PIETRINO GRASSO È INCAZZATO CON I SUOI PER LE CAZZATE DEL SALVAROMA – IN SENATO IN ARRIVO LA GRANDE PURGA? TRABALLA LA POLTRONA DI BARBIE SERAFIN?

DAGOREPORT
Pietrino Grasso è incazzato. La reprimenda di Bella Napoli, dopo la figuraccia del decreto salvaRoma, l'ha presa come un'offesa personale. Minaccia fuoco e fiamme, annuncia nuovi regolamenti per il trattamento dei decreti legge e minaccia di bloccare in prima persona i provvedimenti che verranno stravolti a suon di emendamenti dall'aula di Palazzo Madama.

In questo clima tutt'altro che natalizio è cominciata in anticipo la notte (di Capodanno) dei lunghi coltelli. Pietrino se la sarebbe presa con i suoi uffici per non aver vigilato. E qualcuno, a bocce ferme, farà sicuramente le spese. Nel mirino del presidente del Senato, si mormora nelle stanze ovattate di Palazzo Madama, sarebbe entrata la segretaria generale del Senato, Elisabetta Serafin.

Un nome che sicuramente non dice niente se non ai papaveri della burocrazia statale, ma certamente più conosciuta come Barbie. Con la bambola della Mattel ha infatti parecchio in comune: l'eterno sorriso stampato sul viso, la bionda capigliatura e l'età. Barbie è "nata" il 9 marzo del 1959, quella del Senato qualche mese prima, il 13giugno 1958. E non è finita in tema di somiglianze.

Nella collezione della famosa bambola c'è anche un Barbie Chanel, che indossa abiti disegnati dalla grande stilista francese. Proprio come la nostra Elisabetta che, come si legge in un articolo del Secolo XIX all'indomani della sua nomina è "sempre interamente vestita di Chanel, accessori compresi".

Alla sostituzione dovrebbero essere favorevoli i piddini che tre anni fa si opposero alla sua promozione perché la giudicavano troppo vicina alla leghista Rosi Mauro e allora presidente Riportino Schifani (tutte cose tra l'altro vere). In più adesso c'è Matteuccio da Firenze che vigila sulla varie posizioni di prestigio.

Quindi con la cura Renzi è più che probabile che largo del Nazareno reclami un suo uomo (o donna) di stretta osservanza su quella poltrona. Adesso semmai il problema non sarà tanto politico, visto che al via libera del Pp si aggiungerà quello dei grillini, del Sel e mezza Forza Italia, ma trovare una collocazione adeguata alla Barbie di corso Rinascimento.

Impossibile un possibile trasloco alla Corte dei Conti, dove proprio in questi giorni è stato già fatto il pieno con cinque nuovi arrivi, si potrebbe ipotizzare un posto al Consiglio di Stato come avvenuto col suo predecessore, Tonino Malaschini, balzato agli onori delle cronache certament non per una carriera incolore ma per la sua pensione da 519mila euro l'anno.

Accetterà Barbie che adesso col suo incarico al Senato sfiora anche lei come Malaschini mezzo milione di euro l'anno di stipendio? Pensione o stipendio non fa comunque differenza, sono sempre gli italiani a pagarli

 

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