mahmoud tawfik - matteo piantedosi giulio regeni

HA RAGIONE PIANTEDOSI: I SERVIZI EGIZIANI SONO MOLTO BRAVI. MA A TORTURARE E UCCIDERE RICERCATORI ITALIANI SENZA FARSI BECCARE – MERCOLEDÌ SERA IL MINISTRO DELL’INTERNO ITALIANO HA RICEVUTO AL VIMINALE IL COLLEGA EGIZIANO MAHMOU TAWFIK, A POCHI GIORNI DALLA COMMEMORAZIONE DEL DECENNALE DELLA SCOMPARSA DI GIULIO REGENI – IL LEGALE DELLA FAMIGLIA DELL’ITALIANO UCCISO NEL 2016: “L’EGITTO HA TORTURATO E UCCISO GIULIO E OGNI GIORNO TORTURA E UCCIDE E FA SPARIRE ALMENO TRE PERSONE…”

Mahmoud Tawfik - Matteo Piantedosi

(ANSA) -  L'incontro del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi con il collega egiziano Mahmoud Tawfik - pochi giorni dopo la commemorazione del decennale della scomaparsa di Giulio Regeni - diventa un caso.   

 

Mercoledì sera Piantedosi riceve Tawfik. Al termine del colloquio il Viminale informa che "i due ministri hanno espresso soddisfazione per l'ottima cooperazione tra le forze di polizia". Il giorno dopo un post del titolare del dicastero egiziano spiega che Piantedosi "ha elogiato i notevoli sforzi dei servizi di sicurezza egiziani e i loro ripetuti successi nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata in tutte le sue forme, in particolare nella lotta all'immigrazione clandestina".

 

manifestazione a dieci anni dalla morte di giulio regeni a fiumicello con elly schlein e di Paola e Claudio Regeni

L'incontro, avvenuto "nell'ambito degli sforzi per rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza con i paesi europei", si è concluso con l'impegno a "un coordinamento e una consultazione continui per affrontare le sfide alla sicurezza che minacciano la pace e la sicurezza globali", indica il post.   

 

Toni amichevoli che riaprono indirettamente la ferita mai chiusa dell'omicidio Regeni. Indignata Alessandra Ballerini, legale della famiglia del giovane ricercatore friulano, rapito e ucciso al Cairo nel gennaio del 2016 per mano di quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani.

 

Matteo Piantedosi con Mahmoud Tawfik -

"Il ministro dell'Interno italiano - riflette Ballerini - si incontra con quello egiziano e si fanno grandi complimenti per la collaborazione per fermare l'immigrazione che viene dall'Egitto, che non è un paese sicuro, da cui scappano persone che stanno subendo le conseguenze del regime, che ha torturato e ucciso Giulio e che ogni giorno tortura e uccide e fa sparire almeno tre persone".   

 

Sul fronte politico, ad attaccare il ministro è il deputato del Pd, Gianni Cuperlo. "Ho visto il docufilm su Giulio. La descrizione delle torture che ha subito. I depistaggi e le volgarità delle autorità egiziane proseguite negli anni. E il ministro degli Interni italiano parla di 'collaborazione molto proficua'. Mi vergogno per lui e per la sua immoralità", scrive sui social il parlamentare dem.   

giulio regeni

 

Dal canto suo, il politico egiziano ha sottolineato "l'importanza di rafforzare i meccanismi di cooperazione e di scambiare competenze in settori di sicurezza di interesse comune", riferendosi al soggiorno della delegazione egiziana a Roma, che ha incluso anche la visita a diverse stazioni di polizia in Italia, "dove il ministro ha elogiato il loro livello di preparazione", prosegue il post alludendo anche al progetto Itepa2 (International Training at the Egyptian Police Academy) che si sta svolgendo a Roma - a cui hanno collaborato anche i vertici delle autorità di sicurezza e responsabili dei servizi di frontiera - per la formazione sul contrasto al traffico di migranti: un'iniziativa, promossa dal Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell'Interno in collaborazione con l'Accademia di polizia egiziana e con il sostegno finanziario della Commissione europea, che riunisce le delegazioni di 22 Paesi africani.

i genitori di giulio regeni e la sorella irene manifestano a roma prima dell'inizio del processo sulla morte del figlio 4Manifestazione per giulio regeni giulio regeni tutto il male del mondogiulio regeni tutto il male del mondoGiulio Regenimanifestazione a dieci anni dalla morte di giulio regeni a fiumicello

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...