vincenzo de luca

IL RE DI NAPOLI SI È RIFUGIATO A SALERNO - DE LUCA DA GIORNI NON METTE PIEDE NEL SUO UFFICIO A PALAZZO SANTA LUCIA PER PAURA DEL RISCHIO COVID NEL CAPOLUOGO CAMPANO - DELIRIO TOTALE SULLE SCUOLE: LE HA CHIUSE DOPO 10 GIORNI, HA PROMESSO AL TAR CHE AVREBBE CAMBIATO L'ORDINANZA DOPO IL DPCM DI CONTE (CHE LE TIENE APERTE), ORA ANNUNCIA CHE RIAPRIRÀ LE ELEMENTARI, MA I GENITORI SONO DISPERATI - DE MAGISTRIS: ''IL GOVERNO DEVE INTERVENIRE''

 

 

COVID: DE LUCA, DA LUNEDÌ OK APERTURA SCUOLE ELEMENTARI

 (ANSA) - "Autorizziamo da subito progetti speciali scolastici per bambini disabili e autistici e da lunedì anche le attività delle scuole elementari". Lo ha annunciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso della sua visita al covid residence dell'Ospedale del Mare a Napoli.

vincenzo de luca

 

COVID: CAMPANIA; DE MAGISTRIS, GOVERNO BATTA UN COLPO

 (ANSA) - ''La difesa d'ufficio di Zingaretti lascia il tempo che trova. Il Governo batta un colpo perché la Campania è una regione importante e non può stare in stato confusionale''. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenendo a Radio Crc, rispetto alle nuove ordinanze varate dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e alle dichiarazioni del segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, che aveva difeso la scelta del governatore campano di chiudere le scuole.

 

 

Filippo Facci per ''Libero Quotidiano''

 

Il re di Napoli è scappato a Salerno: Vincenzo De Luca, da giorni, non mette piede nel suo studio di palazzo Santa Lucia per via dei troppi rischi da virus in città, a Napoli. Il governatore della Campania, dunque, ha trasferito il quartier generale nell'ufficio allestito all'interno del Genio Civile, dove ogni settimana partirà anche la sua fondamentale diretta social. Ha anche diradato gli incontri: solo riunioni operative e solo e rigorosamente da remoto.

 

VINCENZO DE LUCA

Lui il coronavirus non lo vuole proprio pigliare, anche se sembrano decisamente forzate le battute dei soliti social che subito hanno scritto «De Luca come Schettino» inteso come il comandante che abbandona la nave e disconosce il principio di affondare con essa. Certo, qualcosa che sta affondando c'è: e se De Luca si affretta a precisare che imporrà il coprifuoco «come la Lombardia» (uniche due regioni ad averlo fatto, per ora) forse è anche segno che sul modello lombardo ha esaurito le battute. «Da venerdì si chiude tutto, si interrompono le attività per contenere l'onda di contagio... Volevamo partire dall'ultimo week end di ottobre, ma partiamo ora, si interrompono le attività e la mobilità alle 23 di venerdì, come si è chiesto anche in Lombardia».

 

È una mossa anti-movida, un lockdown notturno. Poi, di seguito, sempre in tema di esternazioni, De Luca si è accorto che la sanità della Campania è la sanità della Campania, e che non basta dare un fischio per avere 1400 operatori dall'oggi al domani: «Abbiamo chiesto alla Protezione civile 600 medici e 800 infermieri, a oggi abbiamo avuto l'assicurazione che invieranno 50 medici e 100 infermieri». Ha osservato scandalizzato. Comprensibile la sua delusione, ma, se tutte le 20 le regioni italiane facessero analoghe richieste, la Protezione civile dovrebbe «uscire» dal cappello 12.000 medici e 16.000 infermieri in un botto solo: poi è chiaro che ciascuno reclama perché considera la propria regione la più importante.

vincenzo de luca da fabio fazio 7

 

«Siamo clamorosamente al di sotto delle esigenze minime poste dalla regione Campania», ha aggiunto De Luca: ma era così anche prima, e lo sa. «A oggi non è arrivato nessuno, vedremo nei prossimi giorni chi arriva, per il resto faremo miracoli per reperire da altri reparti gli anestesisti necessari». E sarà dura, anche se Napoli, per i miracoli, ha un vantaggio culturale. la grazia Aspettando la grazia, in Campania è tempo di resipiscenza: De Luca ha già riaperto gli asili, e da lunedì dovrebbe riaprire anche le scuole elementari (solo elementari: il perché non è chiarissimo a tutti) tanto che ha precisato che ha autorizzato «da subito progetti speciali scolastici per bambini disabili e autistici, e da lunedì anche le attività delle scuole elementari».

 

Bene. Come mai? «C'è stata una riunione tra l'assessore alla scuola e le organizzazioni scolastiche, che hanno concordato sulle misure per la scuola su cui anche il Tar ci ha dato ragione». Capito. Presidi e dirigenti scolastici dovranno rivolgersi alle Asl per garantire che ci siano condizioni sicurezza. «Il presupposto per riaprire (parliamo sempre delle elementari) dev' essere la garanzia delle condizioni sanitarie, che non può essere scaricata sui presidi». Chiaro. Aspettando centinaia di nuovi medici, quelli che già ci sono hanno comunque un'opinione su ciò che sta succedendo.

 

DE LUCA E DE MAGISTRIS

Tra questi Bruno Zuccarelli, vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Napoli, che non dice molto e non lo dice neanche particolarmente bene: «Le notizie dagli ospedali mi preoccupano molto. Girare la testa dall'altra parte non serve a nulla, le malattie è bene scovarle sul nascere e affrontarle di petto. Per questo è bene dircelo fuori dai denti: la Campania è malata, Napoli è malata».

 

E sin qui manca lo scoop. «Era presumibile che alla fine il Covid riuscisse a fare breccia e a insinuarsi più di quanto non avesse fatto a ridosso del lockdown. I cittadini napoletani, e più in generale campani, hanno dimostrato nel corso della prima ondata di avere un grande rispetto per le regole». E formulare due o tremila dubbi, su questo, è lecito, ma Zuccarelli continua col suo parolame: «Serve che tra le istituzioni e i cittadini si stringa un'alleanza forte... Rappresentarla come una contesa tra politica e cittadinanza ci renderebbe più deboli, in ballo c'è la nostra salute Napoli ha già dimostrato di essere una città resiliente, è nel suo Dna».

 

Ma resiliente significa molte cose, compresa una capacità di adattarsi per poi tornare lentamente nella forma originaria.

 

LA GUERRA

«Non dimentichiamo che questa è una guerra», dice ancora Zuccarelli, che pone un appello «non rendere vana la sofferenza dei mesi scorsi, altrimenti molto presto saremo costretti a vedere sfilate di carri militari impegnati a trasportare le bare dei nostri cari. Il Covid non lascia seconde occasioni». Tra il banale e il terrorizzante: un qualsiasi appello datato marzo 2020, quando da Napoli si guardava con sufficienza a ciò che capitava altrove.

 

Infine, sempre per la serie «ai confini della realtà», ieri è intervenuto il sindaco Luigi De Magistris che ha raccontato il suo film: «Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, e i risultati ci danno ragione. I controlli continueremo a farli con rigore, la gente risponde sempre meglio e le mascherine ce l'hanno davvero tutti».

DE MAGISTRIS E DE LUCA

 

Forse, come De Luca, sta osservando un'altra città. Dopodiché, giravolta: «In Campania credo che a fine ottobre si andrà al lockdown, sono rimasti una ventina di posti letto in terapia intensiva e una cinquantina di posti in reparto». È in buoni rapporti con De Luca? «Rappresento il 56 per cento della popolazione campana ma non partecipo all'unita di crisi... Se poi non devo neanche parlare, come De Luca ha impedito ai medici di parlare, e siamo in una dittatura, diamoci una ragione». Forse no, non è proprio in buoni rapporti con De Luca.

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