pete hegseth donald trump

PETE STOP? – DONALD TRUMP È PRONTO A FARE UN RIMPASTO DELLA SUA AMMINISTRAZIONE, E IL SEGRETARIO DELLA DIFESA, PETE HEGSETH, È IL CAPRONE ESPIATORIO PERFETTO - PER PREVENIRE GLI EFFETTI DELLE INCHIESTE CHE IL CONGRESSO A GUIDA DEMOCRATICA POTREBBE SCAGLIARGLI ADDOSSO, TRUMP STA PENSANDO DI FARE PIAZZA PULITA DEI COLLABORATORI PIÙ INDIGESTI – IL PRIMO INDIZIATO COME CAPRONE ESPIATORIO È PROPRIO HEGSETH, INDICATO COME RESPONSABILE DEL FALLIMENTO DELLA GUERRA IN IRAN MA IL TYCOON SMENTISCE: “HEGSETH È FANTASTICO”

donald trump con pete hegseth

USA: TRUMP ESCLUDE CAMBI A VERTICI AMMINISTRAZIONE, 'HEGSETH E' FANTASTICO'

(Adnkronos) - Donald Trump non ha in programma cambi ai vertici della sua amministrazione dopo le sconfitte repubblicane alle elezioni di midterm. Lo ha dichiarato al Wall Street Journal, confermando il sostegno al segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha guidato lo sforzo bellico contro l'Iran. "Penso che sia fantastico, davvero", ha affermato il presidente.

 

SARÀ BATTAGLIA AL CONGRESSO TRUMP SI BLINDA CON IL RIMPASTO E IL PIÙ A RISCHIO È HEGSETH

Estratto dell’articolo di Maurizio Molinari per “La Stampa”

 

pete hegseth donald trump 2

Il presidente Donald Trump prepara il rimpasto dell'amministrazione entro fine anno per prevenire la raffica di inchieste dei democratici al Congresso contro di lui e i suoi più stretti collaboratori […].

 

In gioco non c'è soltanto il controllo della Camera, ma la possibilità di condizionare gli ultimi due anni del secondo mandato di Trump e di preparare il terreno alla corsa per la Casa Bianca del 2028, quando Trump non potrà ricandidarsi. I democratici guidati da Hakeem Jeffries, che aspira a diventare il nuovo Speaker della Camera, e Jamie Raskin, il deputato del Maryland possibile neopresidente della commissione Giustizia, preparano una vasta agenda di inchieste contro Trump, la sua famiglia e i suoi ministri.

 

jeffrey epstein donald trump

I bersagli sono tre: i soldi, lo scandalo Epstein e la guerra all'Iran. Sul fronte del denaro i democratici guardano alle società di criptovalute e a "1789 Capital", il fondo di Donald Trump Jr, per verificare se le aziende legate ai figli abbiano ottenuto contratti o politiche favorevoli.

 

Nel mirino ci sono anche l'accordo con il fisco che protegge Trump da futuri controlli, il Boeing di super lusso ricevuto dall'Emiro del Qatar come nuovo "Air Force One" e gli affari del genero Jared Kushner con gli sceicchi del Golfo. Poi c'è il caso Epstein […].

 

pete hegseth donald trump john ratcliffe

Il terzo tema è la guerra all'Iran, con il capo del Pentagono Pete Hegseth come primo obiettivo: i democratici vogliono ricostruire costi, tempi e catena delle decisioni del conflitto. Seguono l'immigrazione e il dossier sugli abusi attribuiti agli agenti dell'Ice, con tre obiettivi: il vicecapo di gabinetto Stephen Miller, l'ex ministra Kristi Noem e il suo braccio destro Corey Lewandowski.  E la Sanità di Robert F. Kennedy Jr per la guerra senza tregua ai vaccini.

 

NATALIE HARP - STEPHEN MILLER

[…]  Lo strumento chiave è il "subpoena": le commissioni possono obbligare testimoni a deporre sotto giuramento e a consegnare documenti, e chi si rifiuta rischia un voto per oltraggio al Congresso. […] 

 

[…]  Davanti a questo scenario, conseguenza diretta del controllo democratico della Camera dei Rappresentanti atteso dalle urne, Trump prepara le contromosse. Quelle più immediate, sul fronte legale, sono affidate al consigliere giuridico Will Scharf, a Miller e al direttore del Bilancio, Russell Vought, su immigrazione, spese e dazi.

 

E includono la possibilità di estendere la tutela del privilegio esecutivo alle comunicazioni con consiglieri privati, una scelta destinata ad aprire un lungo contenzioso davanti ai tribunali federali. Ma poi c'è la politica, ovvero l'opzione-rimpasto per anticipare le inchieste dei democratici e liberarsi in fretta dei ministri più vulnerabili, scomodi, difficili da difendere.

natalie harp susie wiles

 

A cominciare da Hegseth, per scaricare soprattutto su di lui la responsabilità dell'alto costo economico della guerra all'Iran, Blanche e Lutnick per difendersi dalle accuse su Epstein, e Kennedy Jr per il licenziamento dei 17 membri del comitato consultivo sui vaccini del Centro per il controllo delle malattie (Cdc).

 

Ma non è tutto, perché anche il posto della fedelissima Susie Wiles, capo di gabinetto, è considerato vulnerabile: in corsa per sostituirla ci sono il vice Stephen Miller e i lealisti Bill Pulte e Lee Zeldin. Ogni nuovo ministro dovrà però ottenere la conferma del Senato, passaggio che può trasformarsi in un'ulteriore occasione di scontro. Insomma, anche se la portavoce Danielle Alvarez parla di «squadra Trump molto unita», la Casa Bianca lavora a pieno regime al rimpasto per sostituire i ministri più esposti e prepararsi ad affrontare in trincea due anni di duelli roventi con il nuovo Congresso di Washington.

pete hegseth donald trump pam bondi foto lapresse Susie Wiles Donald Trumppete hegseth donald trump pam bondi kash patel foto lapresse

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)