zelensky macron putin

LA PACE È ANCORA LONTANA – IL PORTAVOCE DEL CREMLINO, DMITRY PESKOV, ANNUNCIA CHE NEI PIANI DI PUTIN NON CI SONO TREGUE, NÉ A NATALE NÉ A CAPODANNO: “L’ARGOMENTO NON È ALL’ORDINE DEL GIORNO” – MOSCA HA ANCHE DICHIARATO UFFICIALMENTE CHE I SISTEMI DI DIFESA AMERICANI, “PATRIOT” DIVENTERANNO “INCONDIZIONATAMENTE OBIETTIVI LEGITTIMI”, QUALORA VENISSERO FORNITI A KIEV – MACRON, INVESTITO DA BIDEN COME INTERLOCUTORE PRINCIPE, DOPO L'USCITA DI SCENA DI DRAGHI, RACIMOLA UN MILIARDO DI AIUTI PER ZELENSKY…

dmitry peskov

1. MOSCA, NESSUNA TREGUA IN UCRAINA A NATALE O CAPODANNO

(ANSA) - Nessuna tregua di Natale o Capodanno in Ucraina è prevista nell'agenda della Russia: lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta la Tass. "No, nessuna proposta è stata ricevuta da nessuno e tale argomento non è all'ordine del giorno", ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a una domanda su una possibile tregua per Natale o Capodanno nella guerra in Ucraina. Lo riporta l'agenzia Interfax.

 

sistema anti missile patriot

2. MOSCA, SISTEMI DIFESA PATRIOT USA OBIETTIVI LEGITTIMI

(ANSA) - I sistemi di difesa aerea statunitensi Patriot diventeranno incondizionatamente obiettivi legittimi, se verranno forniti a Kiev: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta la Tass. Peskov si è detto d'accordo con l'opinione espressa dal numero due del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, secondo il quale i sistemi Patriot diventerebbero obiettivi legittimi delle forze russe nel caso in cui gli Usa dovessero fornirli alle forze armate ucraine.

 

VOLODYMYR ZELENSKY 2

"Assolutamente", ha risposto il portavoce di Putin quando gli è stato chiesto se fosse d'accordo con quanto dichiarato da Medvedev sull'argomento. "Non vorrei ancora commentare, perché questi sono ancora resoconti dei media", ha poi risposto a chi gli chiedeva un commento sulle indiscrezioni dei media americani relative alla possibilità che Washington invii i Patriot all'Ucraina.

 

3. DA PARIGI UN MILIARDO DI AIUTI A KIEV GLI USA PRONTI A FORNIRE MISSILI PATRIOT

Danilo Ceccarelli per “La Stampa”

 

guerra russia - ucraina by altan

Solamente per i bisogni energetici dell'Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky chiedeva 800 milioni di euro. «Faremo tutto il possibile per far fronte al blackout e al terrore energetico», diceva il presidente ucraino aprendo in collegamento la conferenza internazionale di Parigi.

 

Alla fine, l'ammontare totale degli aiuti per Kiev ha superato il miliardo, anche se della somma complessiva la parte prevista per il settore energetico ha raggiunto i 415 milioni, mentre resta da decidere la destinazione degli altri 493.

 

Ma la promessa di Emmanuel Macron è stata chiara: adesso la priorità consiste nell'aiutare gli ucraini a «superare l'inverno» mentre la Russia «vigliaccamente» cerca di «far cadere nell'oscurità e nel freddo» la popolazione.

 

guerra in ucraina

Per questo, dopo gli incontri di Lugano, Berlino e Varsavia, l'inquilino dell'Eliseo ha fatto appello all'intera comunità internazionale: 70 delegazioni di Paesi e organizzazioni internazionali (nonostante la scarsa presenza di capi di Stato e di governo) hanno risposto presente ritrovandosi a Parigi.

 

Il presidente francese si posiziona così al centro del dossier, con il benestare di Kiev: la Francia e Macron «hanno preso la leadership sui punti di preparazione della pace», ha riconosciuto il premier ucraino Denis Shmygal.

 

PUTIN ZELENSKY

Per l'Italia era presente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato un aiuto iniziale da 10 milioni, prima di ricordare l'impegno di Roma nei confronti di Kiev: «Abbiamo inviato decine e decine di tonnellate di materiale elettrico, di trasformatori, di commutatori, per permettere all'Ucraina di avere una rete elettrica funzionante durante l'inverno e anche per favorire il riscaldamento della popolazione civile».

 

putin e macron 1

Ma su una via d'uscita dalla crisi, il titolare della Farnesina è stato chiaro: la pace «purtroppo non è vicinissima» e l'importante è «lavorare e fare tutto affinché la Russia comprenda che non può continuare una guerra folle». In quest' ottica, la Cina svolge un ruolo da "protagonista", secondo il ministro, che spera nell'intervento di Xi per convincere Putin.

 

I due leader dovrebbero avere un colloquio in videoconferenza entro la fine dell'anno, secondo quanto riportato da quotidiano russo Vedomosti. Ma i nervi del capo del Cremlino difficilmente si distenderanno se gli Stati Uniti invieranno a Kiev i missili per la difesa aerea Patriot, come riportato dalla Cnn. L'annuncio ufficiale è previsto questa settimana.

 

volodymyr zelensky antony blinken

Intanto, sebbene la risoluzione del conflitto appaia lontana, già si pensa alla ricostruzione. Almeno a Parigi, dove nel pomeriggio, dopo la conferenza multilaterale, al ministero dell'Economia è andato in scena un incontro bilaterale franco-ucraino, che ha riunito circa 700 aziende d'Oltralpe. Secondo Macron, «sono le imprese che metteranno in atto le loro soluzioni per aiutare il risanamento» del Paese. Risultato: accordi nei settori agricolo e delle infrastrutture per 100 milioni di euro. Un pragmatismo, quello del presidente francese, orientato sul lungo periodo.

Emmanuel Macron con Zelenskyl ucraina al buio foto satellitare 24 novembre 2022 guerra in ucrainaguerra in ucraina l ucraina al buio foto satellitare 24 novembre 2022guerra in ucraina 2ATTACCO A KURSK

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…