SIAMO PRONTI A DIFENDERCI DA PUTIN? – DOPO LE MINACCE ESPLICITE DI “MAD VLAD” ALLA GRAN BRETAGNA, È SCATTATA UNA NUOVA ALLERTA ANCHE A ROMA. L’ITALIA È UNO DEI BERSAGLI EUROPEI DEL CREMLINO SUL FRONTE DELLE OFFENSIVE IBRIDE, ANCHE PERCHÉ È COINVOLTA NELLE OPERAZIONI DELLA NATO PER LA DIFESA DEL CONFINE ORIENTALE – L’INTELLIGENCE HA DATO UN’INDICAZIONE CHIARA A PALAZZO CHIGI: ATTENZIONE NON SOLO ALLE INFRASTRUTTURE FISICHE E TECNOLOGICHE, MA SOPRATTUTTO ALLE STRUTTURE LEGATE A BRAND “SENSIBILI” COME LEONARDO E FINCANTIERI. C’È IL RISCHIO DI SPIONAGGIO INDUSTRIALE, FURTO DI DATI MILITARI SENSIBILI, SABOTAGGI – IL CASO DELL’ESPLOSIONE DELLA FABBRICA DI MUNIZIONI DI COLLEFERRO
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco e Giuliano Foschini per “la Repubblica”
guido crosetto e giorgia meloni alla camera foto lapresse
Le brutte notizie e gli scenari più inquietanti rimbalzano in fretta fino a Palazzo Chigi. E tengono in allerta il governo e le agenzie di sicurezza. È vero, la minaccia militare russa si concentra sul fianco Est, parte da Kaliningrad e allarga la sua ombra sui Paesi baltici. Ma Roma è comunque coinvolta.
Intanto perché la protezione delle capitali del Nord che confinano con Russia e Bielorussia mobilita direttamente la Nato. E poi perché anche l’Italia potrebbe ancora di più trasformarsi in uno dei bersagli europei del Cremlino sul fronte delle offensive ibride.
VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA
[...] L’intelligence italiana, d’altra parte, ha alzato da tempo il livello di guardia. Con un’indicazione chiara, giunta ai massimi livelli dell’esecutivo: non vanno sottovalutati gli obiettivi “dimostrativi”. Non solo le infrastrutture fisiche e tecnologiche, ma soprattutto le strutture legate a brand “sensibili” come Leonardo e Fincantieri. Spionaggio industriale, furto di dati militari sensibili, sabotaggi.
Le indiscrezioni sulla missione del capo della Cia a Mosca plasma inevitabilmente le sensibilità della premier e dei suoi ministri. Gli ultimi report dei servizi continentali fanno il resto. Secondo fonti di governo, del quadro geopolitico e dei risvolti sulla sicurezza hanno ragionato l’altro ieri Giorgia Meloni e Guido Crosetto, poco prima del consiglio dei ministri. A dimostrazione che il dossier non può che mobilitare Palazzo Chigi.
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I piani sono due, entrambi sotto stretto monitoraggio. Il primo riguarda le potenziali operazioni dell’Alleanza atlantica lungo il confine orientale dell’Europa. In quell’area, Roma è pienamente ingaggiata: caccia italiani sono posizionati in Lituania e partecipano ai pattugliamenti dei cieli sopra i baltici e sul Mar Nero, soldati sono schierati in Bulgaria, Ungheria e Lettonia.
[...] In particolare, l’attenzione è rivolta a possibili atti di sabotaggio interni. Alcuni casi sospetti, d’altra parte, hanno di recente richiamato l’attenzione del governo, dei servizi e della magistratura. Non è ad esempio chiara la matrice dell’esplosione della fabbrica di munizioni di Colleferro, ma il sospetto di un’azione che porta a Mosca è diventato un’ipotesi investigativa.
Non si tratta di elevare l’allerta, già critica da mesi. Semmai, di migliorare la resilienza per contrastare questi fenomeni. L’Agenzia nazionale per la cybersicurezza ha una squadra a cui è stato dato un solo compito: monitorare e fronteggiare eventuali atti ostili provenienti da Mosca e dagli altri Paesi che supportano Putin. In particolare, hackeraggi e furti di dati contro la pubblica amministrazione.
Man mano che si va a fondo, si svelano possibili connessioni tra soggetti diversi. Ad esempio, da tempo in Europa si ragiona se dietro ad alcune operazioni riconducibili alla galassia antagonista ci siano, a loro insaputa, i russi: è uno schema sotto osservazione anche per l’Italia.
VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA
E ancora, gli analisti e operativi insistono sul rischio di attacchi dimostrativi contro Fincantieri e Leonardo. Alcune avvisaglie si sono già avute: incendi di auto e azione simboliche contro i colossi dell’industria militare. Ma non basta. Target potenziale è pure il settore della componentistica delle armi, soprattutto quelle ad alto tasso di tecnologia.
Il cuore della tensione è e resta lungo il confine Est. I frutti avvelenati del conflitto, questa almeno la sensazione che si registra anche tra gli altri partner, potrebbero moltiplicarsi anche nel resto del continente
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