LA RAI È MIA E ME LA GESTISCO IO – GIANCARLO GIORGETTI STRONCA LA RIFORMA DELLA TELEVISIONE PUBBLICA MESSA A PUNTO DALLA MAGGIORANZA CHE TOGLIE POTERE AL MEF: “IL MODELLO SOCIETARIO DELLA RAI NON PUÒ ESSERE STRAVOLTO” – SECONDO LA PROPOSTA, NEL FUTURO CDA SEI MEMBRI VERREBBERO ELETTI DAL PARLAMENTO, SENZA PIU’ NOMINA DIRETTA DEL GOVERNO, E UNO DAI DIPENDENTI. OGGI IL MEF HA UN POTERE DI PROPOSTA RELATIVO A DUE DEI COMPONENTI, TRA I QUALI L'AD – PER LE OPPOSIZIONI, L’ITALIA RISCHIA UNA PROCEDURA D’INFRAZIONE PER IL MANCATO RISPETTO DEL REGOLAMENTO EUROPEO “EMFA”...
1 - LA FRENATA DI GIORGETTI SULLA RIFORMA RAI "POTERI RESTINO AL MEF"
Estratto dell’articolo da “la Repubblica”
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 7
Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, frena sulla riforma della Rai, mettendo in chiaro in commissione Comunicazioni al Senato quello che era già trapelato nei mesi scorsi. E cioè che ritiene incompatibile con le leggi in vigore, a partire dal codice civile, la bozza messa a punto dalla maggioranza sulla scia del Media Freedom Act approvato in sede europea.
«Se la forma che abbiamo scelto per la Rai è quella di una società per azioni, è evidente che quel modello implica ci sia un amministratore espresso dell'azionista, anche se con tutti gli accorgimenti dovuti al caso specifico», spiega il ministro.
Secondo la proposta, il cda sarebbe composto ancora da sette membri, sei dei quali verrebbero eletti dal Parlamento, abbandonando la nomina diretta da parte del governo, e uno dai dipendenti. Oggi il Mef ha un potere di proposta relativo a due dei componenti, tra i quali l'amministratore delegato. [...]
2 - GIORGETTI: LA GOVERNANCE RAI NON PUÒ ESSERE STRAVOLTA
Estratto dell’articolo di A. Bac. per il “Corriere della Sera”
«Il modello societario della Rai non può essere stravolto». Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, audito ieri in commissione Ambiente al Senato sul testo unificato di riforma della legge sulla Rai, sbarra la strada a modifiche sostanziali del modello di governance che marginalizzino il suo dicastero.
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La Rai, secondo Giorgetti, essendo una società per azioni, deve seguire le regole del codice civile. Dunque, eventuali modifiche non possono «arrivare ad annullare i tratti essenziali della disciplina generale» . Anche perché i bilanci della Rai rientrano nel perimetro dei conti pubblici dello Stato e per questo vanno vigilati direttamente dal Mef.
Giorgetti rivela che nella lettera inviata dall’Ue su come adattare il modello di governance Rai al regolamento europeo Emfa, non sarebbero stati sollevati «rilievi strutturali» su quello attuale. Sarebbe invece stato raccomandato di evitare «situazioni di stallo nelle nomine».
Le opposizioni in Commissione hanno chiesto di vedere la lettera Ue e hanno osservato che i pareri del Mef non sono in linea con l’Emfa, con il rischio di produrre una procedura d’infrazione. È quanto, in vari modi, hanno fatto presente Nicola Irto per il Pd, la presidente della Commissione Vigilanza Rai, Barbara Floridia per il M5S e Peppe Cristofaro per Avs.
L’Usigrai infine chiede al ministro se «si sta lavorando a una riforma della governance o se ancora chi vince le elezioni farà bottino dell’intera azienda».
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GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 6

