matteo salvini green pass

NO PASS, NO PARTY - SALVINI RINVIA L’ASSEMBLEA DELLA LEGA PREVISTA PER L’11 E IL 12 DICEMBRE. UNA SCELTA MOTIVATA NON SOLO DAL RISCHIO ASSEMBRAMENTO MA ANCHE DAL FATTO CHE UNA PARTE DEGLI INVITATI ALLA KERMESSE NON È VACCINATA. SUL SUPER GREEN PASS SI APRE L’ENNESIMA SPACCATURA: UNA DECINA DI PARLAMENTARI NON È DISPOSTA A VOTARE IL NUOVO DECRETO

1 - LEGA NO PASS NO PARTY

Francesco Olivo per "la Stampa"

 

matteo salvini

Senza il super Green Pass non si può entrare in un palazzo dello Sport. Anche per questo la Lega ha dovuto rinviare l'assemblea programmatica, prevista l'11 e 12 dicembre, per il rilancio dell'azione politica di Salvini. Una decisione presa «per garantire a tutte le persone invitate la possibilità di partecipare».

 

Quelli che non avrebbero potuto assistere sono i non vaccinati, compresi alcuni dirigenti leghisti. Così una scelta di buon senso, evitare l'assembramento di migliaia di persone in uno spazio chiuso, è stata giustificata con motivazioni che sembrano un gesto di attenzione ai No Vax.

 

MATTEO SALVINI GREEN PASS

2 - LA LEGA CANCELLA L'ASSEMBLEA SALVINI SOTTO ASSEDIO DEI SUOI: TENIAMO BOTTA FINO A FEBBRAIO

Emilio Pucci per "il Messaggero"

 

«Teniamo botta fino a febbraio». Alla fine di una lunga giornata vissuta sull'ottovolante, Salvini mercoledì ha così dato ai suoi il via libera della Lega al super Green pass in Cdm. Ancora ieri e per il Capitano è una novità il segretario è rimasto in silenzio, ha preferito non esporsi nella battaglia sul rafforzamento del certificato verde. Per non essere strumentalizzato.

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI

 

«Tanto è sempre colpa mia», ha allargato le braccia con i fedelissimi. Il partito di via Bellerio si sente ancora sotto assedio. «Se Salvini dice sì alle misure anti-Covid è stato convinto dai governatori, se dice no allora strizza l'occhio ai duri e puri», allarga le braccia un big. Insomma, il timore che monta all'interno del partito è di essere etichettati in ogni caso come il «partito dei No vax».

 

E la paura vera è che «se continua l'onda del virus si perderanno le elezioni politiche». Perciò con l'elezione del presidente della Repubblica l'ex ministro dell'Interno non esclude di cambiare strategia. Il suo primo nome è quello di Draghi al Colle, se è lui in corsa non c'è gara, poi è ovvio che se il presidente del Consiglio non fosse candidato si andrebbe su Berlusconi.

 

FOTOCOPIA

matteo salvini claudio borghi

Ma l'ipotesi A prevede uno scenario chiaro: «Non potremmo appoggiare un altro esecutivo, neanche se fotocopia, con un altro premier». Il vero auspicio, anche a fini elettorali dunque, è che scompaia definitivamente l'allarme pandemia. La Lega resta divisa.

 

Una decina di parlamentari non è disposta a votare il nuovo decreto. Si fanno i soliti nomi tra questi Borghi, De Martini, Bazaro alla Camera e Siri e diversi altri a palazzo Madama -, ma il fronte di chi non ha digerito la mossa di Draghi è molto più ampio. La decisione, maturata cinque minuti dopo il semaforo verde del Cdm al super Green pass, di annullare gli Stati generali previsti per l'11 e il 12 dicembre è la logica conseguenza della situazione.

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - SALVINI I VACCINI E IL GREEN PASS

Scelta motivata non solo dal rischio assembramento ma anche dal fatto che buona parte degli invitati alla kermesse non è vaccinata. «È una scelta di rispetto, in particolare per militanti e amministratori locali, bisogna garantire a tutte le persone la possibilità di partecipare», hanno spiegato dal partito. Meglio inoltre rinviare qualsiasi occasione che possa apparire come una resa dei conti interna. In pochi tra gli ex lumbard sposano la tesi draghiana.

 

«La verità è che occorreva fin da subito seguire la corrente, ora siamo nell'angolo», osserva un deputato. Il primo che era intenzionato a disertare la riunione del Cdm era Giorgetti. Anche perché in un primo momento sul tavolo c'era anche la possibilità di estendere l'obbligo del Green pass agli under 12 e l'eventualità di ampliare l'obbligo del vaccino pure sui luoghi di lavoro.

 

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

Da qui l'irritazione dell'ex responsabile del Viminale che ha avuto un incontro cordiale con i governatori. In realtà il malessere è presente pure tra i gruppi M5S. Tanto che all'assemblea con Conte di due giorni fa perlomeno una decina di pentastellati ha dubitato sull'efficacia dei vaccini. Ma i grillini non hanno alcuna intenzione di andare a votare nel 2022. Una tentazione che fino a qualche giorno fa era esclusa dal Capitano leghista, ora non più, anche se è più probabile la strada dell'opposizione se il clima si dovesse riscaldare ancora di più, magari sulla manovra. Tuttavia per ora vige il silenzio. «Poi a febbraio vedremo», ha ripetuto Matteo ai suoi.

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