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PUTIN NON VUOLE LA PACE: SOLO TRUMP E WITKOFF CREDONO IL CONTRARIO – IL PRESIDENTE RUSSO RIBADISCE IL SUO OBIETTIVO: “O L’UCRAINA SI RITIRA O LA RUSSIA LIBERERÀ IL DONBASS E GLI ALTRI TERRITORI CON LA FORZA” - I NEGOZIATI TRA USA E RUSSIA A MOSCA SI SONO CONCLUSI IN UN NULLA DI FATTO: WITKOFF ANCORA UNA VOLTA HA OBBEDITO A PUTIN E NON SI È NEMMENO DEGNATO DI FARE SCALO IN EUROPA, DOVE AVREBBE DOVUTO INCONTRARE ZELENSKY. E INFATTI “MAD VLAD” DEFINISCE L’INCONTRO CON L’IMMOBILIARISTA E KUSHNER “MOLTO UTILE”. MOSCA PRENDE TEMPO PER CONQUISTARE ALTRO TERRENO SUL CAMPO DI BATTAGLIA...

PUTIN, 'KIEV SI RITIRI O LIBEREREMO DONBASS CON LA FORZA

vladimir putin - yuri ushakov - steve witkoff

(ANSA) - La Russia libererà il Donbass e la 'Nuova Russia' (i territori ucraini annessi unilateralmente, ndr) Novorossiya con mezzi militari o con altri mezzi: lo ha detto il presidente Vladimir Putin in un'intervista al canale televisivo India Today, citata dalla Tass.

 

"Tutto si riduce a questo: o libereremo questi territori con la forza, oppure le truppe ucraine lasceranno questi territori e smetteranno di combattervi", ha sottolineato.

 

PUTIN, MOLTO UTILE INCONTRO CON WITKOFF E KUSHNER

yuri ushakov jared kushner kirill dmitriev steve witkoff

(ANSA) -  L'incontro con Steve Witkoff e Jared Kushner "è stato molto utile" lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una intervista a India Today alla vigilia di una missione nel Paese asiatico, scrive la Tass.

 

Putin ha aggiunto che "Washington ha proposto di suddividere il piano in 28 punti in quattro pacchetti separati. Hanno proposto di discuterne con noi", ha detto spiegando che si tratta comunque degli stessi temi discussi con Donald Trump in Alaska.

 

PUTIN RIMANDA GLI AMERICANI A CASA SENZA COMPROMESSI. I PROSSIMI TAVOLI NEGOZIALI

VOLODYMYR ZELENSKY INCONTRA DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA - 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

Si potrebbero cancellare le ultime due settimane di negoziati, si potrebbe fare finta che tutti e cinque i piani sul tavolo siano soltanto pagine bianche, si potrebbe supporre che non ci siano mai state spole di funzionari ucraini e americani fra Ginevra e Miami, che una passeggiata di due americani accompagnati da un funzionario russo per le strade di Mosca non sia mai avvenuta.

 

La pace in Ucraina non è arrivata e l’incontro al Cremlino fra Vladimir Putin e gli emissari di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, nonostante sia durato cinque ore, non ha generato nessun compromesso.

 

VOLODYMYR ZELENSKY E VLADIMIR PUTIN COME PUGILI SUL RING - FOTO CREATA CON GROK

È uscito poco dalla riunione fra Putin e gli americani, ma un dettaglio, che deve essere confermato, racconta che ancora una volta Witkoff (in compagnia di Kushner) ha obbedito ai russi e, anziché fare scalo in Europa, dove avrebbe dovuto incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha tirato dritto fino a Washington.

 

Gli ucraini sono stati ancora una volta invitati a raggiungere gli americani negli Stati Uniti per avere informazioni sulla trattativa che li riguarda. I russi vogliono tenere i tavoli separati, stanno costruendo un loro rapporto con l’Amministrazione Trump, negoziano il futuro della guerra trasformandola in un grande affare per Mosca e per Washington.

steve witkoff e jared kushner incontrano putin a mosca

 

L’altro tavolo invece è per gli ucraini e gli americani. I due tavoli non si parlano perché il Cremlino ci tiene a tenerli divisi, non comunicanti.

 

Se gli ucraini hanno più volte detto  di essere disposti a negoziare con Mosca, per i russi un colloquio sulla pace con gli emissari di Kyiv non è  fattibile.

 

Sanno che ogni volta che gli americani parlano con loro, gli ucraini trattengono il fiato e con loro gli europei, costretti a guardare.

 

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - CASA BIANCA, 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE

Gabrielius Landsbergis, ex ministro degli Esteri della Lituania e voce tonante dell’atlantismo – oltre a essere discendente di una famiglia che ha la lotta contro Mosca scritta nel Dna – ha trascorso gli ultimi giorni negli Stati Uniti [...]. Landsbergis a quei proclami non ci ha mai creduto [...]. Ora siamo al punto di partenza e gli europei sono sempre un passo indietro: bendati di fronte alle trattative, esclusi dal tavolo.

 

“Il punto non è sedersi al tavolo delle trattative, ma costruire il proprio tavolo. E’ un tentativo che gli europei non hanno mai fatto”, Landsbergis critica lo smarrimento dell’Ue: “Tutto parte dall’avere una strategia. Ma gli europei ancora non ce l’hanno”, dice al Foglio l’ex ministro.

 

Gabrielius Landsbergis

“Ancora”, dopo quasi quattro anni di guerra,  è un macigno, l’ex ministro sa che l’Ue ha avuto il tempo per adattarsi, per svegliarsi, per rispondere, ma non ha reagito alle sfide più urgenti.

 

[...] Gli europei hanno scelto una strada con Trump: lusingarlo, inondarlo di regali, parole e poi navigare a vista. Non è bastato, noi europei  abbiamo infranto quella che secondo Landsbergis è la prima regola per riuscire nella diplomazia trumpiana: il successo.

 

“Sembriamo deboli ai suoi occhi, il presidente americano vuole stare dalla parte di chi vince. Se vede che l’Europa non ha una strategia, non la sostiene, non la prende sul serio”.

 

steve witkoff e jared kushner incontrano putin a mosca

I russi a ogni incontro con gli americani insistono su un punto: Mosca sta vincendo e se non ottiene con i negoziati quello che vuole (tutto il Donbas, esercito ucraino ridotto fino a scomparire,  capitolazione di Zelensky) allora prenderà tutto con la forza.

 

Gli ucraini, quando incontrano gli americani, portano le mappe che dimostrano quanto sia lenta l’avanzata russa. Tutti sanno che devono apparire vincenti agli occhi di Trump. Tutti, tranne gli europei.

 

[...] Gli europei devono uscire dalla logica del mendicante per aiutare l’Ue stessa e l’Ucraina: “Siamo vulnerabili, ma non senza opzioni. Questa guerra può definire una nuova Unione europea. E’ un momento fondativo”.

 

UCRAINA, LA MISSIONE DI WITKOFF È FALLITA. E ADESSO I NEGOZIATI RIPARTONO DA ZERO

Estratto dell’articolo di Davide Maria De Luca per “Domani”

 

VERTICE ALLA CASA BIANCA CON DONALD TRUMP VOLODYMYR ZELENSKY E I VOLENTEROSI

«Di nuovo alla casella di partenza». Questa è la sensazione generale che si respira intorno al processo di pace in Ucraina, dopo gli incontro degli ultimi giorni, culminati con il niente di fatto uscito dall’incontro di cinque ore a Mosca tra gli inviati americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, e il presidente russo, Vladimir Putin.

 

Ma nonostante la battuta d’arresto, né Mosca né Kiev vogliono essere accusati di essere i responsabili dello stop. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha assicurato che il suo capo negoziatore, l’ex ministro della Difesa, Rustem Umerov, si sta già preparando «per un incontro con gli inviati del presidente Trump negli Stati Uniti».

marco rubio rustem umerov

 

Intanto, Umerov era a Bruxelles, dove ha incontrato i consiglieri diplomatici dei leader europei per informarli sulle ultime novità nelle trattative.

 

Il felpato Peskov

Dal Cremlino, a gettare acqua sul fuoco dei falliti negoziati, arriva il portavoce di Putin, Dimitri Peskov, che garantisce: «Putin non ha respinto il piano di pace Usa, è una notizia falsa» e aggiunge: «Una telefonata tra i due leader è possibile in qualsiasi momento.

 

Può essere organizzata rapidamente», mentre secondo il consigliere diplomatico, Yuri Ushakov, l’amtosfera nei negoziati è «costruttiva» e «gli americani sono pronti a fare ogni sforzo per raggiungere una soluzione a lungo termine». [...]

yuri ushakov jared kushner kirill dmitriev steve witkoff

 

La realtà è che nonostante l’agitazione delle ultime settimane, nessun concreto passo avanti è stato fatto. Witkoff e Kushner avrebbero presentato a Putin ben cinque differenti documenti, tra cui anche il famigerato “piano di pace in 28 punti”, ma i russi non avrebbero gradito nessuno dei vari testi.

 

Ushakov ha indicato due dei punti su cui le posizioni sono ancora distanti. «La questione territoriale – ha detto – è la più importante». Mosca chiede agli ucraini di ritirarsi dalla parte di Donbass che ancora controllano, circa 5mila chilometri quadrati, più o meno la superficie del Molise; Kiev risponde che non abbandonerà mai territori che Mosca non è in grado di controllare.

 

marco rubio rustem umerov

Anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha confermato la delicatezza della questione territoriale. «Quello per cui russi e ucraini stanno letteralmente combattendo ora è uno spazio di circa 30-50 chilometri, il 20 per cento della regione di Donetsk che rimane».

 

Secondo Rubio, la strada per risolvere la questione passa per offrire garanzie a Kiev: «Dobbiamo capire cosa potrebbero sopportare gli ucraini, cosa possa dare loro garanzie di sicurezza per il futuro, che non saranno mai più invasi».

 

attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 1

Ma la questione delle “garanzie” causa immediatamente un problema al Cremlino. La seconda questione problematica, secondo quanto riferito da Ushakov, è proprio l’adesione dell’Ucraina alla Nato, con Mosca che vuole garanzie di ferro non solo contro questa possibilità, ma anche contro l’idea che truppe Nato saranno presenti in Ucraina dopo il cessate il fuoco.

 

Gli ucraini rispondono che per soddisfare Mosca la costituzione ucraina, dov’è iscritta la volontà di entrare nella Nato, andrebbe modificata, il che non è possibile durante la guerra e senza un referendum che servirebbero mesi per organizzare.

 

[...]

vladimir putin riceve al cremlino STEVE WITKOFF E JARED KUSHNER

 

Nel frattempo appare sempre più disperata la situazione degli ucraini che difendono Pokrovsk.

 

Martedì il Cremlino aveva annunciato la conquista della città, smentito dalle forze armate ucraine che avevano promesso di “ripulire” il centro dell’abitato dai soldati russi che si erano infiltrati per girare una cerimonia dell’alzabandiera. Ma non ci sono state notizie di contrattacchi ucraini.

 

Il tabloid tedesco Bild, che ha dato la città ormai per conquistata, ha scritto di aver parlato con soldati ucraini circondati poco lontano da Pokrovsk, dove ricevono rifornimenti solo grazie ai droni. Il quartier generale ucraino ha smentito l’articolo, ma ha anche annunciato il tentativo di aprire nuove rotte di rifornimento per i soldati assediati a Pokrovsk e soprattutto nella vicina Myrnohrad.

attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 3attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 2

STEVE WITKOFF - JARED KUSHNER - VLADIMIR PUTIN - KIRILL DMITRIEV - YURI USHAKOV

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