Qatar fosse informato sul raid tanto che né le sirene d'allarme né la difesa aerea, di fabbricazione americana, si sono attivate.

 

JAVEHNTUS - MEME BY EMILIANO CARLI -

Dall'Iran arriva un'altra ricostruzione: all'ora della preghiera, la devota dirigenza si sarebbe spostata in un'altra ala della villa, lasciando i cellulari nella sala dei negoziati e depistando l'intelligence israeliana.

 

L'emiro e premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, si riserva «il diritto di vendicarsi», chiama a raccolta gli attori della regione in quello che definisce «un momento cruciale» e chiede, in un'intervista alla Cnn, che Netanyahu sia «consegnato alla giustizia» internazionale.

 

C'è anche un altro aspetto, nel giallo di Doha: il ruolo del Mossad. Mai nominato nelle dichiarazioni pubbliche o nei comunicati ufficiali, sembra impossibile credere alla sua totale estraneità all'operazione.

 

Una delle ipotesi degli analisti è che l'Istituto, grande sostenitore della cooperazione israeliana con il Qatar, si sia opposto all'attacco. Un'altra, che Gerusalemme non abbia voluto danneggiare lo status dell'organizzazione, collegandola pubblicamente a una missione così controversa.

putin trump netanyahu

 

[…]

2 - BIBI CREA UN NUOVO ORDINE REGIONALE MA SEPPELLISCE GLI ACCORDI DI ABRAMO

Estratto dell’articolo di Alessia Melcangi per “la Stampa”

 

Come in un risiko giocato da spregiudicati e spietati strateghi, un altro Paese della mappa mediorientale cade vittima della "missione punitrice" di Israele, segnando una nuova frontiera in ciò che questo Stato ritiene di poter fare senza temere ammonimenti o pericolose ritorsioni: parliamo del Qatar, uno dei principali Paesi del Golfo, stretto alleato degli Stati Uniti – il Qatar ospita la più grande base militare statunitense nella regione –, nonché mediatore di primo piano che, fin dall'inizio della guerra a Gaza, ha guidato i negoziati verso un accordo di cessate il fuoco e la liberazione dei prigionieri israeliani.

 

DONALD TRUMP CON AL THANI IN QATAR

La motivazione presentata dalla leadership israeliana è la necessità di colpire i vertici di Hamas presenti nella capitale del Qatar, Doha, impegnati a discutere la proposta di tregua presentata dagli Stati Uniti per mettere fine alla devastazione della Striscia di Gaza.

 

Lo stesso accordo che fino a poche ore prima il governo di Tel Aviv si era affrettato ad accettare e che Hamas aveva, quantomeno, deciso di considerare. Suona a dir poco bizzarro, dunque, non soltanto la tempistica degli eventi, ma il target stesso degli attacchi.

 

donald trump benjamin netanyahu foto lapresse2

Suona illogico se si sottovaluta un fattore decisivo, ossia che il governo di Israele persegue un solo obiettivo: far saltare qualsivoglia possibilità di fermare questa abominevole e catastrofica guerra, guidato dalla sola intenzione di concludere l'occupazione della Striscia, prendendone il prima possibile il totale possesso, indifferente al diritto internazionale e sicuro di godere di totale impunità.

 

Le iniziali reazioni, attonite, sono arrivate dal primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani che, non astenendosi da parole dure, ha condannato l'attacco di Doha definendolo «terrorismo di stato». Gli Emirati – fino ad ora normalmente silenti quando c'è da puntare il dito contro Israele – e l'Arabia Saudita non tardano a esprimere la loro solidarietà […]

 

attacco israeliano a doha 1

Muhammad bin Zayed e Muhammad bin Salman prendono appunti: eliminare momentaneamente la possibilità di rispolverare gli Accordi di Abramo e, soprattutto, immaginare la partecipazione di Riad al consesso voluto da Trump nel 2020, indipendentemente da qualsiasi progresso verso la creazione di uno stato palestinese, è ora inevitabile.

 

È, infatti, improbabile che qualsivoglia sforzo in tal senso, alla luce dell'attacco di Doha e dell'intenzione di Israele di annettere gran parte della Cisgiordania, dia i suoi frutti nel prossimo futuro, condizioni che precludono già adesso l'idea di un'integrazione regionale.

 

benjamin netanyahu donald trump

Anche l'alleanza di ferro con gli Stati Uniti potrebbe scricchiolare, mentre a tinte fosche emerge il dubbio di un possibile coinvolgimento degli Stati Uniti che avrebbero dato il via libera all'attacco, ipotesi fino a ora smentita dall'establishment della Casa Bianca.

 

Le monarchie del Golfo iniziano a comprendere bene che per questo presidente americano volubile e capriccioso non contano poi così tanto gli affari miliardari stipulati in occasione sua recente visita nel Golfo e che non è più pronto a farsi garante della sicurezza dei Paesi della regione: tutti sono sacrificabili sull'altare dell'alleanza tra Trump e il governo dell'ultradestra di Tel Aviv.

MOHAMMED BIN ZAYED VLADIMIR PUTIN

 

L'attacco israeliano evidenzia esattamente questo, ossia quanto l'impegno del tycoon nei confronti della sicurezza dei suoi alleati arabi sia diseguale davanti alla prioritaria difesa di Israele. L'effetto è già sul tavolo: i Paesi del Golfo potrebbero trovare una scusa in più per stringersi maggiormente a partner alternativi e poco rassicuranti, la Cina e la Russia.

 

video su gaza strip in trip creato con ai - netanyahu e trump

Tanto più che anche l'Europa, così legata al Golfo da interessi economici ed energetici, appare sempre esitante a condannare la protervia di Israele. Ma se poco chiare rimangono ancora le conseguenze possibili di questo attacco, molto evidente risulta, invece, la strategia di Israele: nessuno può fermare la macchina da guerra attrezzata per conquistare ciò che resta della Striscia e a breve della Cisgiordania. Non vi è alcun accordo di tregua che regga.

 

La caccia ad Hamas è quasi diventata lo specchietto per le allodole finalizzata a realizzare un altro obiettivo, ossia imporre un nuovo ordine regionale, un nuovo risiko dove tutti i Paesi diventano pedine che girano attorno alle strategie di un unico centro, Israele. […]

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