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RAJOY? BYE BYE! - I SOCIALISTI ANNUNCIANO CHE NON VOTERANNO LA FIDUCIA AL LEADER DEI POPOLARI, E COSI' LE STRADE SONO DUE: O LA PARALISI E POI NUOVE ELEZIONI, O UN GOVERNO DI MINORANZA CHE RISCHIA DI CADERE A OGNI PASSO - TERZA VIA: UNA GRANDE COALIZIONE PER FARE RIFORME COSTITUZIONALI E TORNARE ALLE URNE

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mariano rajoy  5mariano rajoy 5

Per la Spagna dopo la svolta delle elezioni "è tempo di compromesso storico", ha detto Pablo Iglesias. "E' l'ora degli statisti", ha aggiunto il leader di Podemos, precisando che bisogna aprire un "processo di transizione che porti a un compromesso storico nel nostro paese".

 

Iglesias ha chiesto una riforma della costituzione su 5 punti: legge elettorale proporzionale, 'blindare' i diritti sociali, garantire il 'diritto di decidere' e un referendum sulla indipendenza della Catalogna, l'indipendenza della giustizia, e la fine delle 'porte giratorie' fra politica e grandi imprese. Il leader dei post-indignados, che hanno fatto irruzione in parlamento ieri con 69 seggi su 350 diventando la terza forza politica del paese dopo Pp e Psoe, ha detto che Podemos si opporrà a un possibile governo guidato dal premier uscente Mariano Rajoy.

 

PEDRO SANCHEZPEDRO SANCHEZ

Iglesias ha accusato dirigenti del Psoe di voler consentire a Rajoy di restare al potere. Il leader dei 'viola' ha sottolineato che il Psoe ha perso sei milioni di voti rispetto al suo migliore risultato, nel 2008 con José Luis Zapatero, e che il Pp ha registrato il peggiore risultato dal 1989. Iglesias ha anche affermato che Podemos è pronto ad affrontare elezioni anticipate se la situazione politica rimarrà bloccata. "Se si torna a votare, ha affermato, possiamo essere molto ottimisti".

 

Il Psoe di Pedro Sanchez, arrivato secondo alle politiche spagnole, non appoggerà l'investitura a capo del governo del premier uscente Mariano Rajoy, ha detto il segretario all'organizzazione Cesar Luena. Sanchez, ha aggiunto, sarà candidato alla rielezione al prossimo congresso Psoe previsto per la primavera 2016.

Renzi e il leader Psoe Pedro Sanchez al ristorante Bertoldo, Renzi e il leader Psoe Pedro Sanchez al ristorante Bertoldo,

 

E scivola la borsa di Madrid dopo le elezioni politiche da cui non emerge una maggioranza di governo. In avvio l'indice Ibex 35 fa uno scivolone del 2,1% mentre lo spread sui titoli di Stato decennali sale all'1,8% ai massimi dal 17 novembre.  

 

"La Commissione Ue prende nota del risultato delle elezioni spagnole e si complimenta con il presidente Rajoy per aver conquistato il più alto numero di preferenze" e "spera che si sia formato un governo stabile perché la Spagna possa continuare a lavorare con le istituzioni Ue e gli altri partner europei". Così una portavoce dell'esecutivo comunitario, aggiungendo che "non spetta" a Bruxelles "esprimersi sul processo di formazione del governo".

 

pedro sanchez  7pedro sanchez 7

Dopo il voto in Spagna, Portogallo e Grecia bisogna "capire se l'Europa si renderà conto che una miope politica di rigore e austerità non ci porta da nessuna parte", ha scritto Matteo Renzi. "Questo dirò nei prossimi mesi. Spero in compagnia più numerosa" facendo "una battaglia contro l'Europa, ma per l'Europa", difendendo anche "l'interesse dell'Italia".

 

Rajoy vince senza maggioranza, ma pronto a governare

 

pablo iglesias da possiamo a potiamopablo iglesias da possiamo a potiamo

Dopo 40 anni di stabilità politica granitica garantita da un sistema bipolare Pp-Psoe, la Spagna del 'nuovo', con l'irruzione in parlamento di decine di deputati di Podemos e di Ciudadanos, rischia di entrare in una fase di forti turbolenze politiche dopo le elezioni legislative, vinte ma senza maggioranza dal premier popolare uscente Mariano Rajoy, che si è detto pronto a governare di nuovo. Dopo lo spoglio del 99% delle schede il Pp ottiene il 28,7% dei voti e 122 seggi su 350 nel nuovo Congresso di Madrid. Perde 64 deputati e la maggioranza assoluta rispetto alla legislatura uscente.

 

Il Psoe di Pedro Sachez arriva secondo con il 22,1% e 91 deputati. Ne perde 20 ma riesce a evitare l'umiliante sorpasso di Podemos grazie soprattutto alla buona tenuta in Andalusia. Il partito post-indignado di Pablo Iglesias, dopo una spettacolare rimonta negli ultimi giorni di campagna, registra un successo storico e sbarca in parlamento con 69 deputati, vincendo in Catalogna e nel Paese Basco. Quarto con il 13,9% e 40 deputati si piazza l'altro partito anti-casta, il centrista Ciudadanos di Albert Rivera, crollato nelle ultime due settimane. Rajoy ha affermato in serata che tenterà di formare un "governo stabile", aggiungendo che "inizia una tappa non facile": "sarà necessario parlare molto e raggiungere accordi"..

RIVERA E IGLESIASRIVERA E IGLESIAS

 

Anche Sanchez ha riconosciuto che spetta ora al leader Pp tentare di formare il nuovo governo e si è congratulato con lui. Il risultato di queste elezioni 'storiche', che pongono fine al bipartitismo che ha governato il paese dalla fine della dittatura di Franco, ma anche alla sua leggendaria stabilità politica, proiettano la Spagna in scenari 'all'italiana'. Il quadro delineato dal voto è infatti di una difficile governabilità. Non solo nessun partito ottiene la maggioranza assoluta.

 

PABLO IGLESIASPABLO IGLESIAS

Ma anche le coalizioni 'coerenti' fra i partiti della 'vecchia' politica e quelli del 'nuovo', fra Pp e Ciudadanos o fra Psoe e Podemos, ipotizzate dagli analisti prima del voto, restano sotto la sbarra dei 176 seggi nel Congresso. Il risultato del Pp rende difficile anche un governo minoritario di Rajoy. Questa situazione complicata da domani rischia di dare un ruolo senza precedenti al giovane re Felipe VI, che potrebbe dover mediare per nuove alchimie che consentano di evitare lo spettro di un ritorno anticipato alle urne. Una ipotesi che preoccupa gli ambienti finanziari, in un paese ancora in convalescente uscita dal tunnel della crisi più profonda dell'ultimo mezzo secolo.

 

albert rivera leader ciudadanosalbert rivera leader ciudadanos

L'unica coalizione che matematicamente garantirebbe i 176 seggi è una 'grosse-koalition' alla tedesca fra Pp e Psoe, già da tempo ipotizzata per garantire la stabilità del paese dall'ex-premier socialista Felipe Gonzalez. Lo stesso Rajoy venerdì per la prima volta non ha escluso categoricamente questa ipotesi. "Semmai ne parleremo lunedì" aveva detto. La formazione del nuovo governo di Madrid sarà con ogni probabilità lunga e laboriosa. Le ipotetiche coalizione di centro-destra Pp-Ciudadanos o di centro-sinistra Psoe-Podemos supererebbero rispettivamente 162 e 160 deputati.

 

Per riuscire a ottenere l'investitura sarebbe necessario l'appoggio di deputati dei partiti nazionalisti, catalani o baschi, che diventerebbero un problematico ago della bilancia e farebbero pagare a caro prezzo il loro voto. Dopo le scintille fra Rajoy e il presidente secessionista catalano Artur Mas sembra difficile che i catalani possano offrire una stampella a un governo Pp. Ma queste elezioni sono soprattutto una vittoria del 'nuovo' in politica, in particolare di Podemos.

 

I due partiti anti-casta formati un anno fa irrompono in parlamento con 109 deputati su 350 e provocano uno tsunami politico. Sono determinati a restare prendendo il posto, e mandando progressivamente in pensione, i 'vecchi' Pp e Psoe, come Tsipras e Syriza hanno fatto in Grecia con lo storico Pasok. Pablo Iglesias questa notte soddisfatto ha annunciato la nascita di una "nuova Spagna".

 

ARTUR MAS PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DI CATALOGNA ARTUR MAS PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DI CATALOGNA

Il nuovo parlamento spagnolo si costituirà formalmente il 13 gennaio prossimo, 20 giorni dopo che i risultati delle elezioni saranno stati resi noti ufficialmente, cioè mercoledì prossimo. L'investitura del nuovo presidente del governo, designato dal re, tradizionalmente interviene circa due settimane dopo la formazione del Congresso e del Senato. Le date più probabili, secondo la tv pubblica Tve, sarebbero fra il 25 e il 29 gennaio, salvo particolari difficoltà nella costituzione della nuova

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