SALVINI SI FA LA SUA “LEGHETTA” – L’EX TRUCE DEL PAPEETE SI BARRICA, DICE NO A NUOVI STATUTI O REGOLAMENTI E LIQUIDIA IL DIBATTITO INTERNO: “È STIMOLANTE NEL MOMENTO IN CUI COSTRUISCE. ABBIAMO FATTO IL CONGRESSO L’ANNO SCORSO, NON POSSIAMO FARNE UNO ALL’ANNO”. TRA RANUCCI E MIGRANTI, INTANTO ALZA L’ASTICELLA E TORNA IN MODALITÀ “BESTIA” – “IL FOGLIO”: “IL PIANO DI SALVINI È SALVARE LA SUA SPECIE, SELEZIONARE VENTI PARLAMENTARI. PUNTA AL MANIPOLO. ANDREA PAGANELLA, LUCA TOCCALINI, EUGENIO ZOFFILI, ANDREA CRIPPA. SONO I SALVINIANI PURI, LE GUARDIE DELLA DISSOLUZIONE. ECCO LA LISTA DELLA LEGHETTA, NOI E SALVINI…”
LEGA: SALVINI, 'NON PENSO A STATUTI O CAMBIO REGOLE, DIBATTITO INTERNO E' STIMOLANTE'
matteo salvini visita roggero in carcere
(Adnkronos) - La Lega resta, non ha bisogno di cambiamenti. "Non penso a statuti o regolamenti. Abbiamo tante persone in gamba da coinvolgere ancora più direttamente. Non c'è bisogno di cambiare regole".
Così oggi il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di una visita a Mario Roggero, al carcere milanese di Bollate. Il dibattito interno al Carroccio non preoccupa il vicepremier, anzi "mi stimola nel momento in cui costruisce". "Abbiamo fatto il congresso l'anno scorso, non possiamo farne uno all'anno - ribadisce -. Pero c'è gente che si sta mettendo a disposizione ed è la benvenuta".
matteo salvini al gazebo della lega a milano foto lapresse 1
Quanti si mettono a disposizione "con spirito costruttivo e non polemico" sono i benvenuti nel partito. E di spazio ce n'è: "Saremo condannati a vincere anche l'anno prossimo, visto che dall'altra parte non c'è un'offerta di governo neanche lontanamente plausibile" profetizza Salvini.
Quindi "dobbiamo attrezzarci per altri cinque anni di governo, ma ne abbiamo ancora uno" prima della fine dell'attuale legislatura, "più che su polemiche preferisco concentrarlo su temi reali concreti". Domani, 14 agosto, il segretario generale sarà in Versilia "e ci saranno centinaia di militanti presenti che lavorano e costruiscono". "Quindi qualcuno che è dirigente pensi ai militanti che lavorano e costruiscono", conclude.
PORTO D'ARMI - VIGNETTA BY ALTAN - REPUBBLICA
LEGA: SALVINI, 'DIBATTITI SU GIORNALI O FB NON SERVONO, SIAMO TRANQUILLI'
(Adnkronos) - Il leader della Lega, Matteo Salvini, spazza via eventuali dubbi su malumori all'interno del partito. "Siamo assolutamente tranquilli e al lavoro. Quello che posso dire è che dibattiti giornalistici o su Facebook non servono" ha detto oggi, a margine di una visita a Mario Roggero, al carcere di Bollate.
Il partito sta lavorando "per rafforzare la squadra. La stragrande maggioranza dei militanti, dei sindaci, degli amministratori, dei parlamentari, anche oggi sta lavorando per l'Italia e per la Lega". E sulle voci che vorrebbero una mancanza di volontari per il prossimo raduno di Pontida, il 20 settembre, il vicepremier ha rassicurato: "Ce ne saranno più degli anni passati".
SALVINI VUOLE SALVARE VENTI FEDELISSIMI E SCATTA LA GARA A CHI È PIÙ LEALE. FONTANA PREPARA NUOVA OFFENSIVA
Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”
luca toccalini con la maglietta di salvini
E’ lui il diluvio e crede ancora di essere la speranza. Il piano di Salvini è salvare la sua specie, selezionare venti parlamentari, assemblare un’arca per sopravvivere all’alluvione. Se Attilio Fontana si muove da hidalgo, e si muoverà ancora, subito dopo Ferragosto, e con una protesta fortissima, è perché ha capito che Salvini punta al manipolo.
Si assiste in queste ore a scene da fine mondo, con post di chi vuole essere salvato, prove ultime di fedeltà. Nella base Lega, un partito sanguigno, gira questo meme: “Vota la leccata più lunga”. Sono i commenti a favore di Salvini di Andrea Paganella, Luca Toccalini, Eugenio Zoffili, Andrea Crippa. Sono i salviniani puri, le guardie della dissoluzione. Ecco la lista della Leghetta, Noi e Salvini.
La pacificazione di Salvini, questa volta non passa. Crede, come sempre, che Attilio Fontana, Fedriga, Zaia, Fugatti, alla fine lo lascino fare, si prestino a sostenerlo, ma questa volta ci sono le liste elettorali da comporre e lo sanno tutti che vuole la scrematura finale.
giancarlo giorgetti con federico freni alla camera foto lapresse
Bagnai lo ha spedito all’Antitrust, uno in meno. Federico Freni, l’unico capace in Parlamento, parola di Tommaso Foti, “di seguire una legge di Bilancio”, avrebbe la fila di studi legali (e anche di case editrici), se solo tornasse alla sua vecchia professione.
Salvini parlerà il 14 agosto alla Versiliana e subito dopo si prepara una reazione, unitaria, dei governatori. In queste ore i salviniani che vogliono salire sull’arca scrivono che il leader “non è in discussione”, “che non si litiga sui giornali”.
I guardiani della dissoluzione sono Luca Toccalini, il segretario della Lega giovani (a trentasei anni; ma si è ancora giovani a trentasei anni?) perché “ai militanti in buona fede non interessano beghe e polemiche”. E’ un manipolo di lombardi, perché la Lombardia è la regione dove scatteranno i seggi. Sono saliti sull’arca: Fabrizio Cecchetti, Paolo Formentini, Eugenio Zoffili e Andrea Crippa.
matteo salvini e silvia sardone
Durante il direttivo lombardo di venerdì scorso, quello dove i segretari provinciali suggerivano a Salvini: “Il tuo ciclo è finito”, “fatti da parte”, la più agguerrita è stata la ministra Locatelli. Un’altra a bordo.
Gli altri leghisti che Salvini vuole garantire sono il tesoriere Di Rubba, Silvia Sardone, Igor Iezzi, Andrea Dara, Stefano Candiani, il ministro Valditara, Stefano Borghesi, e non serve ricordare Claudio Borghi, il solo dadà e Susanna Ceccardi.
In Veneto è rimasto il commissario della Liga Veneta, Andrea Tomaello e ci sarà naturalmente Lorenzo Fontana, il presidente della Camera, che per anni è stato il responsabile della politica estera del partito. Fa sorridere la purezza di Alberto Stefani, il governatore del Veneto. I puri scrivono i post di fedeltà mentre Stefani è più sottile.
MATTEO SALVINI - MAGLIETTA CON LA FACCIA DI MARIO ROGGERO
[…] Nell’arca di Salvini ci sono ovviamente Calderoli e Giorgetti, in quota busti a Bellerio. Cosa c’è di diverso rispetto alla crisi di Salvini, un lungo spelacchiamento che si racconta da anni? Questa volta né Zaia né Fedriga né Fontana né Fugatti hanno voglia di mettere il loro volto nelle liste della Leghetta, Noi e Salvini.
Gli altri leali che al sud possono essere eletti nella Leghetta, perché hanno un loro consenso personale, sono Claudio Durigon e Roberto Marti. C’è in questi post di “saremo con te”, fino alla fine, il termometro di chi sta chiedendo a Salvini di agire, chi ricorda questi anni di Salvini.
francesca verdini matteo salvini claudio borghi davide vecchi andrea giambruno
Un post che interroga la base è quello di Davide Vecchi, l’ex direttore del Tempo, oggi alla guida della comunicazione della Lega, molto di più di un comunicatore, uno che ha conosciuto Salvini da giornalista, che lo ha raccontato prendendosi anche le sue querele, e che vorrebbe tanto parlare, scrivere sui social, “sulla riconoscenza, sulla lealtà, ma è un altro capitolo di miserie”.
La richiesta estrema dei leghisti sarà il triumvirato, con Giorgetti garante, per togliere a Salvini la firma dalle liste. Lo sdoppiamento della Lega, che Salvini ha rifiutato, lo compie oggi la natura. Da una parte i promotori della soluzione e dall’altra i guardiani della dissoluzione.
BANCHE, CEUTA O LA LEGA AGITATA I MILLE FRONTI DI SALVINI CON LA «MIRA» FUORI FUOCO
Estratto dell’articolo di Roberto Gressi per il “Corriere della Sera”
Eh sì, hai voglia se si vede, che sbanda, sbarella e sbroda. Sulle banche, sulla Spagna e i migranti, con l’editto su Ranucci, e pure con i video trumpiani tra il meme e il fake su Riccione, per tacere delle comparsate all’Agnata, tra gli amici di De Andrè. Vorrei vedere noi, però, al posto suo, ché ci vogliono le spalle larghe per resistere a quella sequela di mazzate.
[…] Pure lui però, Matteo Salvini, accidenti, ci mette del suo.
È la maledizione dell’estate che lo perseguita. Certo lo avevano avvertito, dopo la musica, i balli e il mojito del Papeete, di muoversi con prudenza intorno a Ferragosto.
«Chiediamo agli italiani se hanno la voglia, il coraggio di darci i pieni poteri». «Riapriamo il Parlamento, facciamo un dibattito veloce e andiamo a votare». Frasi, queste del 2019, che gli costarono il governo e la fortuna politica.
Ma anche adesso fatica ad aggiustare la mira e, come dire, si muove in controtempo, mettendo in imbarazzo soprattutto la sua maggioranza.
Prendiamo la vicenda di Sigfrido Ranucci.
[…] eccolo Salvini, ci pensa lui a chiedere la sospensione: «Gli italiani non paghino lo stipendio a qualcuno che è coinvolto in una vicenda torbida». Va da sé che l’opposizione insorga contro i diktat della politica sull’informazione. E pure la Rai è in difficoltà se una scelta aziendale può essere tacciata di obbedienza invece agli ordini di un vicepresidente del Consiglio. Un boomerang, sintetizzato così dal Foglio : «Solo Salvini, con le sue sparate, può salvare Ranucci da Ranucci».
Sventole all’aria anche su Ceuta e i migranti. Giorgia Meloni fa un braccio di ferro con la Spagna di Sánchez, chiude le frontiere e non arretra neanche dopo le ritorsioni, giusto o sbagliato. E c’è anche la Germania, che ci vuole ridare indietro i migranti sbarcati sulle nostre coste e poi partiti verso Nord. Ma non si possono usare toni da guerra eterna con Paesi amici, con i quali si condividono tanti dossier in Europa. Eccolo qua, invece, Matteo, che va giù dritto: «Lezioni da Madrid e da Berlino noi non ne prendiamo: prima sistemino i problemi in Spagna e Germania e poi parliamo del resto».
GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI E I MIGRANTI A CEUTA - VIGNETTA DI ELLEKAPPA
E sulle banche? Matteo rilancia: «Chiederemo alle prime dieci banche italiane un contributo del 5% sugli utili per tre anni». E quantifica: se gli utili saranno pari a 30 miliardi la tassa sarà di un miliardo e mezzo. A naso un’idea popolare, acchiappavoti. Pure sapendo però che non si farà mai, Forza Italia dirà no e forse anche Fratelli d’Italia non ha voglia di dichiarare guerra al sistema bancario. Senza contare che pure gli elettori poco si fidano, diffuso è il sospetto che se il governo toglie soldi agli istituti, quelli poi si rifanno sui cittadini.
Ma poi, insomma, come ti viene in mente di fare un video meme della spiaggia di Riccione invasa come Ceuta da migliaia di migranti? E ci aggiungi anche una frase a commento: «Riccione 2030, senza Salvini ministro dell’Interno». E se vai al concerto in memoria di Fabrizio De Andrè, devi proprio andarti a mettere in prima fila? Anche perché, più delle inevitabili contestazioni, magari criticabili, che però ti sei andato a cercare, ti pesa di più la difesa di Dori Ghezzi: «Sbagliato cacciare Salvini, l’arte di Fabrizio parla anche a chi è lontano da lui».
Claudio Borghi Alberto Bagnai Matteo Salvini
matteo salvini al gazebo della lega a milano foto lapresse 3

