ANCHE IL PREMIO NOBEL PAUL KRUGMAN INDOSSA L’ELMETTO E APPOGGIA IL RIFORNIMENTO DI ARMI ALL'UCRAINA: “NOI, CON L'AIUTO DEI NOSTRI ALLEATI, FUNGIAMO DA "ARSENALE DELLA DEMOCRAZIA" E OFFRIAMO A CHI DIFENDE LA LIBERTÀ QUELLO CHE OCCORRE PER CONTINUARE A COMBATTERE. SE L'UCRAINA VINCERÀ SUL SERIO, SARÀ UN TRIONFO PER LE FORZE DELLA LIBERTÀ OVUNQUE. GLI ASPIRANTI AGGRESSORI E I CRIMINALI DI GUERRA SI TROVERANNO OBBLIGATI A PRENDERSI UNA PAUSA. I NEMICI OCCIDENTALI DELLA DEMOCRAZIA, MOLTI DEI QUALI FINO ALL'ALTRO IERI ERANO FANBOY DI PUTIN, RICEVERANNO UNA LEZIONE PRATICA SULLA DIFFERENZA TRA GLI ATTEGGIAMENTI DA MACHO E LA VERA FORZA. JOE BIDEN HA FATTO UN LAVORO STRAORDINARIO”

Articolo di Paul Krugman per The New York Times pubblicato da “la Stampa”

 

paul krugman 4

Quando la Russia ha invaso l'Ucraina, l'idea che potesse essere sconfitta sembrava a dir poco forzata. Vladimir Putin pareva avere un esercito potente e moderno, sostenuto da un budget per la difesa di una decina di volte superiore a quello ucraino. Per aspettarsi una rapida vittoria sul campo dei russi non c'era nemmeno bisogno di abboccare alle fantasie in stile Ted Cruz sul valore di un esercito né "woke" né "effeminato".

 

Perfino dopo la miracolosa sconfitta dell'iniziale aggressione russa da parte dell'Ucraina, c'era da porsi varie domande sulle prospettive a più lungo termine. Prima della guerra, l'economia russa era superiore di circa otto volte rispetto a quella ucraina; malgrado l'impatto che stanno avendo le sanzioni sulla produzione russa, la devastazione provocata in Ucraina dall'invasione quasi certamente implica che il divario tra le due oggi è ancora maggiore.

PUTIN BIDEN

 

Insomma, ci si sarebbe potuti aspettare che, con il solo peso delle sue risorse, la Russia alla fine avrebbe vinto una guerra di logoramento. Invece, non sembra proprio che stia accadendo una cosa del genere. Nessuno può affermare con sicurezza di sapere in che misura lo stesso Putin si renda conto di come sta andando la guerra; i suoi ufficiali intimoriti sono disposti a dirgli la verità?

 

Da come la Russia si sta sfogando a parole - con tremende quanto vaghe minacce contro l'Occidente e con attacchi d'ira autodistruttiva, come la decisione di mercoledì di interrompere i flussi di rifornimento di gas naturale in direzione della Polonia e della Bulgaria - sembra proprio che almeno qualcuno a Mosca si stia preoccupando di una cosa: il tempo non è dalla parte della Russia, tanto che i funzionari degli Stati Uniti iniziano a parlare con ottimismo di un'Ucraina che non soltanto riesce a tenere a bada la Russia, ma riesce addirittura a vincere. Come è possibile?

VLADIMIR PUTIN JOE BIDEN - ILLUSTRAZIONE TPI

 

La risposta è che l'America, seppure non direttamente impegnata in combattimento, sta facendo di nuovo ciò che fece l'anno prima di Pearl Harbor: noi, con l'aiuto dei nostri alleati, fungiamo da "arsenale della democrazia" e offriamo a chi difende la libertà quello che occorre per continuare a combattere. Per quanti non sono a conoscenza di ciò, è bene ricordare che nel 1940 la Gran Bretagna, come l'Ucraina nel 2022, ebbe un successo inatteso contro un nemico apparentemente inarrestabile quando la Royal Air Force sventò il tentativo della Luftwaffe di conquistare la superiorità aerea, un prerequisito fondamentale in vista di un'invasione.

putin zelensky biden

 

Eppure, alla fine del 1940, i britannici erano in gravi difficoltà: il loro sforzo bellico richiedeva considerevoli importazioni, tra cui sia gli armamenti militari sia cose indispensabili come il cibo e la benzina. Ed erano rimasti quasi a corto di soldi. Franklin Delano Roosevelt rispose con il Lend-Lease Act, la "legge degli affitti e dei prestiti" che rese possibile trasferire ingenti quantità di armi e di alimenti ai britannici messi alle strette. Quell'aiuto non fu sufficiente a capovolgere la situazione, ma dette a Winston Churchill le risorse di cui aveva bisogno per resistere, e ciò alla fine servì a creare le condizioni per la vittoria degli Alleati.

 

paul krugman 3

Oggi la legge Lend-Lease è stata ripresentata e gli aiuti militari su vasta scala stanno affluendo in Ucraina, in provenienza non soltanto dagli Stati Uniti, ma anche da molti nostri alleati. Grazie a questo aiuto, i calcoli della guerra d'attrito di fatto stanno funzionando decisamente a discapito di Putin. L'economia russa sarà anche molto più grande di quella ucraina, ma è piccola rispetto a quella americana, per non parlare delle economie combinate degli alleati occidentali. Oltretutto, con la sua base economica limitata, la Russia non sembra proprio avere la capacità di sostituire le sue perdite sul campo di battaglia.

 

Gli esperti occidentali, per esempio, credono che i combattimenti in Ucraina finora siano costati alla Russia l'equivalente di due anni di produzione di carri armati. L'esercito ucraino, al contrario, è equipaggiato meglio di giorno in giorno e dispone di un numero sempre maggiore di armi pesanti. Presumendo che il Congresso accolga e approvi la richiesta del presidente Biden di aiuti per ulteriori 33 miliardi di dollari - somma che possiamo permetterci benissimo -, il sostegno occidentale all'Ucraina nel complesso si avvicinerà alla spesa militare russa annua.

vladimir putin joe biden ginevra

 

In altri termini, come ho detto, sembra che il tempo giochi a favore dell'Ucraina. A meno che i russi non riescano a ottenere quel tipo di plateale successo sul campo di battaglia che finora non hanno avuto - per esempio un assalto in stile blitzkrieg che accerchi un'ampia parte delle forze armate ucraine - e ci riescano molto presto, il rapporto di forza pare pendere a favore dell'Ucraina.

 

Cerchiamo di essere chiari su due punti. Primo: se l'Ucraina vincerà sul serio, sarà un trionfo per le forze della libertà ovunque. Gli aspiranti aggressori e i criminali di guerra si troveranno obbligati a prendersi una pausa. I nemici occidentali della democrazia, molti dei quali fino all'altro ieri erano fanboy di Putin, riceveranno una lezione pratica sulla differenza tra gli atteggiamenti da macho e la vera forza. Secondo: mentre il credito di tale vittoria, se si materializzerà, andrà ovviamente e perlopiù agli stessi ucraini, niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza la leadership coraggiosa ed efficace di alcune nazioni occidentali (ahimè, non tutte).

 

putin biden

A prescindere da quello che si può dire di Boris Johnson, la Gran Bretagna si è comportata come una roccia in questa crisi. La Polonia e altre nazioni dell'Europa orientale si sono dimostrate all'altezza della situazione, sfidando le minacce russe. Quanto a Joe Biden, ha fatto un lavoro straordinario, tenendo unita l'alleanza occidentale e al contempo rifornendo l'Ucraina delle armi di cui ha bisogno. I precedenti presidenti degli Stati Uniti in passato hanno fatto discorsi entusiasmanti sulla libertà, come quando esclamarono: "Butta giù questo muro" o "Ich bin ein Berliner". È un bene che l'abbiano fatto. Tuttavia, è innegabile che Biden ha fatto molto di più per difendere la libertà, in modi concreti che vanno ben oltre le semplici parole di qualsiasi altro presidente dai tempi di Harry Truman. Mi chiedo se e quando gli si riconoscerà il merito che gli spetta di diritto.

paul krugman 2

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI...

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…