AL LUPI AL LUPI!/2 – FACCI: RENZI SI MERITA LE INTERCETTAZIONI, SU INCALZA SI SAPEVA GIÀ TUTTO – GRAMELLINI SCOPRE I RACCOMANDATI! PERCHE' NON CONTROLLA I "FIGLI DI" NEL SUO GIORNALE?

1.VE LE MERITATE LE INTERCETTAZIONI

Filippo Facci per “Libero Quotidiano

 

Filippo Facci Filippo Facci

Le quali intercettazioni, ormai, precipitano sui giornali come la pioggia primaverile: un fatto normale, atmosferico, non protesta più nessuno. Qualche politico apre l'ombrello e spera che smetta, altri giurano che sarà la primavera più piovosa dall'Ottocento.

 

Da un lato si stra-ripete che il ministro Lupi non è indagato, dall'altro si considera scontato che le sue telefonate finiscano sui giornali: ma siccome c'è una sostanza diciamo morale (che poi sarebbero il Rolex e l'impiego al figlio) ormai si accetta come assodato una sorta di controllo sociale esercitato dalle procure.

 

 Intanto giornalisti e politici, indignati a molla, si riempiono regolarmente la bocca con la frase "in quale Paese del mondo" ma dimenticano che in nessun paese del mondo si pubblicano intercettazioni come da noi. Fa niente, tanto è persa: anche perché gli scandali e le intercettazioni, per questa classe politica, corrispondono alla sola certificazione di un problema: il quale problema, prima che deflagri sui giornali, non esiste e non c'è ragione di occuparsene.

 

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

Ecco perché Renzi se le merita, le intercettazioni: perché in questi giorni non ha scoperto niente. Renzi, a meno di preoccupanti tare mentali, circa le relazioni tra Ercole Incalza e il ministero delle Infrastrutture sapeva tutto quel che bastava: al pari di condotte "incompatibili" come già le ritenne, in passato, solo dopo che erano esplose sui giornali. Tardi e male, dunque.

 

2. “L’ULULATO”

Massimo Gramellini per “La Stampa

 

massimo gramellini (2)massimo gramellini (2)

Se avessi vent’anni e mi facessi il sangue amaro tra curriculum e concorsi, sarei molto irritato con Lupi, il ministro mannaro. Gli chiederei con quale coraggio possa ancora sostenere che l’Italia è il luogo delle opportunità per tutti, quando lui e suo figlio hanno appena offerto una dimostrazione plateale del contrario.

 

Nella corruzione elevata a sistema, le mazzette in contanti sono diventate il lubrificante dei poveracci. A certi livelli le persone si vendono e si comprano attraverso i favori. Io regalo una casa a te che firmi un documento a me che trovo un lavoro a tuo cognato che ne darà poi uno a mio figlio. Le chiamano «triangolazioni».

 

Ecco, se avessi vent’anni, sarei stufo di vivere in un Paese triangolare. Ne vorrei uno quadrato. Dove chi sta al governo si rende conto di avere responsabilità superiori a quelle degli altri cittadini. Anche come genitore. Lupi ha detto che al posto del figlio non avrebbe mai accettato in regalo un Rolex da diecimila euro (da un signore che lavorava grazie a suo padre, aggiungo io). Anziché ai giornalisti, avrebbe potuto spiegarlo prima all’interessato. 

elio vito maurizio lupielio vito maurizio lupi


Parli così perché non hai figli, mi ha redarguito un amico: qualunque cuore di padre si prostituirebbe pur di aiutare la sua creatura. Ma un ministro non è «qualunque padre». I suoi comportamenti vengono illuminati dai media e diventano modelli che incidono sull’umore di milioni di persone. Come sosteneva Platone, e immagino anche don Giussani, i governanti di una nazione evoluta dovrebbero vivere in una condizione di celibato morale. Se non sono in grado di reggerla, possono sempre fare altro. Per esempio dimettersi.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?