UNA SECESSIONE CACIO E PEPE - IL PRESIDENTE MELONIANO DELLA REGIONE LAZIO, FRANCESCO ROCCA, RILANCIA L'IDEA DI STACCARE OSTIA DAL COMUNE DI ROMA: "VALE ANCORA LA PENA DIRE SIAMO DI ROMA?" - ROBERTO GUALTIERI BOCCIA L'IDEA - DOPO I REFERENDUM FALLITI NEL 1989 E NEL 1999, AZIONE HA PRESENTATO UNA PROPOSTA DI LEGGE PER LA "SECESSIONE" - ROCCA, CHE VUOLE ESSERE RIELETTO, E' CRESCIUTO A OSTIA, DOVE FREQUENTAVA LA SEZIONE LOCALE DEL FRONTE DELLA GIOVENTU' E POI SI È TRASFERITO A ROMA NORD, DOVE HA CONTINUATO A BAZZICARE I CAMERATI DI COLLE OPPIO...
Estratto dell'articolo di Marina de Ghantuz Cubbe e Clemente Pistilli per "la Repubblica - Edizione Roma"
Via da Roma. La strada migliore per Ostia è quella della secessione. Come ha già fatto Fiumicino 34 anni fa. Ne è convinto il governatore Francesco Rocca che, mentre annuncia la sua volontà di candidarsi per un secondo mandato alla guida del Lazio, lancia la “lidexit” e riaccende un dibattito che negli ultimi 40 anni non si è mai realmente spento. Un’ipotesi subito respinta dal Campidoglio.
L’occasione è stata l’inaugurazione della casa della comunità di Casal Bernocchi. Parlando di sanità, il presidente della Regione ha detto: «Il Grassi è un ospedale a metà e per tante cose oltre 200mila persone devono andare, come diciamo noi a Ostia, a Roma».
Da lì la proposta: «Fate una riflessione se vale ancora la pena dire sono di Roma e poi pagare questo prezzo». Il governatore, che ha anche la delega alla sanità, sa bene che non è possibile ottenere tutte le prestazioni direttamente nell’ospedale locale. Rocca però è cresciuto a Ostia e la “lidexit” è un tema da lui particolarmente sentito.
Viveva nella zona di piazza Bettica, a Ostia Levante, e proprio partendo da litorale il presidente si è avvicinato alla politica. Prima di trasferirsi e mettere radici a Roma Nord, quando era ancora al lido ha iniziato a militare nella locale sezione del Fronte della gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano, per poi iniziare a frequentare anche la storica sezione di Colle Oppio, in centro.
Diventato prima numero uno della Croce Rossa e poi della Regione Lazio, il governatore non ha così resistito all’idea di riaprire il dibattito sulla secessione. «So che non tutti i partiti sono d’accordo, ma io dico la mia», ha aggiunto, mentre alla proposta annuiva il presidente del Municipio X, il dem Mario Falconi. «Siamo gli unici che sono completamente fuori dal Raccordo anulare», ha subito detto il minisindaco a Rocca, che intanto aspira al bis [...]
arianna meloni francesco rocca MARIA GRAZIA Cacciamani
Una presa di posizione che non è sfuggita ai consiglieri municipali. «A me che Rocca dica che Ostia dovrebbe essere un Comune autonomo fa soltanto piacere. Il problema è che dovrebbe convincere tutti i partiti che non hanno minimamente sostenuto la nostra proposta di legge», afferma Andrea Bozzi, capogruppo di Azione al Municipio X.
«Per troppo tempo Roma si è dimenticata Ostia — commenta l’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi — Questo ha prodotto scelte sbagliate per Ostia ma anche un enorme spreco di opportunità per la Capitale. Per questo, a partire dal sindaco Gualtieri, abbiamo scelto di moltiplicare impegni e investimenti su questa parte di Roma, per tenere insieme legalità e sviluppo. Ai cittadini di Ostia dico che è un’illusione pensare che la soluzione ai tanti problemi sia fare tutto da soli».
Dopo i referendum falliti nel 1989 e nel 1999 per staccare Ostia da Roma, la proposta di legge di iniziativa popolare depositata alla Pisana nel 2019, la proposta di legge presentata l’anno scorso da Azione e le iniziative dei Comitati, non resta che attendere per vedere se Rocca avrà più fortuna.
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