LO STRETTO NECESSARIO! “POSSIAMO TRASFORMARE HORMUZ IN UN POZZO PETROLIFERO PER IL MONDO” – L’ENNESIMO DELIRIO DI TRUMP ORMAI IMPANTANATOSI IN IRAN: “CON UN PO' PIÙ DI TEMPO, POSSIAMO FACILMENTE APRIRE LO STRETTO DI HORMUZ, PRENDERE IL PETROLIO E FARE UNA FORTUNA” – LA ROTTA ALTERNATIVA DELL’OMAN PER ATTRAVERSARE LO STRETTO. MA NELL’ATTESA, L’UNICA VIA “APERTA” PER ENTRARE O USCIRE DAL GOLFO PERSICO RESTA QUELLA CONTROLLATA DA TEHERAN. UNA ROTTA RISERVATA AI SOLI PAESI AMICI, INDIA, CINA, GRECIA, PAKISTAN. E IL PEDAGGIO (LA CIFRA È VAGA, SI È PARLATO DI 2 MILIONI PER NAVE, O DI UN DOLLARO PER OGNI BARILE DI PETROLIO) È IN CRYPTO PER EVITARE…
Estratti da corriere.it
«Con un po' più di tempo, possiamo facilmente aprire lo Stretto di Hormuz, prendere il petrolio e fare una fortuna. Potrebbe essere un pozzo
petrolifero per il mondo???». Lo scrive Donald Trump su Truth.
LA ROTTA ALTERNATIVA DELL’OMAN
Filippo Santelli per repubblica.it - Estratti
Mentre si litiga e si combatte per chi lo controllerà alla fine della guerra, una svolta nello Stretto di Hormuz potrebbe già verificarsi nelle prossime ore. Secondo i sistemi di tracciamento marittimi infatti tre imbarcazioni omaniti, due petroliere e una nave gassiera, lo stanno attraversando per uscire dal Golfo Persico.
La novità è nella rotta che stanno seguendo: non è quella classica di prima del conflitto, al centro dello Stretto, né quella radente alla costa dell’Iran che nelle ultime settimane i pasdaran hanno imposto con la minaccia, bensì una terza rotta vicina alle coste dell’Oman. Mentre scriviamo non si conosce ancora l’esito, ma nel caso l’attraversamento fosse completato sarebbe il primo che non passa dal cosiddetto “casello iraniano”, oltre che il primo di una nave gassiera (sebbene, pare, scarica).
donald trump - stretto doi hormuz
Questa novità potrebbe essere il frutto dei colloqui in corso sul futuro di Hormuz tra Iran e Oman, i Paesi che ne controllano le due sponde. Ma è ancora presto per capire se diventerà un’alternativa stabile in grado di far ripartire parte dei flussi di idrocarburi. Nell’attesa, l’unica via “aperta” per entrare o uscire dal Golfo Persico resta quella controllata da Teheran. Una rotta riservata ai soli Paesi amici, India, Cina, Grecia, Pakistan.
Che richiede un’autorizzazione e la scorta delle Guardie della rivoluzione. E almeno in qualche caso ha richiesto anche il pagamento del famoso pedaggio che ora Teheran vuole istituzionalizzare. Non stupisce quindi che finora l’abbiano percorsa pochissime navi, a parte quelle iraniane.
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nave cargo - stretto di hormuz
A questo si aggiunge il famoso pedaggio, che l’Iran rivendica come suo diritto in barba alla libertà di navigazione. La cifra è vaga, si è parlato di 2 milioni per nave, o di un dollaro per ogni barile di petrolio. Non sembra venga chiesto a tutti, è possibile che diverse imbarcazioni abbiano ottenuto il “passi” per via diplomatica, ma alcune hanno pagato di certo. Il versamento sarebbe avvenuto in alcuni casi in yuan, la valuta cinese, e in altri in stablecoin, criptomonete dal valore stabile.
Meglio evitare i dollari, anche considerato che le Guardie delle Rivoluzione sono classificate sia dagli Stati Uniti che dall’Europa come organizzazione terroristica. Chi versasse loro dei soldi sarebbe passibile di sanzioni o perfino condanne.
LA GEOGRAFIA DELL IRAN E LO STRETTO DI HORMUZ
stretto di hormuz
STRETTO DI HORMUZ - PETROLIERE
stretto di hormuz - vignetta di altan
EXPORT DI GREGGIO IRANIANO
