OCCHIO, TRUMP NON FA MAI NULLA SENZA UN TORNACONTO! – “THE DONALD” HA INVIATO IN VENEZUELA UN CONTINGENTE MILITARE, GUIDATO DAL GENERALE KEVIN JARRARD, PER SUPERVISIONARE LE OPERAZIONI DI SOCCORSO NEL PAESE MARTORIATO DAL TERREMOTO. IL PENTAGONO HA SPECIFICATO CHE I MILITARI SONO ARRIVATI SU RICHIESTA DEL GOVERNO DI CARACAS – QUALCUNO HA EVOCATO LA "DOTTRINA DONROE", VERSIONE TRUMPIANA DELLA POLITICA ESTERA DEL PRESIDENTE JAMES MONROE, PER FARE DEL CONTINENTE AMERICANO UNA ZONA DI INFLUENZA STATUNITENSE...
Estratto dall’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”
Mercoledì sera, aprendo le celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti, Donald Trump ha rivendicato di «aver annientato» Iran e Venezuela. Il giorno dopo, di fronte al terremoto a Caracas, cambiando totalmente registro il presidente ha promesso aiuti ai «nostri grandi e nuovi amici» venezuelani.
E ha subito spedito un contingente militare guidato dal generale dei Marines Kevin Jarrard per supervisionare le operazioni di soccorso del Pentagono. I militari, ha precisato il Comando americano, «sono arrivati su richiesta formale del governo ad interim venezuelano».
Ma la presenza di un generale - seppure specializzato in logistica e operazioni congiunte più che "da campo" - assieme ad aerei, elicotteri, una nave anfibia da trasporto e una da combattimento, ha spinto alcuni osservatori a paventare il rischio di uso politico di una tragedia umanitaria.
Qualcuno ha anche evocato la "dottrina Donroe", versione trumpiana della politica estera del presidente James Monroe - nella prima metà dell'800 - di fare del continente americano una zona di influenza statunitense. [...]
Colpisce anche la dimensione degli aiuti: mentre l'anno scorso Trump aveva tagliato i fondi destinati all'estero e inviato solo 9 milioni di dollari a Myanmar, devastato dal terremoto, stavolta ne ha stanziati subito 150 e spedito una squadra di risposta rapida ai disastri e due unità specializzate.
Però mentre alcuni Paesi, tra cui la Colombia, avevano chiesto agli Usa di revocare le sanzioni verso il Venezuela, il Tesoro americano ha annunciato la sospensione delle restrizioni solo sulle transazioni legate agli aiuti e solo fino al 23 ottobre.
Per il segretario di Stato Rubio, il Pentagono potrebbe intervenire in futuro in modo più profondo per «arrivare nelle zone più inaccessibili».
I venezuelani non si chiedono se sarà un'occupazione militare mascherata. Vogliono aiuti, e quelli degli Stati Uniti appaiono oro, davanti alla lentezza dei soccorsi di Caracas.





