matteo salvini luigi di maio by lughino

QUANTO POTRÀ ANCORA ANDARE AVANTI QUESTA FARSA? – SALVINI E DI MAIO ORMAI SONO AI FERRI CORTISSIMI: NON SONO D’ACCORDO PRATICAMENTE SU NULLA E I LEGHISTI SONO STUFI DEGLI INSULTI GRILLINI. NON E' PIU' SOLO PARACULISMO ELETTORALE – GLI ATTACCHI DI LUIGINO CHE SI INTENSIFICANO, LA LITE TRA GLI AVVOCATI BONGIORNO-BONAFEDE, IL RUOLO DELLA “FRONDA DI FICO” E GIORGETTI CHE NON NE PUÒ PIÙ: “LA POLITICA È MORTA”

Francesco Verderami per il ''Corriere della Sera''

 

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO INNAMORATI

C' è solo una domanda da porre a Di Maio e Salvini: e quindi? I due vicepremier sulla Tav non sono d' accordo, sul processo penale nemmeno, sui termovalorizzatori neanche, sull' idea di Europa neppure, sul memorandum con la Cina idem, sulla crisi in Venezuela lo stesso, sui temi etici manco a parlarne, sull' autonomia regionale non si prendono, sulle Olimpiadi non si trovano, e la volta che finalmente un provvedimento arriva in Consiglio dei ministri concludono sempre con un «salvo intese» che vuol dire «senza intesa».

 

matteo salvini lorenzo fontana (2)

Dopodiché escono da Palazzo Chigi e lo dicono, vantandosi della loro posizione, attaccando frontalmente l' alleato-avversario, ma non rispondendo mai a una domanda: e quindi? La tesi che il conflitto sia solo un' esigenza elettorale vale fino a un certo punto, perché la vis polemica sta degenerando nell' insulto. «E io non mi faccio insultare», ha detto a Conte il ministro per la Famiglia Fontana, dopo il convegno di Verona. «Dobbiamo uscire dalla spirale», gli ha risposto il premier tergendosi la fronte, consapevole di non aver mai affrontato una causa così complicata in vita sua. Il fatto è che ognuno vanta le proprie ragioni, e scarica sull' altro ogni responsabilità. Ma come in ogni faida non si sa chi abbia iniziato prima.

 

GIUSEPPE CONTE PINOCCHIO IN MEZZO AL GATTO (LUIGI DI MAIO) E LA VOLPE (MATTEO SALVINI) MURALE BY TVBOY

I grillini sostengono di esser stati provocati, e «stanchi di farci sporcare le nostre iniziative da Salvini», hanno preso ad attaccarlo sui «valori», perché - come ha spiegato in una riunione il Guardasigilli Bonafede - «noi siamo un movimento post-ideologico e dobbiamo mostrarci concentrati sulle cose da fare per i cittadini». Così ieri Di Maio ha accusato il leader della Lega di essersi alleato per le Europee «con chi nega l' Olocausto», dopo avergli detto che il suo partito è «abbagliato dal potere».

 

Il responsabile del Viminale dev' essere stato colto in contropiede, visto che non ha ricordato pubblicamente al capo dei grillini che «a Strasburgo loro stavano nel gruppo con l' Afd». In compenso ha rintuzzato la polemica sul potere, sostenendo che «è un problema di chi pone il problema». In realtà il problema poggia sempre sulla stessa domanda: e quindi? In attesa della risposta, nel governo si assiste a uno scontro in punta di diritto tra l' avvocato Bongiorno e l' avvocato Bonafede.

giulia bongiorno alfonso bonafede

 

Il ministro leghista della Pubblica amministrazione avvisa che sul processo penale «non c' è intesa» e che pertanto l' abolizione della prescrizione - prevista per il primo gennaio del 2020 - non potrà entrare in vigore: «Su questo con i Cinquestelle siamo stati chiari». Per tutta risposta il ministro grillino della Giustizia le ha fatto pervenire una memoria, in cui è scritto che «sulla riforma penale, praticamente pronta, ci sarà il modo di trovare un accordo», ma che «in ogni caso la modifica della prescrizione è legge, e comunque produrrà i suoi effetti non prima di tre anni».

 

alfonso bonafede giulia bongiorno 1

Ognuno parla al proprio cliente, cioè al proprio elettorato, e i Cinquestelle sono convinti che l' aggressività delle arringhe stia producendo effetti positivi. Per il Movimento certamente, per il governo no. Perché ormai le dinamiche del confronto sono arrivate a un livello tale da aver fatto saltare il bon ton nelle relazioni personali. «Il signor Fico», come Salvini si rivolge al presidente della Camera, è la punta dell' iceberg sotto cui cova il malcontento leghista, è l' altra faccia della medaglia che porta i grillini ad additare Giorgetti come «l' uomo dei misteri forti».

giancarlo giorgetti matteo salvini

 

«La politica è morta», ha confidato allargando le braccia il sottosegretario alla Presidenza. E non è chiaro se nelle sue parole ci fosse un riferimento al gabinetto Conte, ma è certo che l' acredine in Consiglio ha fatto dire a un ministro della Lega: «Iniziano a starmi simpatici quelli del Pd». Bang. Il resto dei commenti (bipartisan) è irriferibile, è una sequenza interminabile di bip. E mentre il Paese attende di capire come verrà affrontata la recessione, i vice premier continuano ad alzare il livello dello scontro, lasciando inevasa una domanda: e quindi? «Quindi accadrà qualcosa», prevede un autorevole esponente della Lega: «Si sta arrivando alla fine».

GIORGETTI MATTARELLAGIORGETTI TRIA

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