VENDESI COLOSSEO! “L’ITALIA È A PREZZI DI SALDO È IL MOMENTO DI INVESTIRE”

Paolo Mastrolilli per "la Stampa"

Investite in Italia ora, perché conviene. Evitate di farvi condizionare dalle cronache politiche, perché tanto il paese è stato sempre un macello, e cercate i titoli in forte ribasso che sono destinati a risalire. Questo consiglio, decisamente controcorrente, viene dall'autorevole Wall Street Journal.

L'Italia non riesce a formare un governo, la Casa Bianca esprime preoccupazione, Moody's si prepara a declassarla, e la riapertura dei mercati dopo l'inconcludente giro di consultazioni pre pasquali viene vista come un incubo. Eppure il principale quotidiano finanziario del mondo invita i lettori a chiudere un occhio sui tradizionali limiti della nostra classe politica, concentrandosi invece sulle virtù di un popolo e di un'economia sempre piena di risorse.

Dopo la dichiarazioni di ieri pomeriggio del presidente Napolitano, il Wall Street Journal ha aperto il suo sito con la notizia della creazione dei due comitati di saggi, nella speranza che riescano a sbloccare lo stallo. Prima ancora, però, aveva pubblicato un articolo di Brett Arends dal titolo molto chiaro: "Why Italy Looks Cheap", perché l'Italia sembra conveniente.

Il pezzo naturalmente parte dai problemi politici, la crisi, il debito, la recessione, che hanno spinto anche la Casa Bianca a sollecitare la messa in ordine della nostra casa: Washington teme che il collasso di Roma travolga l'euro, provocando effetti molto negativi per la stessa economia americana in lenta ripresa. «Sarebbe da pazzi investire nel mercato italiano, giusto?», si chiede in maniera retorica il Wall Street Journal.

Nonostante tutti i guai, però, la risposta è sorprendente. L'analisi tecnica della situazione, infatti, spinge proprio a puntare sui titoli del Belpaese, perché i soldi veri si fanno quando si compra a prezzi bassi, che vengono offerti quando c'è instabilità e crisi. Infatti l'indice Mib è giù dell'8% dall'inizio dell'anno, in netta controtendenza rispetto agli altri mercati europei, che invece sono saliti del 2%.

L'Italia ha completamente mancato il rialzo delle borse mondiali cominciato nel marzo del 2009, e anche le analisi di Credit Suisse la giudicano di gran lunga il mercato più conveniente. Il Wall Street Journal quindi suggerisce di puntare sui fondi, tipo «iShares MSCI Italy Capped Exchange-Traded Fund», ma anche sui singoli titoli. Eni, ad esempio, «è la versione italiana di Exxon Mobil», e le sue azioni costano meno solo per la sede geografica, non per la qualità del suo business: «Se la borsa si riprende, gli investitori ne trarranno subito un beneficio».

Già, ma quando? E in quali condizioni politiche? La risposta viene da Holger Schmieding, chief economist della Berenberg Bank di Amburgo, che gestisce un portafoglio da 30 miliardi: «L'Italia non andrà a gambe all'aria, e l'economia comincerà a riprendersi durante l'estate. La situazione politica è un macello, ma si tratta del solito macello, e il paese saprà conviverci».

Naturalmente speriamo che abbia ragione il Wall Street Journal, anche se il suo articolo non giustifica la nostra abituale compiacenza, secondo cui tanto siamo più furbi di tutti e con la creatività ce la caviamo sempre.

«La situazione è realmente complicata», conclude il giornale. Infatti chi esce davvero distrutto dall'analisi del Journal è proprio la classe politica italiana, a cui restano in sostanza due soli profili possibili: un gruppo di irresponsabili, che da anni sta facendo del suo meglio per distruggere il paese; oppure un gruppo di irresponsabili che sta diventando irrilevante, perché il paese galleggia nonostante loro. Tertium - ossia un gruppo di persone responsabili che lavorano per il futuro dell'Italia aldilà dei loro interessi personali - non datur.

 

italia crisi italia crisi Wall Street JournalCASA BIANCACREDIT SUISSE

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)