giorgia meloni marina pier silvio berlusconi antonio tajani

PIER SILVIO BERLUSCONI MARCIA SU ROMA! – IL FIGLIO DEL CAV. STA RISTRUTTURANDO UN UFFICIO NEL PALAZZO MEDIASET DI LARGO DEL NAZARENO, NELLA CAPITALE (DI FRONTE ALLA SEDE DEL PD): DA LÌ “ANNUSERÀ L’ARIA PER COMPRENDERE GLI INGRANAGGI DELLA POLITICA” – LA SUGGESTIONE DELLA DISCESA IN CAMPO STUZZICA “PIER DUDI”, MA LA SORELLA MARINA È CONTRARIA: VUOLE RESTARE FUORI E GUIDARE FORZA ITALIA “DALL’ESTERNO”. E INFATTI STA PRESSANDO TAJANI, SENTE DI CONTINUO LETIZIA MORATTI, GIORGIO MULÈ E ROBERO OCCHIUTO, IN GRANDE ASCESA NEL PARTITO E PRONTO A LANCIARE LA SUA CORRENTE IL 17 DICEMBRE A PALAZZO GRAZIOLI – L’INCAZZATURA PER LA LEGGE ELETTORALE (IL NOME BERLUSCONI DEVE RESTARE SUL SIMBOLO) E I SONDAGGI COMISSIONATI: IL NOME BERLUSCONI VALE IL 5-7% IN PIÙ. L’EVENTUALE DISCESA IN CAMPO DI PIER SILVIO FAREBBE GUADAGNARE A FORZA ITALIA UN…

Estratto dell'articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

Il palazzo è sempre lo stesso. In Largo del Nazareno […], su un lato, il Pd ha la sua sede nazionale. Dall'altra parte della piazzetta si trova invece Palazzo del Bufalo. Ai numeri civici 8 e 3, adiacenti, c'è l'ingresso che porta alle stanze dei dirigenti Mediaset, attraversato da Gianni Letta e due giorni a settimana da Fedele Confalonieri, gli uomini delegati alle relazioni di alto livello, politiche e aziendali, di Silvio Berlusconi.

 

È da un po'che si parla, tra i portieri e i vicini, dei lavori di ristrutturazione di un ufficio che sarà a disposizione di Pier Silvio, il secondogenito del fondatore di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio, scomparso nel giugno 2023.

 

IL SALTELLO DI ANTONIO TAJANI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

[…] Dentro Forza Italia si parla da tempo della voglia di Pier Silvio di scendere a Roma, frequentarla di più, «per annusare l'aria» – dicono interpretandone le suggestioni – «per comprendere maggiormente gli ingranaggi della politica».

 

La tentazione resta quella […]: rimettere il piede sulle orme paterne, ricomporre un sogno, ridare slancio a un progetto liberale che si ritiene incompiuto, accucciato in un angolo della sovraesposizione della destra più populista e debilitato da una crescita anemica del Paese.

 

Roma è una città senza prìncipi, di tutti e di nessuno, aliena alle logiche aziendali e milanesi dei Berlusconi. Attrae e respinge. Anche per Marina è così: la secondogenita, presidente di Fininvest e del Gruppo Mondadori, ripete che «più di un giorno» non riesce a stare nella Capitale.

 

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

Ma con Roma bisogna fare i conti. Quando Pier Silvio si deciderà – se si deciderà – e aprirà le porte del suo ufficio, si troverà a circa trecento metri da Palazzo Chigi e Montecitorio. L'idea della politica lo stuzzica, ma non al punto da fargli digerire tutti i dubbi, i suoi e quelli più decisi della sorella.

 

Marina teorizza un altro modo di agire, restando fuori, controllando, guidando dall'esterno, e lo mette in pratica: mai come in quest'ultimo mese è stata attiva, partecipe, ha fatto sentire il peso della sua presenza ad Antonio Tajani, ministro degli Esteri, vicepresidente del Consiglio e segretario di un partito che resta di matrice padronale.

occhiuto tajani

 

Marina sente, ascolta, si confronta con esponenti azzurri che con Tajani sono in rotta o lo sono stati. Parla spesso e volentieri con Letizia Moratti e più volte, quando ha avuto bisogno di contatti a Roma, ha chiesto a Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, ex uomo azienda, già direttore di Studio Aperto e di Panorama.

 

Marina ha invitato Tajani a casa sua a Milano, lunedì scorso, solo dopo aver incontrato, su propria iniziativa, i due vicesegretari di FI, il presidente del Piemonte Alberto Cirio e poi Roberto Occhiuto, governatore dalla Calabria rieletto a ottobre, profilo sempre più autonomo e in crescita, dirigente su cui scommettono i Berlusconi, anima di una corrente che testerà la propria forza con un convegno a Roma il 17 dicembre, a Palazzo Grazioli, la dimora che fu di Silvio e che oggi ospita la stampa estera.

 

marina berlusconi letizia moratti foto lapresse

A Tajani […] va la gratitudine per aver tenuto in vita Forza Italia […]. Ora però, all'approssimarsi dell'ultimo anno di legislatura, va promossa una nuova fase. In ballo ci sono le liste e i Berlusconi non hanno intenzione di lasciarle solo al gruppo dirigente del vicepremier.

 

Inoltre, considerano il referendum sulla giustizia una sfida importante per rivitalizzare FI, da combattere in prima linea e in nome del padre. Marina e Pier Silvio condividono l'idea di svecchiare il partito, soffrono alcune figure che circondano Tajani e che a loro avviso sanno troppo di circolo romano, chiedono che FI abbia «più personalità» e che sia «meno schiacciata» su Meloni.

 

ROBERTO OCCHIUTO

[…] Marina ha premesso a Tajani che il nome Berlusconi deve restare sul simbolo, grande e ben visibile. Un partito postumo, eternamente personale. Da fonti aziendali risulta che a primavera sia stato commissionato un sondaggio: il nome Berlusconi varebbe il 5-7% in più.

 

Senza ancora mai essere davvero coinvolto, un'ipotesi di discesa in campo di Pier Silvio farebbe guadagnare a FI, sulla carta, percentuali più alte dell'attuale 8-9%, su un bacino potenziale calcolato al 20%.

 

danilo pellegrino

Sono cifre che, però, non si sono mai misurate sul corpo a corpo della politica. Marina resta convinta che si possa portare avanti il brand senza impegno diretto. Pier Silvio invece studia il passato per attualizzarlo: Letta è sempre presente, sempre pronto a dare consigli, a tessere tele, come Confalonieri, che continua a scendere a Roma dal martedì al giovedì. Ma nell'ottica di un cambio generazionale, […] avanzano per quegli stessi ruoli i nomi dei cda di famiglia, da Danilo Pellegrino, ad Fininvest, a Gina Nieri, consigliera strategica.

 

Non suona esagerato sostenere che, a ogni singola mossa dei Berlusconi, i sismografi della coalizione di centrodestra registrano una certa agitazione dalle parti di Meloni e di Matteo Salvini. Lo scontro con FdI e Lega sugli extraprofitti bancari da impiegare in manovra di bilancio è stato solo un antipasto.

 

E Tajani ha accelerato sulla strategia di contenimento interno: sta coinvolgendo maggiormente gli uomini di Occhiuto, come Francesco Cannizzaro, ha in mente un ruolo più in vista per Mulè, e si vedrà con Moratti. Intanto oggi ha riunito 1400 esponenti di Forza Italia a Carate Brianza. Per parlare di futuro si riparte dalla discoteca Polaris Studio.

giorgio mule'LA PARTITA DEL CUORE NEL CENTRODESTRA - MEME BY SARX88 pier silvio marina berlusconiBARBARA PIER SILVIO MARINA BERLUSCONI - MARTA FASCINA AL FUNERALE DI SILVIO BERLUSCONI gina nierigina nieri con l''ex marito paolo del debbioocchiuto tajaniANTONIO TAJANI ROBERTO OCCHIUTO roberto occhiuto matilde siracusanoMARINA PIER SILVIO E PAOLO BERLUSCONI

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…