E ORA CHI PORTIAMO IN PARLAMENTO? I GRILLINI IN CERCA DI 100 CANDIDATI DA ELEGGERE ALLA CAMERA E AL SENATO - ALTISSIMO IL RISCHIO DI “INFILTRAZIONI”: OVUNQUE SI SENTONO TROMBATI ECCELLENTI DIRE “MI BUTTO CON GRILLO!” - IDEE VARIE E AVARIATE: PRIMARIE ON LINE, RECLUTAMENTI PORTA A PORTA - COME EVITARE LE MELE MARCE? L’IDEA E’ LASCIARE I CURRICULUM SUL WEB PER RACCOGLIERE SEGNALAZIONI & DELAZIONI….

Ferruccio Sansa per il "Fatto quotidiano"

Siamo un treno lanciato a velocità supersonica... verso l'ignoto. L'unica cosa certa è che ormai non possiamo più fermarci". Entusiasmo e panico. Ecco l'aria che si respira nel movimento Cinque Stelle, mentre si leggono i sondaggi: ormai si naviga verso il 20%, il Pdl è quasi superato, il Pd sembra a tiro. Percentuali da fare impallidire il Psi di craxiana memoria e An dei tempi d'oro. Per non dire della Lega.

Ecco allora comparire parole che una volta erano tabù: premier, candidati in Parlamento. Sono passati i tempi in cui Beppe Grillo tagliava corto: "Governare? No, noi dobbiamo restare al 5-10 per cento, essere uno stimolo, una coscienza critica". Passato. Remoto. "La politica è come una gara, non scendi in campo per fare atto di presenza. E noi ormai siamo in ballo", sussurra una delle figure più in vista del movimento che vuole restare anonimo.

E mostra due conti: "Potremmo portare in Parlamento cento persone. Bello, bellissimo, però ho paura. Mancano pochi mesi all'inizio della campagna elettorale, noi dobbiamo scegliere un migliaio di candidati... per non dire del candidato premier. Non possiamo fallire, sono in gioco gli ideali in cui crediamo . Ma dobbiamo ancora capire come faremo a sceglierli. Chi deve sceglierli". Già, il nodo della democrazia interna. Su cui ieri ha puntato ancora il dito Valentino Tavolazzi, espulso dal Movimento. Sul sito del Fatto quotidiano in poche ore undicimila persone hanno espresso la loro opinione: il 55% non è d'accordo con lui. Ma il 45% condivide le critiche.

Ai piani alti del Movimento si mostrano tranquilli. Gian Roberto Casaleggio preferisce un diplomatico "no comment". Ma i bene informati assicurano che la selezione si farà su internet. Presto potrebbe arrivare una piattaforma digitale sul sito www.beppegrillo.it , simile a quella oggi utilizzata per proposte e programmi. Davide Bono, consigliere regionale Cinque Stelle in Piemonte, ipotizza: "Gli aspiranti candidati potrebbero inviare curriculum e programmi, magari un video, che sarebbe votato online". Per esprimere la propria preferenza via internet si dovrebbero magari fornire le generalità insieme con una fotocopia dei documenti di identità, per evitare voti plurimi e fasulli.

Non basta: "L'onestà, la coerenza, la trasparenza non si possono valutare via internet. Serve altro, anche i Pirati tedeschi non si affidano solo a internet. Siamo forti, troveremo i modi, ma sarà una bella fatica", sostiene Giovanni Favia, consigliere regionale Cinque Stelle in Emilia Romagna. Questioni tecniche che diventano politiche.

"Il guaio - racconta dietro le quinte un altro volto noto del movimento - è che dobbiamo selezionare un migliaio di candidati. Ma la nostra gente, e di questo siamo fieri, spesso non ha ambizioni di gloria e poltrone. Il rischio è che i candidati forti prendano migliaia di voti, gli altri invece se la giochino su una manciata di preferenze. Insomma, che per entrare in Parlamento bastino dieci, venti voti online. Un po' di amici e parenti".

Max Bugani, consigliere comunale a Bologna, è entusiasta ma sente il tempo che manca: "Bisogna partire al più presto. In tanti si stanno avvicinando al Movimento. Gente che fiuta odore di vittoria. La selezione deve essere accurata". Lo stesso Bono non si nasconde il problema: "Ci troveremo anche noi delle mele marce. Ma riusciremo a ridurre i rischi, perché la rete conosce tutti". Già, la rete: "Potremmo lasciare le candidature e i curricula esposti online un mese prima del voto, per dare tempo ai cittadini di valutare e sollevare obiezioni", propone Mattia Calise, consigliere comunale a Milano. Altri sono meno fiduciosi: "Se usiamo soltanto internet, rischiamo che a vincere siano persone che hanno grande notorietà online, tipo blogger eccetera. Ma non c'è soltanto la rete".

Problemi tecnici che si intrecciano a questioni di fondo. Per esempio tracciando l'identikit dei candidati. Del "front runner", come dice qualcuno per evitare una parola che sa di politica: "il candidato premier". Sui requisiti preliminari tutti d'accordo: "Fedina penale pulita e competenze", chiede Bono. Poi nessuna tessera di partito. Incompatibilità? "Niente giornalisti e magistrati che devono essere utili nella loro professione", chiedono altri.

Oppure: "Quelli di noi che hanno già cariche pubbliche non potranno correre", è convinto Bugani. Bono aggiunge: "Meglio non scegliere persone note, nemmeno per il candidato premier". Non si rischia di escludere anche chi è noto per i propri meriti? "Valuteremo caso per caso".

Nomi? Qualcuno butta lì David Borrelli (consigliere comunale a Treviso) e Roberto Fico (candidato sindaco a Napoli), personaggi amati dal popolo del Movimento. Svegli, trenta-quarantenni. Ma se vinceste? Se si trovassero di fronte Angela Merkel e dovessero parlare di spread o della crisi siriana? "Vincere mi sembra impossibile", rispondono in molti. Forse nel trionfo del Cinque Stelle finora credono più gli avversari che i ragazzi del Movimento.

 

BEPPE GRILLO SUL PALCO beppe grillo incazzoso GRILLO vittoria PRIMO PIANO DI BEPPE GRILLO Valentino Tavolazzi GIANROBERTO CASALEGGIO BEPPE GRILLO E PIZZAROTTI PIZZAROTTI IN COLLEGAMENTO CON MATRIX DI ALESSIO VINCI

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