guido crosetto giorgetti

SUL RIARMO CROSETTO VA ALL’ASSALTO DI GIORGETTI – IL MINISTRO DEL TESORO PRENDE TEMPO SULL’AUMENTO DELLE SPESE MILITARI (“SERVE UN QUADRO D’INSIEME”), SPALLEGGIATO DAL “PACIFINTO” SALVINI – MA IL MINISTERO DELLA DIFESA È STATO CHIARO: PER “RICOSTRUIRE” LA FORZA CORAZZATA DELL’ESERCITO SERVONO OLTRE 70 MILIARDI DI EURO: “È L'ORA DELLE SCELTE” – SENZA CONTARE CHE TRUMP SI ASPETTA DALL’“AMICA” MELONI CHE L'ITALIA RAGGIUNGA LA SOGLIA DEL 5% DEL PIL PER LA DIFESA...

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera e Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

giancarlo giorgetti guido crosetto

La domanda ha iniziato a circolare ai primi del mese, quando è apparso evidente che il tentativo di tregua in Ucraina sarebbe fallito. Ancora lo scorso week-end il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti prendeva tempo spiegando che per decidere l'aumento della spesa militare era necessario «un quadro di insieme» delle necessità dell'imminente Finanziaria. [...]

 

Quest'anno alla voce Difesa sono stati dedicati 31,2 miliardi. Le tabelle di finanza pubblica scrivono che nel 2026 la spesa sarebbe più bassa di circa centomila euro. Giorgetti, forte della decisione di uscire dalla procedura per deficit eccessivo a primavera dell'anno prossimo, ha deciso d'intesa con Giorgia Meloni di rinviare all'anno prossimo l'attivazione della clausola di salvaguardia europea che permetterebbe di scorporare la nuova spesa dal calcolo del deficit.

 

giorgia meloni con guido crosetto nella camionetta dell esercito 2

Ma l'evoluzione sul campo e la pressione americana rischiano di mettere il governo in difficoltà con gli alleati della Nato. Giorgetti ha dato il via libera all'attivazione del prestito "Safe" da quindici miliardi in dieci anni concesso dall'Unione per acquisti comuni di armamenti, ma alle attuali condizioni 1,5 miliardi l'anno per uno dei Paesi dell'Alleanza con la spesa più bassa (siamo sestultimi) resta una cifra quasi simbolica.

 

[...]  basta sfogliare il Documento pluriennale di programmazione della Difesa, ciò che per il ministro Guido Crosetto rappresenta la prova di un bilancio ben al di sotto di quel che il contesto imporrebbe. Il documento del 2025 è in attesa di essere pubblicato da primavera: a via XX settembre garantiscono che verrà divulgato in qualche settimana. Vediamo allora cosa scrive quello del 2024, dove già si parlava di «contrazione strutturale» della spesa.

 

guido crosetto giorgia meloni matteo salvini

Allora il Tesoro intendeva tagliare gli stanziamenti, passando dai 29,1 miliardi del 2024 a 28,7 per il 2026. Si è poi deciso diversamente: quest'anno – è la prima volta di sempre – la spesa ha superato la soglia psicologica dei trenta miliardi.

 

Ma allora Donald Trump non era ancora tornato alla Casa Bianca, e il vertice Nato di giugno che ha deciso l'aumento al 5 per cento del Pil (sono quasi sessanta miliardi in un decennio) di là da venire. Dice una fonte interpellata della Difesa: «Alla fine dovrà decidere il governo nella sua compiutezza, non un singolo ministro».

 

donald trump giorgia meloni foto lapresse

Giorgetti, che deve tenere conto delle istanze pacifiste del suo leader di partito Matteo Salvini ha detto più volte di «voler capire dove dovrebbero andare i soldi». La crisi francese, il rischio di tensioni finanziarie e di un aumento dei rendimenti de[...]

 

I programmi sono descritti minuziosamente nel citato documento: all'Aeronautica servono 24 nuovi jet Eurofighter e 25 F-35, cinque aerei Gulfstream G550 attrezzati per la guerra elettronica, due aerocisterne. Alla Marina chiedono due fregate lanciamissile classe Fremm che si aggiungerebbero alle dieci in esercizio, sette pattugliatori d'altura e quattro pattugliatori leggeri, due navi per operazioni speciali subacquee.

 

Fincantieri sta costruendo quattro sommergibili, dodici cacciamine di nuova generazione e tre navi da sbarco. L'Esercito ha l'urgenza di ricostruire daccapo una forza corazzata: arriveranno 280 carri armati Panther, mille Lynx, nel frattempo si ammodernano 125 Ariete, i vecchi Centauro e i Freccia. [...]

 

guido crosetto antonio tajani vertice nato di vilnius

Tirate le somme, questi mezzi valgono investimenti pluriennali per oltre settanta miliardi di euro, in gran parte ancora sulla carta. Un esempio fra i tanti può aiutare a capire: il rinnovo delle capacità di combattimento del Genio nel 2024 aveva un fabbisogno di 1,5 miliardi ma era finanziato per appena trenta milioni, per di più distribuiti in cinque anni. Lo scarto tra il dire e il fare è tutto qui.

 

Dice il professor Michele Nones, vicepresidente dell'Istituto Affari Internazionali: «Se per arrivare alla soglia del due per cento di pil imposta dalla Nato sono state inserite le spese del personale della Guardia di Finanza o della Guardia costiera, mi chiedo: dove sono i contratti per le nuove acquisizioni?».

 

giorgia meloni con guido crosetto nella camionetta dell esercito 5

Nel 2024 la Difesa aveva aggiunto un capitolo, «ulteriori esigenze prioritarie», che sfiora nel decennio una spesa di cento miliardi. Può sembrare una cifra iperbolica, ma è quanto programmato nello stesso arco temporale dalla vicina Germania per rafforzare la sua capacità di difesa.

giorgia meloni giancarlo giorgetti guido crosetto guido crosetto giorgia meloni - armamenti

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…