MENO MALE CHE MATTARELLA C’È – IL COLLE BLOCCA LO SCUDO PER LE IMPRESE CHE SOTTOPAGANO I DIPENDENTI CHE IL GOVERNO MELONI AVEVA INSERITO NELL’ULTIMA BOZZA DEL PNRR: LA NORMA È STATA CANCELLATA ALL’INGRESSO DEL GOVERNO IN CDM DOPO UN’INTERLOCUZIONE CON GLI UFFICI DEL QUIRINALE CHE AVREBBERO ESPRESSO “DUBBI TECNICI” – CI VOLEVA IL BRACCIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER BLOCCARE LO SCHIAFFONE CHE LA MELONI VOLEVA RIFILARE AI LAVORATORI: CON LO SCUDO I DATORI DI LAVORO NON POTEVANO ESSERE CONDANNATI AL PAGAMENTO DI...
Estratto dell’articolo di Roberto Rotunno per il “Fatto quotidiano”
Il governo Meloni prova ancora una volta a inserire la norma con lo scudo per le imprese che sottopagano i loro dipendenti e il Quirinale blocca tutto per il rischio di incostituzionalità. È successo ieri con il decreto Pnrr. Le bozze del provvedimento circolate fino a poco prima del Consiglio dei ministri di ieri, infatti, contenevano l’articolo che beffa i lavoratori con stipendi sotto la soglia di povertà, perché nega il diritto a ottenere in tribunale le differenze di stipendio e di contributi arretrate.
sergio mattarella giorgia meloni
Ma lo scudo è stato cancellato all’ingresso del governo in Cdm dopo un’interlocuzione con gli uffici del Quirinale che avrebbero espresso dubbi tecnici sulla norma. È la terza volta che l’emendamento spunta in un provvedimento del governo. Era già successo, qualche mese fa, con il decreto Ilva e, a dicembre, con la legge di Bilancio.
La norma, che da tempo il centrodestra sta tentando in tutti i modi di approvare, prevede che se un’impresa applica il giusto contratto collettivo (cioè quello firmato dai maggiori sindacati), e poi viene comunque condannata perché le paghe sono al di sotto della soglia di povertà, potrà essere obbligata a risarcire solo le somme maturate dopo la lettera di diffida inviata dal lavoratore. Su quelle precedenti alla data di invio della contestazione, invece, calerà una sanatoria. Un grosso danno per i lavoratori che ricevono paghe da fame, tutto a vantaggio delle aziende.
Il salvacondotto, tra l’altro, varrebbe anche per quegli imprenditori che applicano contratti firmati da sindacati minori, purché dimostrino che questi abbiano tutele equivalenti. Sembra che questa norma stia particolarmente a cuore alle imprese della vigilanza privata.
[…] è stato il Quirinale a bloccare tutto. […]Contro la norma avevano protestato l’opposizione e tutti i sindacati.
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giorgia meloni e sergio mattarella - consiglio supremo della difesa
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