henry kissinger e mario draghi

“KISSINGER HA MESSO DRAGHI IN GUARDIA DAL CAPITALISMO IMPERIALE” – RINO FORMICA: “L’IMPERIAL CAPITALISMO TOTALIZZANTE E GLOBALIZZANTE È IN CRISI E KISSINGER HA TOLTO DRAGHI DALLA VICENDA POLITICA NAZIONALE E LO HA COLLOCATO IN UN GOTHA DI CARATTERE INTERNAZIONALE GLOBALE PER COSTITUIRE UNA DIFESA DELL’IMPERIAL CAPITALISMO. I PERICOLI DI GUERRA CHE SI AVVICINANO MIRANO AL CUORE DEL POTERE CAPITALISTA. PUTIN HA CHIUSO L’“OPERAZIONE SPECIALE” CON I REFERENDUM E HA APERTO UNA NUOVA FASE: LA GUERRA ALL’OCCIDENTE”

Umberto De Giovannangeli per https://www.ilriformista.it

 

Signore e Signori allacciate le cinture. Sta per iniziare un volo nell’alta politica. Alla guida è uno degli ultimi “Grandi vecchi” della politica italiana: Rino Formica.

 

Senatore Formica che campagna elettorale è stata quella che si avvia alla conclusione?

rino formica

Una campagna elettorale inesistente. Inesistente perché fatta con argomenti non solo fuori dall’attualità in evoluzione ma soprattutto fuori da una qualsiasi previsione dei processi politici globali che sono in corso. A mio modo di vedere questa campagna elettorale è stata inesistente perché i partiti politici hanno cercato di parlare a quella area sempre più ridotta dei votanti e non parlano all’area dei non votanti, cioè a quell’area che è la vera grande incognita, non solo perché è un’area che si annuncia larga e abbastanza vasta, ma soprattutto perché non sono state a fondo sondate le ragioni della consistenza e della qualità di quest’area del rifiuto al voto. Perché in quest’area c’è di tutto.

KISSINGER DRAGHI

 

Vale a dire?

C’è la disaffezione nei confronti delle istituzioni. C’è il distacco fra le forze politiche e il proprio tradizionale elettorato. Insomma, una sinistra che perde il contatto col popolo e una destra che perde il contatto con i ceti produttivi, attivi, dinamici della società. Questo è un elemento di grande incertezza, la determinazione della qualità dell’astensione. Che va a collocarsi in una situazione di grande incertezza che è il quadro internazionale. Il quadro internazionale può nelle prossime settimane, sicuramente nei prossimi sei mesi, cambiare completamente qualsiasi risultato elettorale.

antonio guterres volodymyr zelensky

 

Su cosa basa questa sua allarmata considerazione?

Intanto c’è una preoccupante crisi dell’Onu. Basta rileggere con un minimo di attenzione il discorso di Guterres, il numero uno del Palazzo di Vetro, all’apertura dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il quale dice senza mezzi termini, che questo organismo internazionale non è più in grado di svolgere il proprio ruolo.

 

E se lo dice il timoniere vuole dire che la barca fa acqua da tutte le parti. E questa è la crisi dell’Onu. Poi c’è una situazione di carattere particolarmente europeo che ci riguarda direttamente, ed è la posizione di isolamento progressivo in cui si sta trovando la Russia nel contesto mondiale, che la porta ad atti che potrebbero essere atti disperati.

KISSINGER DRAGHI

 

Perché, senatore Formica?

Beh, il discorso di Putin bisogna leggerlo come atto di disperazione, da isolamento. Con quel discorso che chiama alla mobilitazione parziale e adombra lo spettro della guerra nucleare, Putin ha chiuso l’“Operazione speciale” con i referendum e ha aperto una nuova fase: la guerra all’Occidente. Con una mobilitazione semi generale, con una modifica fortemente punitiva delle leggi sulla renitenza alla leva e soprattutto con un riferimento esplicito all’uso di qualsiasi arma totale. Questo naturalmente provocherà una situazione non solo nel campo europeo ma negli equilibri di carattere mondiale, porterà ad una situazione di ripensamento delle strategie generali delle varie aree geopolitiche in via di formazione nel mondo. Poi c’è un altro aspetto che non è stato sondato in maniera approfondita…

RINO FORMICA

 

Di quale aspetto si tratta?

È la crisi dell’imperial capitalismo totalizzante e globalizzante. Il discorso di Kissinger è un discorso in cui il “grande pontefice” dell’imperial capitalismo benedicendo Draghi lo ha tolto dalla vicenda politica nazionale e lo ha collocato in un gotha di carattere internazionale globale per costituire una difesa non solo dell’imperial capitalismo ma del potere dell’imperial capitalismo. Perché quei pericoli di guerra che si avvicinano mirano al cuore anche del potere dell’imperial capitalismo. E qui per noi si apre un’altra questione, un’altra incognita nuova in un sistema già scosso.

PUTIN BIDEN

 

Nella cerimonia a New York di assegnazione di un importante riconoscimento a Draghi c’è lo sganciamento di Draghi dalla semplice condizione di essere punto di equilibrio al servizio delle istituzioni italiane, per assumere un ruolo, certo anche per quanto riguarda gli assetti di direzione e di governo futuro politico del Paese, ma in nome e per conto della tutela del potere dell’imperial capitalismo di cui Kissinger ha lucidamente intravisto i segnali di una possibile crisi. Questo è un punto molto delicato.

 

E lo è perché incrocia una revisione possibile e imprevedibile delle alleanze e delle scelte di carattere internazionale. Un giorno con la Cina, un altro giorno contro la Cina, un giorno con la Russia e un altro ancora contro la Russia…Ed è tutto all’interno di paradigmi e di coordinate vecchie e superate. Che partono ancora dal presupposto che esista un vertice mondiale, Pannella avrebbe detto una cupola mondiale, che dirige e coordina i comportamenti delle varie aree imperiali. E non è così.

putin zelensky biden

 

Perché la tecnologia ha stravolto anche questo potere delle minoranze oligarchiche mondiali, perché ha dato la possibilità in tempo reale all’umanità nella sua interezza di poter valutare un fatto che avviene in qualsiasi parte del mondo. Quando quattro miliardi di persone vedono contemporaneamente, assistono, prendono conoscenza e vengono investiti da un’atmosfera di pulsioni, di sentimenti e anche di affetti artificiali come è avvenuto con il funerale della regina Elisabetta, questo vuol dire che miliardi di persone possono contemporaneamente avere un comportamento univoco di fronte ad avvenimenti che mettono le popolazioni, il mondo, la gente, fuori dagli schemi oligarchici, delle minoranze dominanti del mondo.

 

RINO FORMICA

Ma rispetto a questi scenari così importanti, epocali, che lei ha delineato, la politica italiana sembra essere troppo al di sotto…

Perché ha alle spalle trent’anni in cui è passata una idea sciagurata, esiziale, cioè che la politica era non solo inutile ma dannosa. Questa è l’idea che è passata. Noi abbiamo avuto trent’anni nei quali si è andato esaurendo tutto ciò che nel sistema aveva immesso il periodo precedente, dal ’45 al ’92, come formazione della coscienza politica del popolo. Nel Partito socialista all’inizio del ‘900 si aprì una discussione tra i dottrinari e i rivoluzionari della piazza. La lotta di classe era la violenza di classe o era la coscienza di classe. E i riformisti posero il problema che non c’è lotta di classe senza coscienza di classe.

 

CONTE LETTA

E la coscienza di classe vuol dire che hai una dottrina di sostegno, hai un sapere che diventa non un sapere delle èlite ma di massa che domina il conflitto e il contrasto. E l’assenza della politica, nel senso più alto e nobile del suo essere e della sua funzione, produce o comunque lascia il campo libero alla ruvidezza, la grettezza anche dello scontro primitivo degli interessi più profondi che diventano sempre più fondamentalisti e poco legati alla ragione.

 

In tutto questo, e in attesa dei risultati elettorali, si può dire che in questo Paese esista ancora, nella dimensione e nei caratteri che lei ha indicato, una forza di sinistra?

RINO FORMICA 2

Io ragiono così: la sinistra ufficiale ha fatto di tutto per perdere la sua base sociale. Prima ha creato il populismo e il populismo ha dentro di sé, nella pancia, la creazione del reazionarismo delle classi dirigenti. Il populismo è generatore di autoritarismo, perché in definitiva è l’utilizzo strumentale del ventre delle masse e non della ragione e della mente delle masse. Io vedo però un fatto positivo in un atteggiamento che inizialmente è negativo: il distacco da questa politica quotidiana delle nuove generazioni.

 

Questo apparentemente è negativo. Però apre la strada a una nuova generazione critica. Che viene dalla scuola, dall’università, dalla ricerca, dal lavoro duro, dalla emigrazione verso altri Paesi dove vi è maggiore possibilità non solo di lavoro dal punto di vista della sua primordiale espressione, cioè la sua remunerazione primitiva, ma anche dal punto di vista dell’umanizzazione della funzione dell’uomo.

giuseppe conte enrico letta 2

 

L’uomo che ha bisogno del lavoro come scuola di umanità. Queste nuove generazioni sono il punto di appoggio, forse il punto di Archimede, per colmare questo vuoto politico trentennale che si è determinato nella situazione italiana. Forse siamo alla fine del vuoto. Quello che si capisce è che le vecchie oligarchie che hanno fatto quest’ultimo giro di valzer della formazione delle liste tra sei mesi saranno travolte.

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...