salvini balla

TU VUÒ FA L’AMERICANO – L’INTERVISTA DI MATTEO SALVINI AL 'WASHINGTON POST': “ESSERE POPULISTA È UN COMPLIMENTO, PERCHÉ PORTIAMO UNA VISIONE DI UN’EUROPA DIVERSA” – L’ANNESSIONE DELLA CRIMEA? “È AVVENUTA DOPO UN REFERENDUM, CI SONO ZONE STORICAMENTE RUSSE CHE APPARTENGONO ALLA FEDERAZIONE RUSSA. CON CONTE SIAMO IN SINTONIA, MA USIAMO TONI DIFFERENTI. SERVE UN PIANO MARSHALL PER L'AFRICA”

Federico Capurso per www.lastampa.it

 

SALVINI MONDIALI 2

Dal «piano Marshall per l’Africa», al «progetto di un fronte sovranista europeo», fino alla «legittimità dell’annessione della Crimea da parte della Russia».

 

È un’intervista fiume, quella del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini al Washington Post, in cui il leader leghista traccia la linea d’orizzonte del governo giallo verde, del suo partito e delle proprie aspirazioni.

 

L’immigrazione resta un punto nodale della visione politica di Salvini e di quello che lo stesso Washington Post riconosce sempre di più come il suo governo, tanto da mettere in ombra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

salvini bolzano

 

«Siamo in sintonia con premier Conte, usiamo solo toni differenti». E sullo scontro politico nato dal caso della nave della Guardia Costiera Diciotti, bloccata per ore nel porto di Trapani con 67 migranti a bordo, minimizza: «Solo una lieve divergenza con Conte sulle tempistiche dello sbarco».

 

MATTEO SALVINI BRUNO VESPA

Ma la stabilità di Palazzo Chigi non è a rischio, assicura Salvini: «Fin quando il M5S rispetta le regole del governo, non c’è pericolo. Non faccio il mio lavoro di ministro guardando i sondaggi». «E l’obiettivo finale», spiega il leader della Lega, «non è quello di distribuire i migranti tra i vari Paesi europei, ma di evitare che arrivino in Europa.

 

SALVINI FUCILE

Dobbiamo intervenire in Africa con un piano Marshall, per migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d’origine». Il boccino, per il ministro dell’Interno, ce l’ha in mano l’Europa, che «sta investendo in Africa, è vero, ma se 6 miliardi di euro vanno alla Turchia (per arginare i flussi migratori, ndr) e solo 500 milioni di euro ai Paesi africani, la nostra battaglia deve diventare quella di aumentare i fondi destinati all’Africa».

 

SALVINI SEEHOFER

Per questo, sostiene Salvini, «le prossime elezioni europee saranno fondamentali. Voglio mettere insieme quei partiti populisti che costituiranno la maggioranza in seno al Parlamento europeo».

 

«Essere populista è un complimento per me, perché portiamo una visione di una Europa diversa, dove ogni Paese dovrebbe essere libero di decidere la propria politica economica».

 

SALVINI MANGIA UN HAMBURGER A VILLA TAVERNA

È un passo indietro importante, però, quello di Salvini rispetto alla volontà dichiarata in passato di abbandonare la moneta unica: «Penso ancora che l’Euro sia un esperimento sbagliato, dobbiamo migliorarlo, ma sulla necessità di uscirne… chi non ha mai cambiato idea?».

 

SALVINI DI MAIO CONTE

E ancora più netto, poi, è il dietrofront sulla decisione di abbandonare l’Unione europea: «Vogliamo lavorare per cambiare l’Europa dall’interno e non per uscirne. Vogliamo cambiare la sua economia, la sua politica, la fiscalità e le politiche agricole. A

 

d esempio, cambierei immediatamente la direttiva sulle banche. Dal canto nostro, stiamo facendo di tutto per rispettare il limite del 3 per cento del rapporto deficit/Pil, anche se il limite del 3 per cento non è inciso nella pietra».

CONTE SALVINI DI MAIO

 

La questione migratoria torna, nei pensieri del leader leghista, ad ogni argomento toccato; dal lavoro («non dobbiamo portare migranti per compiere i lavori che noi non accettiamo di fare, ma aumentare i salari minimi») alla lotta alle mafie («prende risorse dal traffico di droga e di armi, ma anche dall’immigrazione illegale»).

 

Fino alla politica estera, quando dice di «apprezzare» le politiche migratorie adottate da Donald Trump, «perché vuole realizzare ciò che ha promesso agli elettori. Proprio come ha fatto quando ha riconosciuto Gerusalemme come capitale d’Israele.

PUTIN SALVINI

 

Sono pienamente d’accordo con quella decisione». Con l’amministrazione Trump, però, si registrano anche dei punti di divergenza, che gravitano anche attorno ai rapporti con la Russia.

 

A partire dalle sanzioni, «da abolire perché non funzionano e provocano un danno alle nostre esportazioni», ma anche perché «l’annessione della Crimea alla Russia è avvenuta dopo un referendum».

 

SALVINI SMARTPHONE

«Ci sono alcune zone storicamente russe, in cui c’è una cultura e delle trazioni russe, e che quindi appartengono legittimamente alla Federazione Russa». Che sia stato un referendum falsato dalla presenza dei militari di Mosca «è un punto di vista, ma non è il mio».

 

Nulla di controverso nello stretto rapporto con Mosca – mette in chiaro Salvini - che bolla come «fake news» l’ipotesi dei finanziamenti alla Lega provenienti dal partito di Vladimir Putin: «Non abbiamo mai ricevuto un euro, un rublo, un dollaro».

 

salvini putin

«Avevamo invece firmato un accordo politico con Russia Unita», spiega, «che prevedeva una collaborazione tra i movimenti giovanili dei nostri partiti». E in occasione del suo recente incontro con il ministro dell’interno russo, Vladimir Kolokoltse, è stato stretto «un accordo per creare un database di informazioni comune, proprio come abbiamo fatto con Israele».

 

Con Kolokoltse si è parlato anche di lotta al terrorismo e dei foreign fighters che rientrano dalla Siria e dal Medio Oriente: «I nostri servizi segreti dicono che migliaia di foreign fighters sono già tornati in Europa, alcuni dei quali in Italia. Ogni giorno firmo ordini di espulsione per persone che sono collegate al terrorismo islamico».

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