daniela santanche santanchè giorgia meloni

SANTANCHE' S'E' MESSA IN TASCA GIORGIA MELONI: L'HA COSTRETTA A INGOIARE IL ROSPO DELLA SUA PRESENZA – LASCIATA SOLA DALLA GRAN PARTE DEL GOVERNO E DEI DEPUTATI DI DESTRA ALLA DISCUSSIONE SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA NEI SUOI CONFRONTI, DANIELA SANTANCHÉ NON SI DIMETTE E SFIDA LA PREMIER – LA MINISTRA, INDAGATA PER FALSO IN BILANCIO E CON LA SPADA DI DAMOCLE DELL’ACCUSA PER TRUFFA ALLO STATO, HA COSTRETTO FDI A VOTARE PER “SALVARLA” – L’EVENTUALE CONDANNA DEL SOTTOSEGRETARIO MELONIANO DELMASTRO, INDAGATO PER RIVELAZIONE DI SEGRETO D'UFFICIO, POTREBBE AIUTARE LA “PITONESSA”...

1. L'ULTIMA SFIDA DELLA MINISTRA

Estratto dell’articolo di Alessandro De Angelis per "La Stampa"

 

daniela santanche alla camera foto lapresse 4

Eccola, Daniela Santanchè, tailleur color panna, borsa in tinta, sfoggio di presenza, griffato e ribaldo, che è sfrontatezza, capacità di incassare, furbizia luciferina. In fondo: arte del potere. S

 

igaretta solitaria in cortile, appena arrivata da Milano, poi l'Aula semideserta. Alla fine andrà via di corsa, senza strette di mano, caffè o quattro chiacchiere coi compagni di partito. Li evita, la evitano. Di nuovo stazione e appuntamenti a Milano, propri di un ministro nel pieno delle sue funzioni.

 

E neanche questa volta si è incrociata con Giorgia Meloni, né in pubblico né in privato a Palazzo Chigi. Lei sfila, a testa alta, e la sicurezza diventa quasi il dispetto di chi impone sé e le sue circostanze a una scena da cui i suoi malmostosi colleghi di partito (e non) l'avrebbero eclissata da tempo. […]

 

nello musumeci e daniela santanche foto lapresse

Chi l'avrebbe mai detto, c'è un'altra donna con gli "attributi", come si usa dire da quelle parti, che la sfida sullo stesso canone, peraltro molto maschile in quanto a rapporto col potere.

 

Vuol dire tante cose il Parlamento semideserto con solo una dozzina di deputati del suo partito, non proprio i più alti in grado. Racconta di un imbarazzo di chi, nella maggioranza, ne subisce presenza e resistenza, ma anche di un tentativo di "nascondere" il caso ed evitare bolgia, riflettori e prime pagine. […]

 

Intonerebbe Vasco, "io sono ancora qua, eh già", e sarebbe una splendida colonna sonora della giornata: entra in Aula a seduta appena iniziata, bacia disinvolta Nello Musumeci, uno dei due ministri presenti (l'altro è Luca Ciriani), guarda dall'altissimo gli oratori avvelenati dell'opposizione.

 

GIORGIA MELONI ANDREA DELMASTRO

Fino a un certo punto però, poi li snobba: mangia una caramella, la offre ai colleghi, parla fitto fitto con Musumeci, poi armeggia col telefonino, mail, messaggi, con l'aria di chi ha altro da fare. Imperturbabile quando le rinfacciano guai giudiziari e incoerenze politiche rispetto a quando chiese le dimissioni di una trentina di avversari politici.

 

È ancora qua. E nessuno le chiede più pubblicamente "una riflessione". Anzi, Musumeci, le dà atto, a taccuini aperti, di essere "una tosta". E quando il Parlamento sarà chiamato a votare la mozione presentata dai Cinque stelle, i fuggitivi della giornata odierna saranno obbligati prima ad ascoltarla, perché lì parlerà, poi a difenderla perché lì si vota.

 

giorgia meloni difende daniela santanche meme by edoardo baraldi

Se nel frattempo non cambia nulla, come pare, è una rivincita strepitosa. Quel momento non è questione di ore, ma di giorni, forse di settimane: la prossima, forse quella dopo ancora.

 

Pare che l'idea, complice il calendario intasato, sia quella di annacquare i tempi, in questa incredibile vicenda, fatta di spifferi su quanto sarebbe al capolinea, che però non diventano mai fatti. L'ultimo, poco convinto, spiffero sarebbe che prima incasserebbe la fiducia, poi mollerebbe: onore salvato e bel gesto. […]

 

Poi, complice il clima sui giudici, complice il pasticcio libico, complice il cambio di priorità, finora la Pitonessa è riuscita, nonostante tutto, a imporre i suoi tempi e le sue regole di gioco: "Le dimissioni – ha sempre detto - le darò solo dopo il rinvio a giudizio sul processo per truffa sui fondi Covid. Se le vogliono prima me lo deve chiedere Giorgia Meloni". Effettivamente sta andando così proprio così.

 

[…]  E ora attenzione, perché il 20 febbraio dovrebbe arrivare la sentenza su Andrea Delmastro, rinviato a giudizio per rivelazione del segreto d'ufficio. C'è una domanda che nel lato destro del Palazzo già serpeggia: "Che fa Giorgia se lo condannano?

Lui ha già detto che non farà un passo indietro". Complicato, a quel punto, tenere l'uno perché «non ci lasciamo imporre le scelte dai giudici» e pretendere le dimissioni all'altra, per il "solo" rinvio a giudizio. Vuoi vedere che starà ancora là?

 

2. SANTANCHÈ SOLA IN AULA AFFONDO DI PD E M5S “PREMIER SOTTO RICATTO”

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per "la Repubblica"

 

daniela santanche alla camera foto lapresse 3

I deputati delle opposizioni hanno appena finito di parlare: chiedono, tutti, le dimissioni della ministra del Turismo a processo per falso in bilancio. L’accusa (politica) è pesantissima: «Ha disonorato le istituzioni». E ricade pure su Giorgia Meloni: «Come mai non riesce a mandarla via? Signora presidente del Consiglio, dica: lei è ricattata?».

 

Daniela Santanchè in formato sfinge — tailleur color panna come i tre strati di cipria stesi sul volto rabbuiato — si alza di scatto dai banchi semideserti del governo, identici a quelli della maggioranza che ha deciso di lasciarla sola nel giorno della mozione di sfiducia promossa dai 5Stelle, e senza proferire verbo sebbene il regolamento della Camera preveda il suo intervento a chiusura della discussione generale, abbandona l’aula quasi di corsa, inseguita dalle urla «vergogna, vergogna» lanciate da sinistra.

 

GIORGIA MELONI E DANIELA SANTANCHE

[…]  Soltanto due, entrambi meloniani, i ministri venuti ad ascoltare i suoi silenzi: Luca Ciriani per debito d’ufficio e il responsabile per il Sud Nello Musumeci. Undici piccoli indiani gli eletti di FdI, raccattati alla bell’e meglio da Paolo Trancassini, che deve sudare sette camicie per trovare qualcuno dei suoi disposto a metterci la faccia. Di leghisti nemmeno l’ombra: Stefano Candiani, che pure è a Montecitorio, entra ed esce dall’emiciclo più lesto di una lepre, nonostante la timida arringa — «Si è colpevoli dopo tre gradi di giudizio» — improvvisata da Matteo Salvini. Forza Italia non c’è.

 

Noi Moderati idem. Per tutta la seduta il pallottoliere degli alleati resta inchiodato sullo zero assoluto. Mentre da Palazzo Chigi filtra che Meloni non le ha più parlato dal 17 gennaio, data del rinvio a giudizio: segno che anche la leader del governo l’ha scaricata.

 

daniela santanche alla camera foto lapresse 1

Prima di accomodarsi, Santanchè passa al ristorante per verificare la consistenza della truppa, capisce l’antifona e si rifugia in cortile a fumare. È nervosissima, «i numeri sul turismo parlano per me» continua a ripetere, ma della spavalderia ciarliera non c’è più traccia. Alle 14 inizia il tiro al bersaglio dei tre partiti — M5S, Pd e Avs — che hanno firmato il j’accuse per licenziarla.

 

Il centrodestra latita, nessuno è iscritto a parlare: anche questo è un segnale. «Ma è normale», proverà poi Musumeci a giustificarsi: «È lunedì, la presenza era superflua», dice proprio così, «superflua». Quando si dovrà votare, è il sottinteso, i ranghi saranno completi. Tra qualche settimana, il voto slitta. Nella speranza che, sussurra più d’uno in Transatlantico, presto la “Santa” faccia le valigie per togliere tutti dall’impaccio, dal compito di difendere l’indifendibile.

 

[…]

 

GIORGIA MELONI DANIELA SANTANCHE - MEME BY GRANDE FLAGELLO

Il dem Federico Gianassi ricorda tutte le volte che Santanchè ha chiesto le dimissioni dei ministri del centrosinistra: «Il vostro motto era “coerenza, coerenza coerenza”, ora è poltrona, poltrona, poltrona. L’unica battaglia che sta vincendo è quella con la premier che, di nuovo, riesce a fare una sola cosa: scappare». Da Avs Filibeto Zaratti richiama i sondaggi: «Anche gli elettori della destra le chiedono di lasciare».

 

Il pd Tony Ricciardi torna a puntare il dito contro la presidente del Consiglio: «Dica se è ricattata». La “pitonessa” nel frattempo finge noncuranza: chiacchiera fitto con Musumeci, armeggia col telefonino, prende appunti. Quando le opposizioni concludono, si alza e se ne va. L’ultimo atto prima del The end: o almeno così sperano in tanti, specie i suoi Fratelli.

daniela santanche alla borsa internazionale del turismo foto lapresse 1

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