LA PORTAEREI AMERICANA LINCOLN NAVIGA IN UN MARE DI GUAI - A BORDO DELLA NAVE, CHE OSPITA 5 MILA PERSONE ED È IMPEGNATA NELLA GUERRA IN IRAN, C'E' CARENZA DI CIBO E ACQUA. L'IGIENE È SCARSA ED È IMPOSSIBILE FARE IL BUCATO - L'EQUIPAGGIO SAREBBE A UN PASSO DALL'AMMUTINAMENTO (LA PROPAGANDA IRANIANA ESAGERA E SOSTIENE CHE A BORDO SIANO MORTE 7 PERSONE PER LE PROTESTE) - I FAMILIARI DI ALCUNI MILITARI RIVELANO: "ALCUNI MARINAI HANNO TENTATO DI LANCIARSI FUORIBORDO MA SONO STATI BLOCCATI ALL’ULTIMO DAI COMMILITONI" - I PROBLEMI A BORDO DELLA USS FORD, ALTRA PORTAEREI DOVE DIVAMPO' UN INCENDIO NEL REPARTO LAVANDERIA...
Estratto dell'articolo di Guido De Franceschi per www.corriere.it
Una durata del servizio troppo prolungata (e senza prospettive certe sulla data del ritorno a casa). Rarissime soste in porto. Troppe settimane di fila in assetto da combattimento.
Carenza di cibo fresco e di acqua. Problemi di igiene. Impossibilità di fare il bucato con regolarità. Difficoltà di comunicazione con le famiglie. In conseguenza di tutto questo, l’equipaggio della portaerei Abraham Lincoln della Marina degli Stati Uniti, composto da circa 5.000 persone, starebbe manifestando un forte disagio.
L’agenzia di stampa iraniana Wana, citando una non meglio precisata «fonte militare ben informata», sostiene che sulla nave si sarebbero addirittura scatenati dei disordini che avrebbero provocato sette morti e numerosi feriti. [...]
I familiari di alcuni militari hanno rivelato che i loro congiunti li hanno informati del fatto che di recente ci sono stati casi in cui dei marinai imbarcati sulla nave hanno cercato di lanciarsi fuoribordo e sono stati bloccati all’ultimo dai commilitoni. E che gli atti di autolesionismo non sono rari.
La Uss Lincoln è salpata dal «suo» porto di San Diego il 21 novembre del 2025 e, dopo essersi diretta nel Pacifico, è stata schierata al largo delle coste dell’Iran dove è arrivata a fine gennaio. In tutto questo periodo di servizio, insolitamente lungo, ha fatto solo due brevi soste in porto — a Guam in dicembre e poi in Oman il mese scorso — ma anche in quelle occasioni solo a una parte dell’equipaggio è stato consentito di scendere a terra. [...]
Giovedì scorso circa duecento familiari dei marinai, preoccupati dalle notizie che arrivano loro dalla nave, hanno ottenuto un incontro a San Diego con Hung Cao, che è, pro tempore, il segretario alla Marina degli Stati Uniti, e poi, lo stesso giorno, una videocall a cui hanno partecipato i viceammiragli Douglas Verissimo e Joseph Cahill.
Gli ufficiali hanno assicurato che gli uomini e le donne dell’equipaggio della nave possono contare su personale specializzato che si occupa della loro salute mentale, oltre che su medici e cappellani militari. E avrebbero detto che la Marina sta preparando un’altra portaerei, la Theodore Roosevelt, affinché sostituisca la Lincoln (ma senza fornire tempistiche precise, per ragioni di sicurezza).
Molti problemi avevano afflitto qualche mese fa anche un’altra portaerei, la Gerald Ford, che, partita il 24 giugno 2025 dalla Virginia, era stata spedita nel Mediterraneo, per poi partecipare al largo del Venezuela alle operazioni di cattura dell’allora presidente Nicolás Maduro ed essere infine schierata in Medio Oriente prima di rientrare finalmente negli Stati Uniti lo scorso 16 maggio dopo 326 giorni ininterrotti in servizio: un record dai tempi della Guerra in Vietnam, quando la Uss Midway, nel 1973, rimase in servizio per 332 giorni consecutivi.
Nel febbraio scorso, sulla sua rotta verso il Medio Oriente, la Uss Ford dovette fare dietrofront e fermarsi per un pit-stop a Creta, dopo che un incendio, che si era sviluppato nel reparto lavanderia, aveva lasciato 600 membri dell’equipaggio senza un posto in cui dormire e si erano verificati reiterati intasamenti negli scarichi dei bagni, con conseguenze facilmente immaginabili nel microcosmo di un natante su cui convivono circa 4.500 persone.





