POMPE ROVENTI! – IL MINI SCONTO SULLE ACCISE (5 CENTESIMI PER LA BENZINA E 10 CENTESIMI PER IL GASOLIO) SARÀ PROROGATO FINO A FINE GIUGNO. MELONI TIRA DRITTO SUL PALLIATIVO PER IL CARO CARBURANTI, NONOSTANTE SIA STATA UNA MISURA BOCCIATA DALLA COMMISSIONE EUROPEA – A PALAZZO CHIGI CONSIDERANO TROPPO IMPOPOLARE L’AUMENTO DELLA BENZINA ALL’INIZIO DELL’ESTATE CON GLI ITALIANI CHE PROGRAMMANO LE VACANZE (ALMENO CHI PUÒ PERMETTERSELE) – SALVINI RIAPRE LO SCONTRO CON FORZA ITALIA SULLE BANCHE: VUOLE PASSARE AL BANCOMAT PER UN “PRELIEVO ELETTORALE” AGLI SPORTELLI DEGLI ISTITUTI DI CREDITO PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, UNICREDIT E INTESA SANPAOLO, PER FINANZIARE IL SUO PIANO CASA…
Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”
antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse
Il mini sconto sulle accise ci sarà. Il governo Meloni tira dritto sul palliativo alla pompa di benzina. A Palazzo Chigi considerano troppo impopolare l’aumento della benzina all’inizio dell’estate con gli italiani, almeno chi può, che programma le vacanze. E pazienza se il taglio è minimo. «Il governo sta valutando di prolungare fino a fine giugno i provvedimenti adottati.
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Anche se da Bruxelles hanno manifestato la netta contrarietà nei confronti di misure tampone come la riduzione temporanea delle accise. Il surplus di risorse – 6,8 miliardi di euro per il 2026 – è stato pensato per una risposta strutturale alla questione energetica. E smetterla con interventi brevi. Un appello che viene ignorato dal governo.
BENZINA E CARO CARBURANTI - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
Di taglio in taglio Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, è tornato sulla maggiore flessibilità prevista dall’Europa. Uscendo dal coro di entusiasmo propagandistico, lo ha definito solo «un passo in avanti». Ma ha aggiunto: «Aspettiamo di leggere come si possono spendere questi soldi nostri. Dobbiamo ricordare che sono soldi nostri, e che tipo di paletti ci sono».
Insomma, nessun apprezzamento speciale nei confronti della Commissione. Anzi, la volontà di tenere alto il livello di scontro con Ursula von der Leyen: «Ha detto che la guerra in Iran ci costa 500 milioni al giorno. Una situazione grave, però loro dicono non abbastanza grave da fare interventi straordinari». In questo clima non resta che il «pannicello caldo» (copyright del leader della Cgil, Maurizio Landini) del mini taglio al prezzo del carburante.
antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse
Sulle accise il ragionamento dell’esecutivo è che, per questi interventi, vengono usate risorse proprie e non provenienti dalla flessibilità ottenuta dall’Ue. I conti esatti possono essere fatti solo in queste ore, quando sarà fissato il dato certo sull’extragettito legato all’Iva sui carburanti.
Una condizione che garantisce l’intervento attraverso un decreto ministeriale, emanato dal Mef di Giancarlo Giorgetti, senza dover passare per forza per un Consiglio dei ministri. In termini concreti nessuno ha mai immaginato uno sconto superiore agli attuali 5 centesimi per la benzina e 10 centesimi per il gasolio.
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Sullo sfondo resta la questione del voucher per i più poveri. Il ministero dell’Economia ha smentito che l’opzione sia mai stata considerata. Versione diversa circola in altri dicasteri e nella maggioranza: l’ipotesi rappresenta un modo diverso per affrontare la crisi.
La norma era stata introdotta nella primissima bozza del primo decreto Carburanti. Il leader della Lega, Matteo Salvini, l’aveva fatta togliere. Ancora oggi i leghisti non vogliono sentir parlare di questa possibilità. Il calcolo è politico: si teme che tra i beneficiari ci possano essere anche cittadini stranieri. Meglio, dunque, l’intervento a pioggia, seppure con una gittata temporale limitata e con un’incidenza bassa come quello della riduzione delle accise.
Salvini Intanto Salvini vuole passare al bancomat per un “prelievo elettorale” agli sportelli degli istituti di credito più importanti del paese, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Un’idea, quella del contributo speciale bancario, che di tanto in tanto viene riproposta dal leader della Lega. Già nell’ultima manovra, aveva creato tensioni con Forza Italia.
matteo salvini antonio tajani - foto lapresse
Il partito di Tajani è contrario a misure straordinarie verso qualsiasi azienda, indipendentemente dal settore. Ma la sensibilità è maggiore di fronte al comparto bancario, molto caro alla famiglia Berlusconi. Salvini è, quindi, consapevole di aprire un fronte. E lo ha fatto senza tentennamenti, anche perché ha necessità di riprendersi la scena politica, stretto tra la mediaticità di Roberto Vannacci e gli affanni del governo a fornire risposte sul caro-carburanti: «Andate a vedere la trimestrale di Unicredit e Intesa Sanpaolo.
Chiuderanno quest’anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese con venti miliardi di utile», ha detto il vicepremier leghista. A suo giudizio il contributo deve aiutare «la crescita economica del paese».
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
L’idea di Salvini è quello di finanziare il Piano casa con le risorse delle banche. Il progetto è una scatola vuota. In vista del voto del 2027 serve mettere soldi nel motore. Da qui la sfida agli alleati: «Il governo e la Lega su questo saranno intransigenti. Non ci può essere un gigante che guadagna con le spalle coperte». [...]
