salvini putin

SIAMO NEI GUAI: IL DISGELO IN MANO AL "CAPITONE"! – SALVINI “MINACCIA” UN VIAGGIO A MOSCA PER “CONFRONTARSI CON LE ISTITUZIONI RUSSE”: “PUTIN HA APPENA PARLATO CON DRAGHI, E NE SONO STATO FELICE, SE ANDRÒ A MOSCA LO FARÒ SOLO SE UTILE. SE DEVI CHIEDERE UN "CESSATE IL FUOCO", LO CHIEDI INNANZITUTTO A CHI HA COMINCIATO IL CONFLITTO” (E LA DIPLOMAZIA MONDIALE CHE STA FACENDO, SI GRATTA I CABASISI?!) – E’ L’ENNESIMA PIROETTA SENZA SENSO: “QUALORA SI CONCRETIZZASSE, FARÒ TUTTI I PASSAGGI NECESSARI E NE PARLERÒ PRIMA DI TUTTO CON IL PRESIDENTE DRAGHI. OVVIAMENTE MI CONFRONTERÒ ANCHE CON I VERTICI DELLA LEGA” (MATTE’, MA ‘NDO VAI? METTI L’ELMETTO E ASSERRAGLIATI AL DIVANO)

Francesco Olivo per “la Stampa”

 

salvini putin conte

È stato un pomeriggio frenetico per Matteo Salvini. La notizia del suo viaggio imminente per Mosca, forse già domani, pubblicata dal sito de La Stampa, ha colto il leader della Lega nel pieno della campagna elettorale a Como e provincia. Per la partenza è tutto pronto, grazie alla macchina organizzativa di Andrea Crippa, ma c'è un problema politico: Mario Draghi e la Farnesina hanno mostrato stupore e anche dentro al partito c'è malumore. Così il capo del Carroccio ha dovuto frenare. L'obiettivo è incontrare Vladimir Putin o Sergey Lavrov, ma è più realistico pensare che si possa organizzare una riunione con Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino. Enrico Letta lo ha attaccato: «Va dove lo porta il cuore».

WOJCIECH BAKUN CONSEGNA POLEMICAMENTE A SALVINI LA MAGLIETTA DI PUTIN

 

Senatore Salvini, perché ha deciso di andare a Mosca?

«Allo scoppio della guerra e nei mesi a seguire abbiamo approvato e sostenuto ogni aiuto possibile al popolo ucraino aggredito. Entrati nel quarto mese di guerra, e dopo almeno 30.000 vittime su entrambi i fronti, pensiamo che il prolungarsi del conflitto avrebbe costi enormi in termini di vite, farebbe aumentare in modo drammatico la povertà - anche in Italia - e genererebbe forti squilibri e tensioni nel mondo.

 

salvini putin

È mio dovere fare di tutto per cercare di dare un contributo per il raggiungimento di una pace giusta, usando l'arma più forte: la diplomazia. Un grande padre della nostra Costituzione, Giorgio La Pira, nel momento più critico della guerra fredda, ebbe il coraggio di andare a Mosca per parlare di pace. Di pace parla da sempre Papa Francesco, il ritorno al dialogo lo chiede ormai la grande maggioranza degli italiani, certo per me sarebbe più comodo stare in famiglia».

salvini con la maglietta di putin

 

Vuole incontrare Putin?

«Da settimane sto lavorando per aprire dei canali diplomatici, con tanti Paesi. Putin ha appena parlato con Draghi, e ne sono stato felice, se andrò a Mosca lo farò solo se utile e per confrontarmi con le istituzioni russe. Se devi chiedere un "cessate il fuoco", lo chiedi innanzitutto a chi ha cominciato il conflitto».

 

Avete ancora rapporti con Russia Unita, il partito di Putin?

«No e non vado a Mosca da anni».

 

Andrà anche a Kiev?

«Ne sarei felice e sono in contatto con diversi esponenti ucraini, dopo averne ripetutamente incontrato anche ambasciatore e console: sono stato il primo leader italiano ad andare di persona sul confine tra Polonia e Ucraina portando aiuti umanitari, per toccare con mano il dramma dei profughi. Mi fa piacere che il mio esempio sia stato poi seguito da altri».

MATTEO SALVINI E VLADIMIR PUTIN

 

La Farnesina ha detto di non essere stata informata, ha avvisato Draghi?

«Qualora si concretizzasse, farò tutti i passaggi necessari e ne parlerò prima di tutto con il Presidente Mario Draghi. Ovviamente mi confronterò anche con i vertici della Lega».

 

Di Maio dice che la pace è lontana, concorda?

«La pace non si ricerca, si costruisce. Mi sforzo di essere più ottimista del ministro: una ipotesi di sblocco dei porti, fondamentale soprattutto per evitare una carestia che colpirebbe milioni di persone in Africa, e la rinuncia alla candidatura di Mosca per Expo 2030, sono segnali piccoli ma incoraggianti, che giorni fa avevo auspicato nel mio intervento in Senato. Mi auguro che Putin accolga anche l'appello del Santo Padre e accetti un cessate il fuoco almeno di 48 ore, per individuare una sede neutrale per trattare sulla pace. Israele, Santa Sede, Turchia: ovunque pur di far tacere le armi».

matteo salvini vladimir putin luigi di maio

 

Come si esce dal conflitto?

«Mattoncino dopo mattoncino, senza sedersi a un tavolo con delle precondizioni. Saranno poi Ucraina e Russia a chiedere e ottenere, a cedere e mediare, come appena auspicato anche da un grande uomo di Stato come Kissinger. Segnalo che tutte le analisi confermano la voglia di pace degli italiani: è dovere di tutta la politica lavorarci».

 

È vero che questa mattina (ieri ndr.) ha incontrato il cardinale Parolin in Vaticano?

«Dico solo che ho grande rispetto e attenzione per la Santa Sede, dall'inizio promotrice e costruttrice di pace: sarei felice se il presidente Putin accettasse di vedere Papa Francesco e farò ogni sforzo affinché questo avvenga».

matteo salvini vladimir putin gianluca savoini

 

Dopo fisco e balneari farete ancora ballare il governo?

«Evitare l'aumento delle tasse sulla casa e sui risparmi non è stato "far ballare" il governo, è stata una battaglia comune di tutto il centrodestra in difesa delle famiglie. Siamo responsabilmente al governo in un momento di grande difficoltà per il Paese, avremmo potuto rimanere comodamente all'opposizione lucrando consensi. Siamo leali, ma non accettiamo ciò che va contro gli interessi degli italiani».

 

La prossima offensiva sarà sulle pensioni?

«Nessuna offensiva ma buonsenso. È inimmaginabile tornare alla Fornero, è impensabile che la notte di Capodanno scatti uno "scalone" di cinque anni, come dicono anche i sindacati: è utile impegnarsi per arrivare a quota 41. Già oggi l'Italia è il Paese con una delle età reali pensionistiche più alte in assoluto, ciò che si dovrebbe fare è separare la previdenza dall'assistenza.

 

putin nella libreria di salvini

Draghi ha fatto abbastanza?

«In queste condizioni difficili, ha fatto il possibile in tanti campi.

Questo governo sconta la eccezionalità per cui è nato. Ci sono alcuni punti, come l'alleggerimento della pressione fiscale o la pace fiscale, su cui è difficile trovare il consenso di Ps e 5 Stelle».

 

Perché non vi siete associati alla richiesta del M5S di sottoporre Draghi a un voto del parlamento sulla politica estera?

«Contiamo che non sarà più necessario votare per l'invio di altre armi, non è il momento di dividerci su un tema così delicato». Il governo durerà fino al termine della legislatura? «Noi vogliamo risolvere i problemi, quindi le dico di sì. Certo: su diritti di lavoratori e pensionati non faremo sconti».

 

vladimir putin con matteo salvini

Meloni pretende un patto di fedeltà al centrodestra, lo firmerete?

«L'unità del centrodestra è un valore e una condizione necessaria affinché la coalizione possa vincere. L'idea di un patto di fedeltà è suggestiva: personalmente preferisco i patti programmatici di governo. Più concreti, più legati alle cose da fare e agli obiettivi. Il 13 giugno si voterà in quasi 1.000 Comuni e quasi ovunque il centrodestra sarà compatto, mi spiace che in alcune città importanti - Parma e Catanzaro, Viterbo o Jesolo - gli amici di FdI abbiano scelto di non correre uniti: spero che siano errori di percorso».

salvini maglietta pro putin pro russia

 

Se Meloni arrivasse prima dovrebbe fare la premier?

«Ovvio che sì. Ancora più rilevante, per noi è l'agenda delle cose da fare: difesa del lavoro e delle aziende pace fiscale e rottamazione delle cartelle, Flat Tax al 15%, autonomia, difesa dei confini».

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...